Google Foto testa tre nuovi modi per censurare le immagini
Google sta sviluppando Redact, un nuovo strumento di Google Foto pensato per oscurare rapidamente informazioni sensibili presenti nelle immagini. Nella versione 7.89 risultano già funzionanti tre modalità: Mosaic, Mosaic Light e Blur, anche se la funzione non è ancora disponibile pubblicamente.
Google Foto potrebbe presto aggiungere uno strumento molto semplice, ma estremamente utile per chi condivide spesso screenshot, documenti oppure fotografie.
Si chiama Redact e permette di coprire direttamente alcune zone dell’immagine prima della condivisione.
La funzione era stata individuata il mese scorso durante l’analisi del codice di Google Foto 7.85. All’epoca, però, lo strumento non funzionava ancora correttamente.
Premendo il pulsante, l’applicazione andava infatti in crash.
Con Google Foto 7.89 la situazione è cambiata. Android Authority è riuscita ad attivare anticipatamente Redact e questa volta lo strumento risulta funzionante.
Possiamo quindi vedere per la prima volta come Google intende implementarlo.
Redact di Google Foto arriva direttamente nell’editor

Redact viene inserito all’interno della sezione Markup dell’editor di Google Foto.
Si trova accanto agli strumenti già disponibili come Penna, Evidenziatore e Testo.
La posizione rende il suo utilizzo piuttosto immediato.
Una volta aperta la funzione, compare un pannello dedicato con un cursore che permette di modificare le dimensioni del pennello.
L’utente può quindi trascinare il dito direttamente sulla zona che desidera nascondere.
È una soluzione pensata soprattutto per intervenire rapidamente senza dover utilizzare un’applicazione esterna.
Uno screenshot contenente un numero di telefono, un indirizzo oppure un’altra informazione privata potrebbe quindi essere modificato in pochi secondi.
Tre modalità: Mosaic, Mosaic Light e Blur
La parte più interessante riguarda i tre effetti disponibili.
Google ha scelto Mosaic, Mosaic Light e Blur.
Le prime due modalità utilizzano una pixelatura vera e propria, mentre la terza funziona in modo leggermente diverso.
Mosaic applica una pixelatura più fine
Con Mosaic, l’area selezionata viene suddivisa in numerosi piccoli blocchi.
L’effetto ricorda quello già disponibile nelle gallerie di alcuni produttori come Oppo e OnePlus.
Il risultato mantiene abbastanza bene la forma generale dell’area, ma rende molto più difficile distinguere i dettagli.
Può essere utile, per esempio, per nascondere un volto oppure una parte di uno screenshot.
Nei test effettuati, l’effetto viene applicato praticamente in tempo reale.
Anche modificando la dimensione del pennello, la pixelatura si adatta in maniera prevedibile.
Mosaic Light usa blocchi più grandi
Mosaic Light parte dallo stesso principio, ma applica blocchi sensibilmente più grandi.
L’effetto risulta quindi più marcato e meno dettagliato.
Può essere una soluzione migliore quando vogliamo rendere completamente illeggibile una porzione dell’immagine.
Nonostante il nome “Light”, la pixelatura appare quindi più grossolana rispetto a quella della modalità Mosaic tradizionale.
Il Blur di Google Foto è diverso dal solito
La terza modalità prende il nome di Blur, ma non aspettatevi il classico sfocato morbido.
Google ha scelto un approccio differente.
L’area viene coperta utilizzando una sorta di rumore visivo granuloso, più simile alla staticità di un vecchio televisore che alla normale sfocatura fotografica.
Il risultato è quindi molto evidente.
Secondo i primi test, questa texture mantiene il proprio effetto anche aumentando lo zoom sull’immagine.
Potrebbe essere una scelta intenzionale per rendere più difficile recuperare oppure interpretare ciò che si trova sotto l’area modificata.
Resta da vedere se Google manterrà questo comportamento nella versione definitiva.
Undo, redo e reset per correggere gli errori
Redact include anche alcuni controlli utili.
Sotto la selezione delle modalità troviamo i pulsanti annulla e ripristina, insieme a una funzione di reset completo.
Quest’ultima elimina in una sola operazione tutte le modifiche effettuate con Redact.
È particolarmente utile quando il pennello finisce accidentalmente sopra una zona che non volevamo coprire.
Google sembra quindi aver pensato lo strumento per un utilizzo rapido, senza rendere necessario un editing particolarmente preciso.
Un mese fa Redact faceva ancora crashare Google Foto
L’evoluzione della funzione nell’arco di poche settimane è interessante.
Quando Redact era comparso per la prima volta nel codice di Google Foto 7.85, esisteva soltanto il riferimento alla possibilità di “oscurare aree sensibili delle foto”.
Lo strumento poteva essere attivato manualmente, ma premendolo l’applicazione si bloccava.
Con la versione 7.89, invece, l’interfaccia appare completa e i tre effetti funzionano realmente.
Questo non significa però che il rilascio sia imminente.
Google continua a tenere Redact nascosto agli utenti e non ha annunciato ufficialmente la funzione.
Redact non ha ancora una data di uscita
Per ora quindi non dobbiamo cercare Redact sul nostro smartphone.
La funzione è ancora in fase di sviluppo e non esiste un rollout pubblico.
Non sappiamo nemmeno se Google deciderà definitivamente di distribuirla.
Le funzionalità trovate attraverso gli APK teardown possono infatti cambiare, essere rimandate oppure sparire completamente prima del lancio.
Questa volta, però, il passaggio da un semplice pulsante instabile a uno strumento completamente utilizzabile indica che lo sviluppo sta procedendo.
E sarebbe una novità decisamente utile.
Capita spesso di dover condividere immagini contenenti indirizzi, numeri di telefono, targhe, email oppure altri dati personali.
Poterli nascondere direttamente dentro Google Foto renderebbe l’operazione molto più veloce.
Mosaic, Mosaic Light e Blur sembrano già offrire tre approcci differenti, mentre il controllo della dimensione del pennello permette di intervenire con una discreta precisione.
Adesso manca soltanto il passaggio più importante: Google deve decidere se e quando rendere Redact disponibile a tutti.