Devolver Digital vuole tornare privata dopo il crollo
Dopo cinque anni difficili sui mercati, Devolver Digital vuole lasciare la Borsa e tornare una società privata. Dal debutto del 2021, le azioni hanno perso circa il 96,27% del loro valore. Gli azionisti voteranno il prossimo 8 settembre e, in caso di approvazione, il delisting potrebbe diventare effettivo il 16 settembre.
Devolver Digital potrebbe presto chiudere la propria esperienza come società quotata.
Il publisher specializzato soprattutto in produzioni indipendenti ha comunicato agli investitori l’intenzione di tornare sotto proprietà privata. Secondo il consiglio di amministrazione, l’attuale prezzo delle azioni non riflette il reale valore della società.
La decisione arriva dopo alcuni anni particolarmente complicati per l’intera industria dei videogiochi. Devolver ritiene inoltre che la permanenza sui mercati pubblici stia imponendo obiettivi e procedure poco compatibili con una strategia orientata al lungo periodo.
La parola finale spetterà comunque agli azionisti.
Devolver Digital ha perso oltre il 96% in Borsa
Quando Devolver Digital arrivò sul mercato azionario nel 2021, la società venne valutata circa 694,6 milioni di sterline, equivalenti all’epoca a circa 950 milioni di dollari.
Da allora la situazione è cambiata radicalmente.
Il prezzo delle azioni è diminuito del 96,27%, portando la valutazione complessiva dell’azienda a circa 34,64 milioni di sterline, poco meno di 47 milioni di dollari.
Il confronto mostra bene quanto sia stata difficile l’esperienza in Borsa.
Devolver sostiene di aver dovuto affrontare la continua pressione per offrire una crescita in linea con le aspettative degli investitori, nonostante condizioni molto più complicate rispetto al periodo del debutto.
Il settore videoludico ha infatti attraversato una fase particolare.
Durante la pandemia, il maggior tempo trascorso in casa aveva generato un forte aumento della domanda. Molte società hanno investito e assunto personale immaginando che quella crescita potesse continuare.
Negli anni successivi, però, il mercato si è normalizzato. Sono arrivati tagli, ristrutturazioni e cancellazioni di progetti, anche all’interno delle aziende più grandi.
In questo scenario, un publisher delle dimensioni di Devolver può risentire ancora di più della pressione trimestrale esercitata dai mercati finanziari.
Gli azionisti voteranno l’8 settembre
Il ritorno alla proprietà privata non è ancora deciso.
Gli azionisti saranno chiamati a esprimersi durante l’assemblea generale annuale prevista per l’8 settembre.
Se la proposta riceverà il via libera, Devolver Digital dovrebbe lasciare la Borsa il 16 settembre.
Il consiglio di amministrazione sostiene che questa soluzione sia nell’interesse della società, dei dipendenti, dei partner e degli stessi azionisti.
La motivazione riguarda soprattutto il modo in cui vengono utilizzate le risorse interne.
Una società quotata deve rispettare numerosi obblighi amministrativi, finanziari e legali. Deve inoltre mantenere una comunicazione continua con gli investitori e rispondere alle aspettative del mercato.
Per Devolver, tutte queste attività assorbirebbero tempo e risorse che potrebbero essere impiegate direttamente sul business.
Meno Borsa e più attenzione ai giochi
Il messaggio della società è piuttosto semplice.
Tornando privata, i team finanziari, legali e dirigenziali potrebbero concentrarsi maggiormente sulla salute dell’azienda nel lungo periodo.
Devolver ritiene che molte delle richieste legate alla quotazione abbiano poco a che vedere con il lavoro necessario per essere un buon publisher.
È una distinzione importante.
La Borsa tende a valutare crescita, risultati trimestrali e prospettive finanziarie. Un editore di videogiochi deve invece gestire cicli produttivi lunghi, titoli imprevedibili e investimenti che possono richiedere anni prima di produrre risultati.
Un gioco può essere rinviato. Un progetto può richiedere più risorse del previsto. Un successo indipendente può invece superare improvvisamente ogni aspettativa.
Questa imprevedibilità non si abbina sempre bene alla pressione costante del mercato azionario.
Devolver Digital risparmierebbe 1,6 milioni l’anno
C’è anche una ragione economica molto concreta.
Secondo le stime condivise dalla società, il ritorno alla proprietà privata permetterebbe di risparmiare circa 1,6 milioni di dollari ogni anno.
Per una grande multinazionale sarebbe una cifra relativamente piccola. Per Devolver, che oggi vale meno di 50 milioni di dollari, assume invece un peso significativo.
Il risparmio deriverebbe principalmente dall’eliminazione dei costi collegati allo status di società quotata.
Meno procedure, meno obblighi e una struttura amministrativa più semplice potrebbero quindi liberare risorse per altre attività.
La società vuole però presentare il possibile delisting come qualcosa di più di un semplice taglio dei costi.
L’obiettivo dichiarato è recuperare maggiore libertà decisionale.
Senza dover soddisfare continuamente le aspettative del mercato, Devolver potrebbe decidere di sostenere un progetto più a lungo, accettare risultati temporaneamente inferiori oppure investire su produzioni considerate interessanti anche senza un ritorno immediato.
Il mercato dei videogiochi è cambiato dal 2021
Quando Devolver arrivò in Borsa, l’industria attraversava una fase completamente diversa.
La crescita generata durante gli anni della pandemia aveva portato valutazioni elevate e una forte fiducia nel futuro del settore.
Molte aziende si erano espanse rapidamente.
Il periodo successivo ha invece mostrato i limiti di quella crescita. L’industria ha affrontato numerose ristrutturazioni e riduzioni del personale.
Anche società considerate molto solide hanno modificato le proprie strategie.
Devolver ritiene quindi che le condizioni attuali rendano più difficile mantenere il ritmo di crescita richiesto da una società quotata.
Il problema non significa necessariamente che il publisher abbia smesso di funzionare.
La società ha continuato infatti a pubblicare nuovi giochi anche durante la forte discesa delle proprie azioni.
Devolver continua a puntare sui giochi indie
Negli ultimi anni, Devolver Digital ha mantenuto una produzione regolare.
Tra i titoli citati troviamo Cult of the Lamb, diventato uno dei giochi più riconoscibili del catalogo recente, e Skate Story.
Il publisher continua quindi a svolgere il proprio ruolo nel settore indipendente, nonostante le difficoltà finanziarie sui mercati.
Proprio questa distanza tra attività reale e valore delle azioni rappresenta uno degli argomenti utilizzati dalla società.
Devolver sostiene infatti che l’attuale quotazione non rappresenti correttamente il valore del business.
Diventare privata permetterebbe di eliminare almeno in parte questa discrepanza.
La società potrebbe inoltre valutare le proprie decisioni senza dover osservare quotidianamente l’andamento delle azioni.
Il ritorno alle origini potrebbe aiutare Devolver Digital
La storia di Devolver è legata a un’immagine molto particolare.
Il publisher si è costruito una reputazione puntando su videogiochi indipendenti, produzioni fuori dagli schemi e una comunicazione spesso lontana da quella delle grandi aziende.
La quotazione in Borsa aveva rappresentato una trasformazione importante.
Cinque anni dopo, il bilancio appare molto meno positivo di quanto immaginato nel 2021.
Perdere oltre il 96% del valore azionario significa che il mercato ha ridimensionato drasticamente le aspettative sulla società.
Il ritorno alla proprietà privata potrebbe quindi essere un modo per ripartire con meno pressioni.
Non risolverà automaticamente ogni difficoltà. Devolver dovrà comunque pubblicare giochi di successo, gestire i costi e affrontare un mercato molto competitivo.
Eliminerebbe però una variabile che negli ultimi anni sembra aver creato più problemi che vantaggi.
L’8 settembre sapremo cosa ne pensano gli azionisti. In caso di approvazione, appena otto giorni più tardi Devolver Digital potrebbe chiudere definitivamente la propria parentesi in Borsa.
A quel punto, il publisher tornerebbe a concentrarsi sui giochi senza avere ogni scelta misurata attraverso il prezzo delle azioni.