Gratteri al WMF 2026: giustizia più rapida, infrastrutture e scuola contro le mafie
Giustizia più rapida, infrastrutture realmente utili, scuola come argine alle mafie e una lettura globale del narcotraffico.Sono questi i punti chiave dell’intervento del Procuratore Nicola Gratteri sul Mainstage del WMF – We Make Future 2026, in dialogo con Cosmano Lombardo.
Giustizia: “La vera riforma è ridurre i tempi delle sentenze”
Gratteri ha criticato la recente riforma giudiziaria, definita impropriamente “riforma della giustizia” e in realtà centrata su separazione delle carriere, sorteggio e Alta Corte disciplinare. Per i cittadini, sostiene, la priorità è un’altra: sentenze in un anno o un anno e mezzo, non in sette, senza ridurre le garanzie.
Ha anche respinto le interpretazioni che lo vorrebbero vicino alla politica:
“Io sono allenato a decidere, non a mediare. La politica è mediazione.”
Infrastrutture: “Prima i servizi essenziali, poi il Ponte sullo Stretto”
Sul tema del Ponte sullo Stretto, Gratteri è stato netto: la presenza delle mafie non può essere l’argomento decisivo per valutare un’opera pubblica. La domanda centrale è: serve davvero? Il rapporto costi-benefici la giustifica?
Prima del Ponte, secondo il Procuratore, servono:
- acqua nelle case dei siciliani
- dissalatori dove necessari
- ferrovie elettrificate
- treni funzionanti
- strade e autostrade percorribili
“Prima facciamo queste cose, poi parliamo del Ponte e dell’autonomia differenziata.”
Criminalità minorile: un fenomeno in crescita
Gratteri ha denunciato un abbassamento dell’età di chi commette reati e un uso crescente dei minorenni per omicidi, armi e droga. Non è un problema solo di Napoli: riguarda anche Bologna, Milano e molte periferie italiane.
Le cause principali:
- famiglie incapaci di educare
- assenza di regole
- dispersione scolastica
- povertà educativa
La scuola come primo presidio antimafia
Per Gratteri, la risposta passa da asili, elementari e medie potenziate, e da una scuola a tempo pieno che segua i ragazzi anche nel pomeriggio.
“È l’ignoranza che fa aumentare il crimine. Ogni bambino che non va a scuola sarà un potenziale garzone delle mafie.”
Narcotraffico internazionale: “Non si combatte con i bombardamenti”
Sul narcotraffico, Gratteri ha respinto l’idea di interventi militari: la lotta alla droga si fa con indagini, processi e condanne, non con l’eliminazione fisica.
Ha contestato la narrazione del Venezuela come “narco-Stato” e indicato l’Ecuador come snodo centrale delle rotte della cocaina verso Europa e Stati Uniti.
Una visione ampia del contrasto alla criminalità
Dal palco del WMF 2026, Gratteri ha delineato una strategia che va oltre la repressione: giustizia efficiente, infrastrutture utili, educazione, famiglie, scuola e comprensione dei fenomeni criminali dentro le trasformazioni globali.