Vendite PC 2026 giù del 4%: resiste solo ASUS

Vendite PC 2026 giù del 4%: resiste solo ASUS

Le vendite dei PC nel 2026 rallentano sotto il peso della crisi delle memorie. Nel secondo trimestre, le spedizioni globali sono scese del 4%, fermandosi a circa 65 milioni di unità. Tra i produttori Windows cresce soltanto ASUS, mentre Apple sale del 13%.

La crisi delle memorie ha raggiunto anche il mercato dei computer. Dopo diversi trimestri positivi, le spedizioni globali di PC sono tornate in calo.

Nel secondo trimestre del 2026, il settore ha perso il 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il mercato ha quindi interrotto la crescita iniziata nel primo trimestre del 2025.

Il dato riguarda le unità spedite dai produttori. Non rappresenta quindi in modo diretto le vendite concluse nei negozi.

La tendenza resta però chiara. Prezzi più alti e componenti costosi stanno frenando gli acquisti, soprattutto nella fascia economica.

Vendite dei PC nel 2026 ferme a 65 milioni di unità

Vendite PC 2026 giù del 4%: resiste solo ASUS
Vendite PC 2026 giù del 4%: resiste solo ASUS

Secondo i dati di Counterpoint Research, nel secondo trimestre sono stati spediti circa 65 milioni di PC.

Il risultato segna una flessione annuale del 4%. Dopo oltre un anno di crescita, il mercato torna quindi in territorio negativo.

La previsione per l’intero 2026 appare ancora più difficile. IDC stima una riduzione annuale delle spedizioni pari all’11,3%.

Il quarto trimestre potrebbe risultare particolarmente debole. Le previsioni parlano di un possibile calo del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Questi numeri mostrano un rallentamento più ampio. Non si tratta soltanto di un trimestre poco brillante.

Il mercato deve affrontare costi industriali crescenti. Inoltre, molti utenti rinviano la sostituzione del computer finché il vecchio modello continua a funzionare.

Vendite dei PC nel 2026: la crisi di RAM e NAND colpisce i produttori

Il problema principale riguarda il costo delle memorie.

I prezzi di DRAM e NAND sono cresciuti in modo significativo. La DRAM viene usata come memoria operativa, mentre la NAND serve per le unità SSD.

La domanda proveniente dai data center dedicati all’intelligenza artificiale ha ridotto la disponibilità per altri settori.

I produttori di PC devono quindi acquistare componenti più costosi. A questo punto possono assorbire il rincaro oppure aumentare il prezzo finale.

Gran parte delle aziende ha scelto la seconda strada. I nuovi notebook arrivano così sul mercato con listini più elevati.

Il problema pesa soprattutto sui modelli economici. In questa fascia, anche un piccolo aumento dei componenti può ridurre molto il margine.

Un portatile progettato per costare poco rischia quindi di diventare meno competitivo. In alternativa, il produttore deve ridurre memoria, archiviazione o qualità generale.

I data center AI assorbono sempre più risorse

La crescita dell’intelligenza artificiale richiede enormi quantità di memoria.

Server e acceleratori AI usano configurazioni molto più ricche rispetto ai normali computer. I fornitori possono quindi ottenere margini maggiori dal mercato professionale.

Questa situazione spinge parte della produzione verso i data center. Di conseguenza, il settore consumer riceve meno componenti oppure deve pagarli di più.

La crisi non appare più come un problema temporaneo. Sta cambiando il modo in cui le aziende progettano e posizionano i nuovi PC.

I rincari potrebbero continuare per tutta la seconda metà del 2026. Un vero miglioramento dei prezzi non sarebbe atteso prima della fine del 2027.

ASUS cresce mentre gli altri marchi di Windows calano

Tra i principali produttori di Windows, ASUS rappresenta l’unica eccezione positiva.

Nel secondo trimestre del 2026, le spedizioni del marchio sono aumentate del 4% rispetto all’anno precedente.

Lenovo, Dell, HP e altri produttori hanno invece registrato riduzioni fino al 9%.

ASUS sembra beneficiare di una gamma capace di coprire più fasce. Il catalogo comprende modelli economici, notebook gaming e soluzioni premium dedicate ai creator.

La linea ProArt, per esempio, punta su display di qualità e prestazioni elevate. I prodotti ROG e TUF mantengono invece una forte presenza nel gaming.

Questa varietà può aiutare il marchio durante una fase complessa. ASUS riesce infatti a distribuire meglio il rischio tra pubblici differenti.

Il risultato resta comunque contenuto. Una crescita del 4% non annulla le difficoltà generali del mercato.

Apple cresce del 13% grazie ai MacBook

Apple ha ottenuto il risultato migliore tra i grandi produttori.

Le spedizioni dei MacBook sono cresciute del 13% rispetto al secondo trimestre del 2025.

Il dato potrebbe essere stato sostenuto anche dalla popolarità di MacBook Neo, il modello più accessibile della gamma.

Apple si trova però in una posizione diversa rispetto ai produttori Windows. L’azienda controlla hardware, software e processori.

Questa integrazione può semplificare la gestione dei costi. Inoltre, permette di differenziare maggiormente i prodotti rispetto alla concorrenza.

La crescita dei Mac non cambia comunque la tendenza complessiva. Il mercato globale resta in contrazione.

Le aziende sostengono ancora il mercato dei PC

Il comparto professionale si sta dimostrando più resistente rispetto a quello consumer.

Molte imprese stanno ancora completando il passaggio da Windows 10 a Windows 11. Questo processo richiede spesso la sostituzione dei computer più vecchi.

I requisiti hardware di Windows 11 escludono infatti diversi sistemi ancora funzionanti. Le aziende devono quindi acquistare nuovi dispositivi per mantenere sicurezza e supporto.

Senza questa domanda professionale, il calo generale potrebbe essere ancora più ampio.

Le imprese tendono inoltre a pianificare gli acquisti in anticipo. Possono accettare meglio prezzi elevati quando il rinnovo fa parte di un progetto già approvato.

I consumatori privati hanno invece maggiore libertà. Possono rimandare l’acquisto oppure cercare modelli ricondizionati.

Vendite dei PC nel 2026 verso modelli sempre più costosi

La crisi delle memorie potrebbe modificare anche la struttura del mercato.

I produttori stanno spingendo sempre di più sui PC AI premium. Questi modelli includono processori recenti, NPU e funzioni eseguite direttamente sul dispositivo.

Un prezzo elevato risulta più facile da giustificare quando il prodotto offre prestazioni e funzioni nuove.

La fascia bassa lascia invece poco spazio ai rincari. Un notebook economico non può salire troppo senza entrare in concorrenza con modelli superiori.

Potremmo quindi vedere meno computer realmente accessibili. Le configurazioni con 16 GB di RAM e SSD capienti rischiano di costare di più.

Anche gli aggiornamenti successivi possono diventare complicati. Molti notebook moderni usano memoria saldata, impossibile da sostituire.

Chi acquista deve quindi scegliere subito una configurazione adeguata. Risparmiare troppo oggi può ridurre la durata utile del dispositivo.

Conviene comprare adesso oppure aspettare?

Il quadro non suggerisce un calo rapido dei prezzi.

Counterpoint prevede costi elevati anche nella seconda parte del 2026. Le pressioni sulle memorie potrebbero continuare almeno per tutto il 2027.

Aspettare non garantisce quindi un’offerta migliore. Alcuni modelli potrebbero invece ricevere nuovi aumenti.

Chi possiede un PC ancora valido può continuare a usarlo. Un aggiornamento dell’SSD o della RAM può prolungarne la vita, quando i componenti sono sostituibili.

Chi deve acquistare per necessità dovrebbe invece valutare le offerte attuali. Conviene controllare memoria, archiviazione e possibilità di aggiornamento.

La crisi delle memorie ha ormai superato il settore dei singoli componenti. Sta influenzando listini, disponibilità e strategie dei produttori.

Il calo del 4% rappresenta il primo segnale concreto. Se i prezzi continueranno a salire, la seconda metà del 2026 potrebbe risultare ancora più difficile.

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