Mercato smartphone Cina: Huawei e Apple volano

Il mercato smartphone Cina ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con 66,1 milioni di dispositivi spediti, in calo del 2%. Huawei sale al primo posto con il 23%, mentre Apple raggiunge il 19%. Oppo, vivo e soprattutto Xiaomi perdono invece terreno rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il mercato smartphone Cina ha rallentato tra aprile e giugno 2026, ma non tutti i produttori hanno seguito lo stesso andamento. Le spedizioni complessive sono diminuite del 2% su base annua, fermandosi a 66,1 milioni di unità.

Il calo risulta comunque più contenuto rispetto al mercato globale, che nello stesso trimestre ha perso il 4%. Inoltre, due aziende sono riuscite a crescere con decisione: Huawei e Apple.

Huawei ha conquistato il primo posto grazie a 15,2 milioni di smartphone spediti. Apple ha invece raggiunto 12,4 milioni di iPhone, avvicinandosi alla leadership.

Gli altri marchi presenti nella top five hanno registrato risultati negativi. Xiaomi ha subito la flessione più pesante, mentre Oppo e vivo hanno mantenuto volumi simili tra loro.

Mercato smartphone Cina: Huawei sale al 23%

Huawei ha spedito 15,2 milioni di smartphone durante il secondo trimestre del 2026. La quota di mercato ha quindi raggiunto il 23%, contro il 18% dello stesso periodo del 2025.

Un anno prima, il gruppo cinese aveva consegnato 12,2 milioni di dispositivi. L’aumento è quindi consistente, soprattutto considerando la contrazione generale del settore.

Secondo l’analisi di Omdia, Huawei ha beneficiato di una struttura dei prezzi rimasta relativamente stabile. Inoltre, la domanda nella fascia premium ha mostrato una buona resistenza.

Tra i modelli citati figurano Huawei Pura X Max e Huawei Enjoy 90 Pro Max. Entrambi avrebbero contribuito ai risultati ottenuti nel trimestre.

Huawei può inoltre contare su una forte attività interna di ricerca e sviluppo. A ciò si aggiunge un rapporto profondo con le catene di approvvigionamento nazionali.

Questa organizzazione permette all’azienda di affrontare meglio l’aumento dei costi dei componenti. La crisi delle memorie sta infatti creando nuove pressioni sui produttori di smartphone.

La gestione della filiera diventa quindi un vantaggio concreto. Huawei sembra avere maggiore libertà nel contenere i prezzi e nel proteggere i margini rispetto ad alcuni concorrenti.

La crescita non riguarda soltanto i volumi. Il passaggio dal 18% al 23% indica anche un rafforzamento della posizione del marchio nel proprio mercato domestico.

Apple cresce mentre Oppo, vivo e Xiaomi arretrano

Apple ha chiuso il trimestre con 12,4 milioni di iPhone spediti e una quota di mercato del 19%. Nel secondo trimestre del 2025 si era fermata a 10,1 milioni di unità e al 15%.

La crescita risulta quindi significativa. Inoltre, Apple ha ridotto la distanza da Huawei, pur mantenendo il secondo posto nella classifica cinese.

Il mancato aumento dei prezzi avrebbe favorito le vendite. In un periodo caratterizzato da costi più elevati, un listino stabile può spingere gli utenti a scegliere un iPhone.

La situazione appare diversa per Oppo, che ha spedito 10,6 milioni di smartphone. La sua quota di mercato si è attestata al 16%, con un calo annuale del 9%.

Subito dietro troviamo vivo, con 10,5 milioni di unità e la stessa quota del 16%. In questo caso, però, la contrazione rispetto al 2025 raggiunge l’11%.

I numeri di Oppo e vivo sono quindi quasi identici. Entrambe mantengono una presenza importante, ma perdono terreno rispetto a Huawei e Apple.

Xiaomi chiude la top five con 8,2 milioni di smartphone spediti e una quota del 12%. Il calo annuale arriva al 21%, il dato peggiore tra i principali produttori.

La flessione di Xiaomi mostra quanto il mercato sia diventato competitivo. Inoltre, l’aumento dei costi può creare maggiori difficoltà ai marchi che puntano su prezzi aggressivi.

Huawei e Apple riescono invece a sostenere meglio la propria posizione. La prima sfrutta filiera e ricerca interna, mentre la seconda beneficia della forza del marchio e della fascia premium.

La crisi delle memorie cambia gli equilibri

Il calo del mercato smartphone Cina resta inferiore a quello globale, ma le pressioni sui produttori stanno aumentando. La crisi delle memorie ha infatti provocato un aumento dei costi dei componenti.

Di conseguenza, il settore cinese si sta polarizzando. I marchi più solidi riescono a difendere prezzi e margini, mentre gli altri devono rivedere gamma e strategia commerciale.

Omdia segnala che tutti i produttori, tranne Huawei e Apple, stanno ottimizzando la propria offerta. L’obiettivo è adattarsi a un mercato meno dinamico e più sensibile ai prezzi.

La domanda dovrebbe rimanere relativamente stabile. Gli utenti, però, potrebbero diventare più prudenti prima di sostituire il proprio smartphone.

I cicli di aggiornamento potrebbero quindi allungarsi. Inoltre, i consumatori valuteranno con maggiore attenzione differenze tecniche, promozioni e durata del supporto software.

Per l’intero 2026, Omdia prevede una contrazione del 6% rispetto al 2025. Anche in questo caso, il mercato cinese dovrebbe comportarsi meglio rispetto a quello globale.

La previsione resta comunque negativa. I produttori dovranno quindi lavorare su prezzi, posizionamento e scelta dei modelli da proporre nei diversi segmenti.

Huawei e Apple rafforzano la fascia premium

La crescita di Huawei e Apple mostra la maggiore stabilità della fascia alta. Chi acquista uno smartphone premium sembra infatti meno sensibile al rallentamento generale.

Huawei sfrutta una presenza capillare in Cina e una filiera nazionale ben integrata. Apple mantiene invece un forte richiamo commerciale, sostenuto da prezzi rimasti invariati.

Oppo e vivo conservano insieme una quota rilevante, pari al 32%. Entrambe devono però fermare il calo per evitare di perdere ulteriore spazio nei prossimi trimestri.

Xiaomi affronta la situazione più delicata. Una flessione del 21% richiede probabilmente una revisione dell’offerta, soprattutto nei segmenti dove la concorrenza è più intensa.

Il secondo trimestre del 2026 consegna quindi un mercato diviso. Le spedizioni diminuiscono, ma Huawei e Apple crescono sia nei volumi sia nelle quote.

La seconda parte dell’anno chiarirà se i due marchi riusciranno a mantenere questo ritmo. Molto dipenderà anche dall’andamento dei costi e dalle nuove gamme di smartphone.

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