Caso antitrust Apple India: CCI diffida il marchio
L’India segnala di essere pronta a portare avanti il caso antitrust Apple India anche senza una risposta completa da parte di Apple. Il messaggio arriva dalla Competition Commission of India (CCI), che contesta i ritardi e parla di proroghe ripetute che starebbero rallentando la chiusura del procedimento.
Il punto centrale resta l’ecosistema app su iOS. Secondo la linea del regolatore, alcune politiche legate ad App Store avrebbero favorito una posizione di forza eccessiva. Apple respinge le accuse, ma nel frattempo la procedura va avanti e l’orientamento della CCI sembra diventare più rigido.
Caso antitrust Apple India: perché è un tema enorme
Questo caso antitrust Apple India pesa per due motivi. Prima di tutto, riguarda regole concrete per gli sviluppatori: distribuzione delle app, pagamenti e commissioni. Inoltre, apre un tema delicatissimo: come si calcolano le sanzioni quando un gruppo globale finisce sotto indagine in un singolo Paese.
Secondo indiscrezioni, Apple teme che eventuali penali possano diventare molto alte se l’India applica un calcolo basato sul fatturato globale, e non su quello locale. Proprio per questo, il tema del “metodo di calcolo” è diventato quasi più importante del merito dell’indagine.
Ordine del 31 dicembre e “stop” chiesto da Apple
Nell’ordine datato 31 dicembre, la CCI spiega di aver chiesto già da ottobre 2024 una risposta formale alle conclusioni istruttorie e anche dati finanziari utili per valutare eventuali sanzioni. Inoltre, il regolatore sottolinea di aver concesso più estensioni.
In parallelo, Apple avrebbe chiesto di sospendere l’intero procedimento fino alla decisione della magistratura sul quadro sanzionatorio. La CCI ha respinto la richiesta e ha collegato la situazione a una scarsa cooperazione durante la fase istruttoria. Di conseguenza, ora arriva una diffida finale: se non arriva una risposta entro la prossima scadenza, il caso può proseguire anche in modo unilaterale.
La partita sulle sanzioni e il ruolo di Delhi High Court
Nel frattempo, Apple ha contestato le regole di calcolo delle sanzioni davanti a Delhi High Court. Qui si discute se sia corretto usare il fatturato globale come base, invece dei ricavi legati al mercato locale.
La prossima udienza è fissata per il 27 gennaio. Secondo quanto riportato, Apple considera l’ordine della CCI prematuro proprio perché la sfida in tribunale è ancora aperta. Inoltre, la stessa linea suggerisce che una risposta piena potrebbe arrivare solo dopo quell’udienza.
Caso antitrust Apple India: cosa può succedere adesso
Se Apple non risponde entro la scadenza fissata, la CCI può portare avanti alcuni passaggi procedurali senza attendere ulteriori memorie. Quindi il rischio non è solo economico. C’è anche un rischio di posizione, perché un procedimento che avanza “senza di te” riduce margini di manovra nelle fasi successive.
Allo stesso tempo, resta aperto l’effetto domino. Se l’India consolida un approccio basato sul fatturato globale, il precedente potrebbe pesare anche su altre multinazionali sotto osservazione. Infine, sul piano pratico, il caso antitrust Apple India continuerà a tenere alta l’attenzione su regole di App Store e potere delle piattaforme, perché qui si decide quanto “vale” davvero l’accesso a iOS.