Google Foto cambia con Gemini Spark: gestione con l’AI
L’integrazione di Gemini Spark in Google Foto porta l’AI oltre la semplice ricerca delle immagini. Spark può organizzare la libreria, modificare e migliorare le foto, estrarre testi, creare storie visive e condividere contenuti. Può inoltre eseguire attività ricorrenti in automatico, anche se per ora la funzione è limitata agli Stati Uniti.
Gestire migliaia di immagini accumulate negli anni può diventare un lavoro interminabile.
Google prova ora a risolvere il problema affidando una parte crescente delle operazioni a Gemini Spark.
Google Foto può infatti essere collegato direttamente all’assistente AI.
L’integrazione permette a Spark di intervenire sulla libreria attraverso richieste in linguaggio naturale.
Non si tratta soltanto di trovare una fotografia.
Gemini Spark può eseguire più operazioni consecutive partendo da un unico comando.
Gemini Spark su Google Foto gestisce interi workflow
La novità principale riguarda proprio i workflow multi-step.
L’utente può chiedere a Spark di cercare determinate immagini, selezionarle, modificarle e successivamente condividerle.
Tutto può partire da una sola richiesta.
Invece di aprire manualmente Google Foto, cercare le immagini e lavorarle una alla volta, l’AI può occuparsi delle diverse fasi.
È questo che rende l’integrazione più interessante rispetto alle classiche funzioni AI già presenti nelle applicazioni fotografiche.
Gemini Spark non interviene soltanto sulla singola immagine.
Può gestire una vera sequenza di attività.
Spark può modificare e migliorare le fotografie
L’integrazione comprende anche strumenti di editing.
Google indica che Spark può modificare e migliorare le immagini presenti nella libreria.
L’utente può quindi descrivere ciò che vuole ottenere e lasciare all’assistente il compito di eseguire le operazioni necessarie.
Il sistema può poi passare direttamente alla fase successiva.
Per esempio, una fotografia modificata può essere aggiunta a una raccolta oppure condivisa con altre persone.
L’obiettivo è ridurre il numero di passaggi manuali necessari per completare operazioni abbastanza comuni.
Gemini Spark può leggere quello che c’è nelle foto
Le possibilità non riguardano soltanto l’aspetto visivo.
Spark può anche estrarre testo dalle immagini.
Questa funzione può essere utile con documenti fotografati, cartelli, ricevute o screenshot salvati nella libreria.
L’assistente può inoltre utilizzare le fotografie per creare riassunti di eventi.
Una serie di immagini scattate durante una vacanza, una festa o un’altra occasione può quindi diventare la base per una sintesi automatica.
Google parla anche della possibilità di realizzare storie visive.
In questo caso l’AI utilizza le immagini disponibili per creare una narrazione più organizzata partendo dal contenuto della libreria.
Google Foto introduce le attività ricorrenti con Spark
La parte probabilmente più interessante dell’annuncio riguarda però le automazioni.
Con Gemini Spark Google Foto sarà possibile impostare attività che vengono ripetute periodicamente.
L’esempio fornito è molto semplice.
Si può chiedere a Spark di controllare ogni fine settimana la libreria Google Foto, individuare le immagini migliori dei propri figli o animali domestici e aggiungerle a un album condiviso.
L’assistente può poi inviarle automaticamente alle persone indicate.
Una volta configurata l’attività, Spark dovrebbe ripeterla ogni settimana.
Non sarà quindi necessario effettuare nuovamente la ricerca o selezionare manualmente le fotografie.
È un utilizzo dell’AI molto diverso dalla classica chat.
L’assistente non aspetta necessariamente una nuova domanda ogni volta.
Può eseguire un compito già definito seguendo una determinata ricorrenza.
Dalla ricerca delle foto alla loro gestione completa
Google Foto utilizza da tempo sistemi intelligenti per aiutare gli utenti a trovare immagini.
Il passaggio introdotto con Spark va però oltre.
La ricerca diventa soltanto la prima fase di un processo più articolato.
L’utente può chiedere all’AI di trovare il contenuto giusto e poi decidere cosa farne.
La sequenza potrebbe comprendere selezione, editing, organizzazione e condivisione.
Il vantaggio diventa evidente soprattutto per chi possiede librerie molto grandi.
Con migliaia o decine di migliaia di fotografie, anche una semplice operazione di organizzazione può richiedere parecchio tempo.
Spark prova a trasformarla in una richiesta formulata normalmente.
Gemini Spark su Google Foto per ora resta limitato agli USA
C’è però una limitazione importante.
L’integrazione tra Gemini Spark e Google Foto non è ancora disponibile globalmente.
Google la sta distribuendo gradualmente negli Stati Uniti.
Per utilizzarla è inoltre necessario avere almeno 18 anni.
Serve anche un abbonamento Google AI Pro oppure Google AI Ultra.
La distribuzione progressiva significa che la funzione potrebbe non comparire immediatamente neppure per tutti gli utenti statunitensi compatibili.
Al momento non sono state fornite informazioni nel materiale disponibile su una data di arrivo in Italia.
L’AI di Google inizia a fare il lavoro al posto nostro
Gemini Spark sta diventando sempre meno un semplice assistente al quale fare domande.
L’integrazione con Google Foto mostra bene questa evoluzione.
Qui l’AI riceve un obiettivo e può occuparsi di diverse operazioni necessarie per raggiungerlo.
La possibilità di impostare workflow ricorrenti rende il cambiamento ancora più evidente.
Cercare le fotografie migliori, modificarle, organizzarle e condividerle sono attività che normalmente richiedono interventi separati.
Spark prova a riunirle sotto un solo comando.
Per chi usa molto Google Foto, potrebbe essere una delle integrazioni Gemini più utili viste finora.
Rimane però da capire quando Google deciderà di portarla fuori dagli Stati Uniti.
Per il momento, quindi, possiamo guardare a questa funzione soprattutto come a un’anticipazione di ciò che Google vuole fare con la propria AI: non limitarsi a suggerire cosa fare, ma iniziare a farlo direttamente al posto dell’utente.