Tim Cook lascia Apple: ecco la sua eredità
Tim Cook lascia Apple dopo 15 anni alla guida dell’azienda. Dal 1° settembre 2026 il nuovo CEO sarà John Ternus, mentre Cook resterà nel gruppo come presidente esecutivo del consiglio di amministrazione.
Si chiude oggi uno dei capitoli più importanti della storia recente di Apple. Tim Cook lascia Apple nel ruolo di CEO dopo quasi quindici anni, passando il testimone a John Ternus, fino a oggi responsabile dell’ingegneria hardware.
Cook non abbandona Cupertino. Assumerà infatti il ruolo di presidente esecutivo e continuerà a supportare l’azienda su alcune decisioni strategiche. Il cambio di guida resta comunque storico: è il primo dal 2011, quando Cook aveva raccolto l’eredità di Steve Jobs.
Durante il suo mandato, Apple è diventata una realtà ancora più grande, più redditizia e più dipendente da un ecosistema di prodotti e servizi molto ampio.
Tim Cook lascia Apple dopo quindici anni
Tim Cook era entrato in Apple nel 1998, molto prima di diventare CEO. La sua esperienza nella gestione operativa e nella catena di fornitura ha contribuito a trasformare l’azienda in una macchina capace di produrre e distribuire centinaia di milioni di dispositivi ogni anno.
Quando è diventato CEO, Apple valeva circa 350 miliardi di dollari. Oggi la sua capitalizzazione supera i 4.000 miliardi di dollari e, negli ultimi mesi, si è avvicinata alla soglia dei 5.000 miliardi.
La crescita non riguarda solo il valore in Borsa. Apple ha aumentato il numero di dispositivi attivi, ampliato il peso dei servizi e rafforzato il legame tra iPhone, Mac, Apple Watch, AirPods e iPad.
Cook non ha mai provato a imitare Steve Jobs. Ha scelto invece una leadership più prudente, orientata all’esecuzione, alla stabilità e alla crescita di lungo periodo.
Un Apple sempre meno legata al solo iPhone
L’iPhone è rimasto il prodotto più importante di Apple, ma sotto Cook l’azienda ha costruito molto altro. Apple Watch, lanciato nel 2015, è diventato uno dei riferimenti nel settore degli smartwatch.
L’anno successivo sono arrivati gli AirPods. All’inizio furono accolti con molti dubbi, soprattutto dopo la rimozione del jack audio dagli iPhone. In seguito sono diventati un prodotto centrale nell’ecosistema Apple.
Anche il comparto servizi ha assunto un peso crescente. Apple Music, iCloud, Apple TV+, Apple Pay, AppleCare, App Store e gli abbonamenti hanno creato entrate ricorrenti meno legate al ciclo di sostituzione degli smartphone.
Secondo i dati più recenti citati dalla stampa finanziaria, i servizi Apple superano ormai i 100 miliardi di dollari di ricavi annui. È una trasformazione decisiva per un’azienda nata attorno al Mac e diventata poi sinonimo di iPhone.
Apple Silicon è una delle scelte più importanti
Tra le mosse più rilevanti dell’era Cook c’è il passaggio dei Mac ai chip progettati internamente. Nel 2020 Apple ha iniziato a sostituire i processori Intel con Apple Silicon, inaugurando la famiglia M.
La scelta ha dato all’azienda un maggiore controllo su prestazioni, consumi e sviluppo software. Inoltre, ha riportato il Mac al centro dell’attenzione dopo anni in cui iPhone sembrava assorbire quasi tutta la scena.
I chip Apple Silicon hanno migliorato l’autonomia dei notebook e hanno permesso a Apple di differenziare con più forza i propri computer. Il passaggio ha anche consolidato la strategia di integrazione tra hardware e software.
Sotto Cook sono arrivati pure prodotti più ambiziosi, come Apple Vision Pro. Il visore non ha ancora raggiunto la diffusione di iPhone, Apple Watch o AirPods, ma mostra la volontà dell’azienda di esplorare nuovi formati.
Tim Cook lascia Apple con sfide ancora aperte
L’eredità di Cook non è fatta soltanto di record finanziari. Apple deve ora affrontare una fase più complessa, segnata dalla concorrenza nell’intelligenza artificiale, dalle pressioni normative e dalla necessità di ridurre alcuni rischi legati alla produzione in Cina.
Apple Intelligence e la nuova strategia per Siri saranno tra i primi dossier importanti per John Ternus. L’azienda deve recuperare terreno rispetto a concorrenti che hanno investito prima e più rapidamente nell’IA generativa.
C’è poi il tema della crescita. Apple resta estremamente solida, ma mantenere lo stesso ritmo diventa più difficile quando la base di partenza è così grande.
Il nuovo CEO eredita quindi un’azienda in salute, con un ecosistema unico e una base clienti enorme. Allo stesso tempo, dovrà dimostrare di saper guidare Apple nella fase successiva.
Da domani John Ternus guiderà Apple
John Ternus assumerà l’incarico di CEO dal 1° settembre 2026. È in Apple dal 2001 e, come responsabile dell’hardware, ha lavorato allo sviluppo di Mac, iPad, iPhone, Apple Watch e AirPods.
La sua nomina segnala una continuità importante. Ternus conosce i prodotti e la cultura aziendale, ma dovrà anche imprimere una direzione personale in un mercato cambiato profondamente.
Per Tim Cook termina una lunga stagione da CEO, non il suo rapporto con Apple. Il suo nome resterà legato alla trasformazione dell’azienda in un colosso globale, capace di vendere hardware, servizi e un’esperienza sempre più integrata.