Cinema UK, stretta sugli smart glasses con fotocamera

Gli smart glasses con fotocamera iniziano a incontrare restrizioni anche nei cinema del Regno Unito. La UK Cinema Association segnala rischi legati a privacy e pirateria, mentre alcuni esercenti hanno già introdotto limiti o divieti durante le proiezioni. Il tema sta emergendo anche in tribunali, istituzioni e autorità europee, mentre in Italia non risultano al momento misure analoghe.

Gli smart glasses con fotocamera stanno diventando abbastanza diffusi da costringere cinema e istituzioni a definire nuove regole. Nel Regno Unito il tema è arrivato direttamente all’attenzione della UK Cinema Association.

L’associazione rappresenta gli operatori cinematografici britannici e ha richiamato l’attenzione soprattutto su due aspetti: la possibilità di registrare gli altri spettatori e quella di riprendere parti dei film proiettati.

Alcuni gestori hanno quindi già iniziato a vietare o limitare l’utilizzo degli occhiali dotati di fotocamera all’interno delle sale.

Smart glasses con fotocamera, i cinema UK iniziano a intervenire

La UK Cinema Association riconosce che questi dispositivi possono offrire vantaggi alle persone con particolari esigenze di accessibilità.

Allo stesso tempo, però, evidenzia i problemi che possono nascere quando gli occhiali integrano sistemi capaci di scattare fotografie oppure registrare video.

Le preoccupazioni riguardano quindi sia la privacy degli spettatori sia la pirateria cinematografica.

Non viene indicata una regola unica valida per tutte le sale britanniche. La fonte specifica invece che diversi operatori stanno introducendo politiche proprie, con restrizioni rivolte in particolare ai modelli equipaggiati con fotocamera.

La questione coinvolge direttamente prodotti come i Meta Glasses, capaci di acquisire fotografie e filmati.

Meta Glasses e LED di registrazione

Gli occhiali di Meta possono registrare video per un massimo di tre minuti.

Quando la fotocamera è attiva, una luce bianca sulla montatura segnala alle persone vicine che è in corso una registrazione. Questo sistema rappresenta quindi un elemento importante per rendere visibile l’utilizzo della camera.

Nel tempo sono però comparsi interventi hardware pensati per disattivare o nascondere il LED, lasciando comunque attiva la fotocamera.

Meta ha reagito introducendo controlli che impediscono la registrazione quando il sistema rileva che la spia è stata coperta oppure manomessa.

Il problema, quindi, non riguarda solamente ciò che il dispositivo può fare nelle sue condizioni normali. Cinema e autorità stanno considerando anche il rischio di utilizzi meno trasparenti della tecnologia.

I divieti non riguardano soltanto i cinema

Le sale britanniche sono soltanto uno degli ultimi ambienti nei quali gli smart glasses stanno incontrando nuove limitazioni.

Il mese scorso lo Stato di New York ha vietato negli edifici giudiziari i dispositivi indossabili dotati di fotocamera, microfono o capacità di elaborazione.

La misura interessa avvocati, testimoni, dipendenti e pubblico, con l’obiettivo di impedire registrazioni effettuate senza autorizzazione.

Anche i tribunali di Inghilterra e Galles hanno successivamente introdotto un divieto analogo.

Restrizioni erano già arrivate sulle navi da crociera di MSC, mentre negli Stati Uniti l’agenzia federale ICE ne ha vietato l’impiego ai propri agenti.

Privacy degli smart glasses sotto osservazione in Europa

Anche in Europa cresce l’attenzione normativa.

In Germania l’organizzazione per i diritti digitali HateAid ha presentato una denuncia contro Meta e altre società coinvolte nella commercializzazione degli occhiali.

Secondo l’organizzazione, questi dispositivi potrebbero entrare in conflitto con le norme relative alle registrazioni realizzate senza che le persone coinvolte ne siano consapevoli.

La procura di Francoforte sta effettuando verifiche preliminari sulla questione.

A giugno anche l’European Data Protection Board ha affrontato i problemi relativi a privacy e protezione dei dati collegati agli smart glasses.

Diverse autorità nazionali sono già intervenute attraverso campagne informative, linee guida, confronti con le aziende e attività di enforcement.

L’EDPB sta inoltre preparando per l’autunno un documento dedicato a raccomandazioni e buone pratiche.

In Italia per ora nessuna restrizione analoga

La situazione italiana appare per il momento differente.

Secondo quanto riportato dalla fonte, in Italia non risultano misure analoghe a quelle già introdotte in altri Paesi o in specifici ambienti.

Questo non significa che il tema sia destinato a rimanere fuori dal dibattito. La diffusione degli occhiali con fotocamera porta infatti sempre più soggetti pubblici e privati a interrogarsi sulle registrazioni effettuate in luoghi dove foto e video sono già regolamentati.

Nel Regno Unito il primo segnale concreto arriva ora dai cinema. Più che un divieto nazionale generalizzato, al momento emerge una serie di restrizioni decise dai singoli operatori, mentre il confronto sulla privacy degli smart glasses continua ad allargarsi anche a livello europeo.

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