Pagamenti rateali: li usa il 78% degli italiani
I pagamenti rateali non servono più soltanto per smartphone, elettrodomestici o acquisti importanti. In Italia li utilizza il 78% dei consumatori coinvolti nella ricerca di Younited. Crescono inoltre le rate per auto, veterinario e formazione, mentre il 27% ammette difficoltà pagando tutto subito.
Il pagamento a rate sta diventando una componente sempre più importante nella gestione delle spese degli italiani. E non riguarda più soltanto gli acquisti più costosi.
Secondo una ricerca realizzata da Younited insieme a Bamboo Research, il 78% degli italiani intervistati ha utilizzato un pagamento dilazionato negli ultimi sei mesi.
Lo studio ha coinvolto 3.000 consumatori tra Italia, Francia e Spagna. In ogni Paese sono state intervistate 1.000 persone maggiorenni.
Il campione considerava acquisti, o intenzioni di acquisto, con valori compresi tra 200 e 50.000 euro.
Pagamenti rateali: il 78% degli italiani li utilizza
Il dato italiano è molto vicino a quello registrato negli altri due mercati analizzati.
In Francia ricorre alle rate il 79% degli intervistati. In Spagna la percentuale sale invece all’83%.
La ragione principale indicata dagli italiani è semplice: distribuire la spesa nel tempo.
Il 36% degli intervistati considera proprio questa possibilità il principale vantaggio della rateizzazione.
C’è però un altro dato che merita attenzione.
Il 27% degli italiani sostiene che pagare immediatamente l’intero importo potrebbe rendere più difficile arrivare alla fine del mese.
La rateizzazione non viene quindi utilizzata soltanto per acquistare qualcosa che altrimenti sarebbe troppo costoso.
Sta diventando anche uno strumento per organizzare il budget e distribuire meglio le uscite.
Gli italiani sembrano inoltre preferire dilazioni più lunghe.
Solo il 34% dei pagamenti viene suddiviso tra due e quattro rate. In Spagna la quota sale al 38%, mentre in Francia raggiunge il 56%.
Pagamenti rateali: le rate arrivano anche su auto e veterinario
La parte più interessante della ricerca riguarda però le categorie nelle quali gli italiani prenderebbero in considerazione i pagamenti rateali.
Accanto a smartphone, elettronica ed elettrodomestici compaiono infatti spese molto diverse.
Il 59% degli intervistati valuterebbe una rateizzazione per la manutenzione dell’automobile.
Una percentuale del 45% utilizzerebbe invece le rate per sostenere spese veterinarie.
La stessa quota, sempre il 45%, prenderebbe in considerazione questa soluzione per corsi e formazione professionale.
Emergono anche categorie meno prevedibili.
Il 41% degli intervistati sarebbe disposto a rateizzare le spese funerarie.
Il 38% valuterebbe questa possibilità per prodotti di seconda mano, mentre il 37% la utilizzerebbe per lusso e orologeria.
Non è più soltanto una questione di grandi acquisti
Questi numeri mostrano un cambiamento nel rapporto tra consumatori e credito.
Il pagamento dilazionato sta progressivamente entrando anche nelle spese impreviste o necessarie.
La manutenzione dell’auto può arrivare senza preavviso. Lo stesso vale per una visita veterinaria o un intervento medico sul proprio animale.
In situazioni simili, dividere la cifra in più scadenze può ridurre l’impatto immediato sul bilancio familiare.
Naturalmente la possibilità di pagare a rate non elimina il costo. Semplicemente lo distribuisce nel tempo.
Per questo trasparenza, condizioni economiche e sostenibilità della rata restano elementi fondamentali.
Pagamenti rateali anche nei negozi fisici
Il fenomeno non riguarda soltanto gli acquisti effettuati online.
In Italia il 41% dei pagamenti dilazionati considerati dalla ricerca avviene ancora nei negozi fisici.
Si tratta di una percentuale leggermente superiore al 39% rilevato in Francia e vicina al 44% della Spagna.
Il negozio mantiene quindi un ruolo importante, soprattutto per alcuni prodotti.
Arredamento, elettrodomestici e beni di lusso sono categorie nelle quali consulenza e assistenza continuano a influenzare la decisione di acquisto.
Questo aspetto interessa direttamente anche i retailer.
Secondo la ricerca, il 65% degli italiani afferma che poter pagare in più volte aumenta la probabilità di tornare nello stesso negozio o sito.
La rateizzazione può quindi incidere anche sulla fidelizzazione del cliente.
Allo stesso tempo, il servizio sta diventando sempre meno un elemento distintivo.
Per molti consumatori rappresenta ormai una possibilità attesa durante l’acquisto.
A livello europeo, oltre due terzi degli intervistati mostrano inoltre interesse verso vantaggi aggiuntivi.
Tra questi vengono citati sconti, cashback e formule legate al ritiro dell’usato.
Nuove regole europee per il credito al consumo
Il settore dei pagamenti rateali dovrà confrontarsi anche con un quadro normativo europeo in evoluzione.
Le nuove norme sul credito al consumo estenderanno la regolamentazione ad alcune formule di pagamento frazionato finora escluse.
Il 40% dei consumatori coinvolti nella ricerca considera questa evoluzione necessaria per ottenere maggiore protezione.
Circa il 30% ritiene inoltre che le nuove regole possano aumentare la fiducia verso queste soluzioni.
Non mancano però le preoccupazioni.
Il 19% teme procedure più complesse, mentre il 18% pensa che l’accesso alla rateizzazione potrebbe diventare più difficile.
Per operatori finanziari e retailer si apre quindi una fase delicata.
La richiesta di maggiore flessibilità dovrà convivere con controlli, trasparenza e tutela dei consumatori.
Rate sempre più integrate nella gestione del budget
La ricerca mostra quindi un mercato ormai lontano dalla semplice rateizzazione del televisore o dello smartphone.
Quasi otto italiani su dieci hanno già utilizzato questa modalità tra i consumatori presi in esame.
Ancora più interessante è vedere per quali spese sarebbero disposti a farlo.
Auto, veterinario e formazione indicano che il pagamento dilazionato sta entrando nella gestione ordinaria delle finanze personali.
Resta però fondamentale distinguere tra maggiore flessibilità e maggiore capacità di spesa.
Dividere un acquisto in più rate può rendere più semplice affrontarlo nel breve periodo. Il costo complessivo, però, rimane.
Proprio per questo la prossima evoluzione del settore passerà probabilmente da un equilibrio tra semplicità, accessibilità e maggiore protezione del consumatore.