Apple porta Londra in tribunale per difendere iCloud
La disputa tra Apple e Londra entra in una nuova fase: Apple ha presentato un altro ricorso contro la richiesta britannica di accesso ai backup cifrati degli utenti nel Regno Unito. Il precedente ordine globale era stato ritirato, ma Londra avrebbe poi introdotto una nuova richiesta limitata al territorio britannico.
Apple torna davanti alla giustizia britannica per difendere la crittografia di iCloud. A luglio 2026, la società ha presentato un nuovo reclamo presso l’Investigatory Powers Tribunal.
Il ricorso riguarda una richiesta del governo britannico per accedere ai backup cloud cifrati degli utenti nel Regno Unito. La notizia emerge da un ordine del tribunale riportato dal Financial Times.
Apple e il Ministero dell’Interno britannico non possono discutere pubblicamente i dettagli dell’ordine. I Technical Capability Notice sono infatti coperti da rigidi obblighi di riservatezza.
Il nuovo ricorso di Apple
La nuova azione legale nasce dopo il ridimensionamento della prima richiesta avanzata dal Regno Unito.
Il precedente ordine avrebbe coinvolto anche i dati degli utenti statunitensi. La misura aveva quindi aperto un duro confronto diplomatico tra Londra e Washington.
In seguito, il governo britannico aveva accettato di ritirare quella richiesta più ampia. Il caso non si è però chiuso.
Secondo le informazioni disponibili, nel 2025 l’Home Office avrebbe inviato ad Apple un nuovo Technical Capability Notice. Questa volta, la misura sarebbe limitata agli utenti britannici.
Apple ha quindi scelto di contestare anche il secondo ordine. Sarà il tribunale a stabilire se la richiesta rispetta la legge britannica.
Cosa chiede il governo britannico ad Apple
I Technical Capability Notice fanno parte dell’Investigatory Powers Act 2016. Questa legge regola i poteri concessi ai servizi di sicurezza e alle forze dell’ordine.
Un TCN può obbligare un operatore tecnologico a predisporre determinate capacità tecniche. Queste devono consentire l’esecuzione di mandati e autorizzazioni previsti dalla legge.
Inoltre, le autorità devono valutare costi, fattibilità tecnica e proporzionalità. Le regole includono anche obblighi che possono riguardare la rimozione della crittografia.
Il governo sostiene che questi strumenti siano necessari per contrastare terrorismo, abusi sessuali sui minori e altri reati gravi.
La richiesta non equivale quindi a un accesso libero e continuo a ogni account. Mira però a rendere disponibili dati che, con la cifratura end-to-end, Apple non può leggere.
Perché si parla di backdoor
Il contenuto preciso del nuovo ordine resta segreto. Per questo, non conosciamo tutti i dettagli tecnici richiesti ad Apple.
Il termine backdoor descrive una funzione creata per aggirare una protezione. In questo caso, servirebbe a rendere accessibili dati che oggi risultano illeggibili anche per Apple.
La società sostiene che una simile possibilità non possa restare sicura solo per le autorità. Una volta creata, potrebbe diventare un nuovo obiettivo per criminali informatici e governi ostili.
Perché Apple dice no
Apple ha sempre mantenuto una posizione molto netta. L’azienda afferma di non aver mai creato backdoor o chiavi universali per i propri servizi.
Con la crittografia end-to-end, le chiavi necessarie per leggere i dati restano sui dispositivi autorizzati. Di conseguenza, nemmeno Apple può recuperare quelle informazioni.
Questa struttura protegge i dati anche in caso di attacco ai server. Allo stesso tempo, impedisce alla società di consegnare contenuti che non può decifrare.
Apple dichiara di collaborare con le autorità quando riceve richieste valide. Tuttavia, fornisce soltanto le informazioni che possiede e che può leggere legalmente.
La società teme che modificare il sistema per un singolo Paese possa creare un precedente. Altri governi potrebbero infatti presentare richieste simili.
Il precedente di Advanced Data Protection
La disputa aveva già prodotto conseguenze concrete per gli utenti britannici.
Nel 2025, Apple aveva ritirato Advanced Data Protection dal Regno Unito. La funzione estende la crittografia end-to-end a molte categorie aggiuntive di dati iCloud.
Tra queste rientrano Backup iCloud, Foto, Note, iCloud Drive, Promemoria e Memo vocali. Quando ADP è attivo, Apple non possiede le chiavi necessarie per accedere a questi contenuti.
La rimozione non ha eliminato tutte le protezioni end-to-end. Portachiavi iCloud, dati Salute, iMessage e FaceTime restano cifrati anche nel Regno Unito.
Gli utenti britannici hanno però perso la possibilità di applicare la protezione più avanzata a diverse categorie del cloud. Apple aveva motivato la decisione ribadendo il proprio rifiuto di creare una chiave universale.
Privacy International e Liberty entrano nel caso
Il tribunale ha informato Privacy International del nuovo ricorso presentato da Apple.
L’organizzazione, insieme a Liberty e a due cittadini, aveva già avviato una causa separata. Il procedimento contesta sia l’ordine rivolto ad Apple sia il sistema legale che regola questi avvisi segreti.
Il caso delle associazioni dovrebbe essere discusso nel dicembre 2026. Il tribunale dovrà ora decidere come coordinare quel procedimento con la nuova azione legale di Apple.
Privacy International sostiene che richieste di questo tipo mettano a rischio la sicurezza di tutti. Inoltre, critica la segretezza che circonda i TCN.
Il tribunale aveva già respinto un tentativo del governo di nascondere persino l’esistenza delle prime cause. Alcuni dettagli sensibili resteranno comunque esclusi dalle udienze pubbliche.
Cosa può succedere agli utenti britannici
Nel breve periodo, il nuovo ricorso non modifica il funzionamento quotidiano di iCloud.
Le protezioni già disponibili continueranno a funzionare. Advanced Data Protection resta invece non disponibile per gli utenti britannici.
Il vero cambiamento dipenderà dalla decisione dell’Investigatory Powers Tribunal. Se Apple vincerà, il nuovo ordine potrebbe essere annullato o limitato.
Se il governo avrà ragione, Apple dovrà scegliere come rispondere. Potrebbe adattare il servizio, ridurre altre funzioni nel Regno Unito oppure aprire un nuovo livello dello scontro legale.
Molto dipenderà anche dal contenuto tecnico del TCN. Quel documento resta segreto e non permette di valutare tutte le conseguenze.
Una battaglia che supera i confini britannici
La causa riguarda oggi gli utenti del Regno Unito. Le sue conseguenze potrebbero però andare molto oltre.
Una decisione favorevole al governo offrirebbe un precedente importante. Altri Paesi potrebbero usare norme simili per chiedere accesso ai servizi cifrati.
Una vittoria di Apple rafforzerebbe invece l’idea che la crittografia end-to-end non possa essere modificata senza mettere a rischio l’intero sistema.
La discussione non oppone semplicemente privacy e sicurezza. Entrambe sono necessarie, ma trovare un equilibrio tecnico resta molto difficile.
Apple continuerà quindi a difendere la propria posizione davanti al tribunale. Londra, invece, cercherà di dimostrare che i suoi poteri rispettano le garanzie previste dalla legge.
Il nuovo ricorso riapre così uno dei confronti più importanti sulla sicurezza digitale. La decisione finale potrebbe cambiare il rapporto tra governi, aziende tecnologiche e dati personali.