Recensione Mammotion YUKA mini 2: smart senza fili
Mammotion YUKA mini 2 arriva in un momento in cui i robot tagliaerba stanno cambiando parecchio. Fino a qualche anno fa erano prodotti pratici, ma spesso richiedevano installazioni lunghe, filo perimetrale, pazienza e qualche compromesso. Oggi, invece, il mercato si sta spostando verso soluzioni più smart, più rapide da configurare e più vicine al modo in cui siamo abituati a usare robot aspirapolvere, videocamere e dispositivi connessi.
YUKA mini 2 segue proprio questa strada. È un robot tagliaerba compatto, pensato per chi ha un giardino domestico e vuole ridurre il lavoro manuale senza trasformare l’installazione in un piccolo cantiere. Niente filo perimetrale, gestione da app, mappatura smart e riconoscimento degli ostacoli sono gli elementi che lo rendono più moderno rispetto ai robot tradizionali.
In Italia, Mammotion YUKA mini 2 800 viene proposto a 999 euro di listino, ma al momento risulta disponibile sullo store ufficiale a 899 euro. È una cifra importante, però va letta nel contesto giusto: qui non si paga solo il taglio dell’erba, ma anche la comodità di una gestione senza filo perimetrale e con mappatura intelligente.
Noi lo abbiamo testato in un prato di circa 300 m², quindi in una situazione abbastanza realistica. Non un campo perfetto, non una demo preparata per fare bella figura, ma un giardino vero, con bordi, passaggi, zone più regolari e qualche punto dove il robot deve dimostrare di sapersela cavare. È proprio in questi contesti che si capisce se un prodotto del genere semplifica la vita oppure se richiede troppe attenzioni.
La domanda, quindi, non è solo se YUKA mini 2 taglia l’erba. Quello ormai lo fanno molti robot. La vera differenza sta nella gestione quotidiana: quanto è semplice avviarlo, quanto lavora in modo ordinato, come si comporta vicino ai bordi, quanto sa evitare gli ostacoli e quanta manutenzione lascia ancora all’utente.
Dopo alcuni cicli di taglio, abbiamo iniziato a capire meglio il suo carattere. Mammotion YUKA mini 2 non vuole essere un robot professionale per grandi superfici difficili, ma un assistente smart da giardino domestico. E, su un prato da circa 300 m², questa impostazione ha una logica precisa: tagliare spesso, mantenere l’erba in ordine e togliere all’utente una delle attività più ripetitive della bella stagione.
Mammotion YUKA mini 2: 8,2 / 10
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Mammotion YUKA mini 2 ci ha convinto perché rende più semplice la gestione del prato senza obbligare a installazioni invasive. L’assenza del filo perimetrale cambia l’esperienza, soprattutto per chi vuole un robot pratico e moderno. Nel nostro utilizzo si è dimostrato solido, abbastanza silenzioso e ordinato nei movimenti. Il taglio lavora bene quando il prato viene mantenuto con regolarità, mentre il sistema mulching aiuta a tenere l’erba più uniforme.
L’app è completa e funziona sia su Android sia su iOS, anche se merita ancora qualche rifinitura grafica e qualche traduzione più curata. Restano alcuni limiti sui bordi più difficili, dove un passaggio manuale ogni tanto serve ancora. Anche la regolazione manuale dell’altezza di taglio stona un po’ su un prodotto così smart. Nel complesso, però, YUKA mini 2 è un robot tagliaerba riuscito, adatto a chi vuole ridurre la manutenzione settimanale senza complicarsi la vita. Non è economico, ma nel giardino giusto può diventare uno di quei prodotti che dopo pochi giorni si fa fatica a lasciare spento.
Pro
- Installazione senza filo perimetrale, molto più comoda rispetto ai robot tradizionali.
- Navigazione ordinata, con movimenti logici e meno casuali sul prato.
- Buona qualità di taglio, soprattutto con utilizzo frequente e prato già curato.
- Sistema mulching efficace, senza sacco da svuotare e con residui ben sminuzzati.
- App completa per Android e iOS, utile per mappe, zone, programmi e gestione da remoto.
- Batteria removibile, una scelta pratica in ottica durata e manutenzione futura.
Contro
- Bordi non sempre perfetti, soprattutto vicino a muri, cordoli alti e punti chiusi.
- App migliorabile nell’interfaccia, con alcune schermate un po’ dense.
- Traduzioni italiane non sempre rifinite, anche se il funzionamento resta comprensibile.
- Altezza di taglio regolabile solo manualmente, non direttamente dall’app.
- Non adatto a prati molto trascurati, lavora meglio come robot da mantenimento.
- Prezzo importante, anche se giustificato da mappatura smart e assenza del filo.
Confezione e primo impatto Mammotion YUKA mini 2
La confezione di Mammotion YUKA mini 2 arriva con un ingombro importante e fa capire subito che non siamo davanti a un robot leggero da scaffale. Considerando anche l’imballo, il pacco si avvicina ai 15 kg, quindi conviene aprirlo con un minimo di spazio attorno e senza troppa fretta.

Dentro troviamo tutto quello che serve per iniziare: robot tagliaerba, stazione di ricarica, alimentatore, viti, picchetti per fissare la base al terreno e un set di lame di ricambio da sei pezzi. Questa è una piccola attenzione gradita, perché le lame sono materiale di consumo e prima o poi vanno cambiate. C’è anche il manuale multilingue, scritto in un italiano comprensibile, anche se la parte centrale dell’esperienza passa poi dall’app.

Il robot è fermo nel suo alloggiamento, gli accessori sono ordinati e nel nostro caso non abbiamo trovato danni dopo il trasporto. Su un prodotto da giardino va bene così: più che nastri, cartoncini eleganti o confezioni scenografiche, interessa che tutto arrivi integro e pronto per essere montato.
Una volta fuori dalla scatola, YUKA mini 2 trasmette una buona sensazione di solidità. La scocca in plastica rigida ha una finitura opaca bianca, pulita e abbastanza pratica per un prodotto destinato a stare all’aperto. Non dà l’idea di un guscio vuoto, e infatti i 10,9 kg del robot si sentono quando lo si solleva. Allo stesso tempo, resta ancora gestibile se bisogna spostarlo durante la prima installazione.

La base di ricarica è semplice e non occupa troppo spazio. Nel nostro prato da circa 300 m² l’abbiamo posizionata in una zona stabile, comoda da raggiungere e non troppo nascosta, perché la fase iniziale di configurazione richiede qualche prova. Non serve tirare fili perimetrali o preparare il giardino come un cantiere, però scegliere bene il punto di partenza aiuta molto.

Un aspetto interessante è la batteria removibile, accessibile dal retro con un meccanismo a leva piuttosto intuitivo. Non è una cosa da usare ogni giorno, però può diventare utile nel tempo. Le batterie al litio, dopo anni di utilizzo, possono perdere efficienza; quindi poterle sostituire senza spedire l’intero robot in assistenza è una scelta pratica e intelligente.
Il primo impatto, quindi, è quello di un robot tagliaerba compatto, robusto e abbastanza curato, ma senza inutili effetti speciali. Mammotion YUKA mini 2 si presenta come un prodotto smart da giardino, non come un gadget. E questa impostazione ci è piaciuta subito, perché mette al centro installazione, praticità e manutenzione reale.
Mammotion YUKA mini 2 è piccolo solo sulla carta. Misura 525 x 413 x 281 millimetri, quindi resta facile da sistemare in giardino, ma appena lo si solleva si capisce che non è un giocattolino. I 10,9 kg si sentono, però danno anche una buona sensazione di solidità.

Le linee sono arrotondate, il profilo è basso e la scocca bianca opaca gli dà un aspetto moderno, quasi da robot domestico portato all’aperto. Inoltre, questa impostazione gli permette di infilarsi meglio sotto rami bassi, siepi e zone dove un tagliaerba più grande avrebbe più difficoltà.

La parte superiore resta semplice e funzionale. Il grande pulsante rosso di stop è ben visibile e facile da raggiungere, scelta fondamentale su un prodotto con lame in movimento. Quando serve fermarlo, non bisogna cercare un comando piccolo o passare per l’app.

Nella zona alta troviamo anche il sistema di visione e navigazione, che rappresenta una delle parti più importanti del prodotto. Non è un dettaglio estetico, ma una scelta tecnica: da lì il robot osserva l’ambiente, legge gli ostacoli e costruisce la propria logica di movimento. All’inizio può sembrare una presenza un po’ particolare sul prato, però dopo qualche giro ci si abitua.

Le ruote posteriori motrici hanno un buon battistrada e danno grip anche quando l’erba è leggermente umida, situazione abbastanza normale al mattino. Le ruote anteriori, più piccole e libere, ruotano a 360 gradi e aiutano parecchio nei cambi di direzione. Nel nostro prato da circa 300 m², questa agilità si è vista soprattutto nei passaggi più stretti e vicino alle aiuole.
Mammotion dichiara un passaggio minimo di 55 centimetri e, nella pratica, il robot riesce a muoversi in spazi dove con un tagliaerba tradizionale si finisce spesso per fare manovre più scomode. A volte sembra quasi più disinvolto lui di noi con una carriola tra due bordi stretti.

Sotto troviamo il sistema di taglio con lame piccole e pivotanti. YUKA mini 2 lavora in modalità mulching, quindi non raccoglie l’erba e non usa sacchi da svuotare. Taglia spesso, sminuzza i residui e li lascia sul prato, dove diventano materiale organico utile al terreno.
Questo approccio può piacere o meno. Chi ama raccogliere tutto potrebbe preferire un sistema diverso. Però, dopo alcuni cicli nel nostro prato, il risultato visivo è stato convincente: l’erba è apparsa più uniforme, più ordinata e con una base più piena rispetto al taglio classico fatto ogni tanto e poi raccolto.

Anche la batteria removibile merita una citazione. Si estrae dal retro con un meccanismo a leva semplice e non richiede smontaggi strani. Non è una funzione che si usa ogni giorno, ma nel lungo periodo può fare la differenza, perché le batterie al litio dopo anni di lavoro possono perdere efficienza.
YUKA mini 2 comunica bene la sua natura: è un robot tagliaerba da giardino domestico, robusto, agile e pensato per lavorare spesso. Non cerca di sembrare un mezzo professionale, e va bene così. Nel nostro test ha dato l’idea di un prodotto progettato per ridurre la manutenzione settimanale, senza trasformare ogni taglio in una piccola operazione da seguire passo passo.

Installazione senza filo perimetrale
La parte più interessante di Mammotion YUKA mini 2 arriva ancora prima del primo taglio: l’installazione. Qui non ci sono fili da interrare, picchetti da tirare lungo tutto il prato o pomeriggi passati a capire dove far passare il cavo perimetrale. Si lavora in modo più moderno, con base di ricarica, app e mappatura smart.
Nel nostro caso, il prato da circa 300 m² era un terreno perfetto per capire se questa promessa funziona nella vita reale. Non parliamo di un giardino enorme, però nemmeno di una striscia d’erba facile. Ci sono bordi, zone laterali, passaggi più stretti e punti dove il robot deve capire bene dove può andare e dove è meglio fermarsi.
La prima cosa da fare è scegliere il punto giusto per la base. Sembra un passaggio banale, invece incide parecchio sull’esperienza. Serve una zona stabile, possibilmente piana, con spazio sufficiente davanti e non troppo nascosta. Noi abbiamo evitato angoli troppo chiusi o punti vicino a ostacoli fissi, perché il robot deve uscire, rientrare e orientarsi senza complicazioni inutili.

Una volta fissata la stazione di ricarica e collegato l’alimentatore, si passa all’app. Da qui si abbina YUKA mini 2, si seguono le istruzioni guidate e si inizia a creare la mappa del prato. L’approccio ricorda più un robot aspirapolvere evoluto che un vecchio tagliaerba automatico. La differenza, però, è che qui si lavora all’aperto, quindi luce, ostacoli, pendenza e conformazione del terreno incidono di più.
La mappatura richiede un minimo di attenzione, ma non è complicata. Bisogna accompagnare il robot nella definizione dell’area di lavoro, verificare che i confini siano corretti e impostare eventuali zone da evitare. Nel nostro prato abbiamo dedicato qualche minuto in più ai bordi e ai passaggi vicino alle aiuole, perché sono proprio quei punti a fare la differenza nell’uso quotidiano.
Il vantaggio del sistema senza filo si capisce subito. Se sbagli un confine, non devi scavare o spostare un cavo. Rientri nell’app, correggi la mappa e sistemi la zona. Questo rende YUKA mini 2 più flessibile, soprattutto se il giardino cambia durante la stagione, magari con vasi, arredi, giochi o nuove zone da escludere.
Naturalmente non è tutto automatico al cento per cento. Il robot aiuta, l’app guida, ma l’utente deve comunque ragionare un attimo sul proprio prato. Conviene osservare il primo giro, capire se ci sono punti critici e intervenire subito sulla mappa. Dopo questa fase iniziale, però, l’esperienza diventa molto più rilassata.

Sul nostro prato da circa 300 m², l’installazione ci ha dato una buona impressione perché non richiede competenze particolari. Serve solo un po’ di pazienza nella prima configurazione. Una volta sistemata la base e definita l’area, Mammotion YUKA mini 2 inizia a lavorare con una logica ordinata e lascia subito la sensazione di un prodotto pensato per semplificare, non per aggiungere altri problemi alla gestione del giardino.
Mappatura e navigazione Mammotion YUKA mini 2
Dopo l’installazione, Mammotion YUKA mini 2 entra nella fase che decide gran parte dell’esperienza: la navigazione. Perché un robot tagliaerba può anche avere buone lame, una batteria valida e un’app ricca, ma se poi si muove male sul prato diventa subito frustrante.
Nel nostro prato da circa 300 m², la prima cosa che abbiamo osservato è stata la logica dei movimenti. YUKA mini 2 non gira a caso come i vecchi robot più semplici, ma lavora seguendo percorsi ordinati. Questo aiuta molto anche a livello visivo, perché il prato non appare tagliato “a macchie”, ma in modo più regolare.
La mappa creata dall’app diventa il riferimento principale. Da lì si possono definire le aree di taglio, controllare i confini, creare eventuali zone da evitare e gestire i passaggi più delicati. Nel nostro caso abbiamo prestato attenzione soprattutto alle aree vicino alle aiuole e ai bordi, perché sono quelle dove un robot deve essere preciso senza diventare troppo prudente.
La navigazione è aiutata dal sistema di visione integrato, che permette al robot di leggere meglio l’ambiente e riconoscere ostacoli sul percorso. Nella pratica, questo significa che YUKA mini 2 non si limita a seguire una linea virtuale, ma prova a interpretare quello che trova davanti. Sedie, vasi, bordi e piccoli oggetti lasciati sul prato diventano quindi parte della prova reale.

Durante i primi cicli lo abbiamo seguito con più attenzione, anche per capire come reagiva nei passaggi stretti. Qui le dimensioni compatte aiutano parecchio. Il robot riesce a infilarsi tra zone dove un tagliaerba tradizionale richiederebbe più manovre, e le ruote anteriori libere lo rendono abbastanza agile nei cambi di direzione.
Molto buona anche la gestione del rientro alla base. Dopo il lavoro, YUKA mini 2 torna alla stazione senza richiedere interventi manuali, a patto che la base sia stata posizionata bene nella fase iniziale. Per questo insistiamo: scegliere il posto giusto per la base non è un dettaglio da liquidare in due minuti.
Nel nostro prato non sono mancati piccoli rallentamenti vicino ad alcune zone più irregolari. Però il comportamento è rimasto prevedibile. E questa è una cosa che abbiamo apprezzato, perché un robot da giardino deve dare fiducia nel tempo. Non deve sembrare ogni volta una scommessa.
La gestione multi-zona torna utile se il giardino è diviso in più aree. Anche su una metratura come la nostra, circa 300 m², può servire separare l’area principale da un tratto laterale o da una porzione più delicata. In questo modo si può programmare il taglio con più precisione e non trattare tutto il prato allo stesso modo.

YUKA mini 2 si muove con una logica moderna e ordinata. Non pretende un giardino perfetto, ma rende meglio quando il prato ha confini abbastanza definiti e ostacoli gestiti con un minimo di buon senso. Una volta sistemata bene la mappa, la sensazione è quella di un prodotto che può lavorare in autonomia senza obbligarci a controllarlo ogni cinque minuti.
Scheda tecnica Mammotion YUKA mini 2 800
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Modello | Mammotion YUKA mini 2 800 |
| Tipologia | Robot tagliaerba senza filo perimetrale |
| Superficie consigliata | Fino a 800 m² |
| Sistema di navigazione | Visione AI a tripla fotocamera |
| Posizionamento | Sistema iNavi con servizio gratuito a vita |
| Mappatura | Automatica multi-zona |
| Zone gestibili | Fino a 5 zone |
| Mappe salvabili | Fino a 10 mappe nel cloud dell’app |
| Riconoscimento ostacoli | Oltre 300 tipologie rilevabili |
| Chip AI | 10 TOPS |
| Modalità rapida | DropMow, senza mappa permanente |
| Sistema di taglio | 5 lame rotanti/pivotanti |
| Larghezza di taglio | 190 mm |
| Altezza di taglio | Da 20 a 60 mm |
| Regolazione altezza | Manuale |
| Sistema erba | Mulching, senza raccolta |
| Batteria | Removibile da 4,5 Ah |
| Area per carica | Fino a 200 m² per carica |
| Ricarica | Automatica tramite base |
| Trazione | Posteriore |
| Pendenza massima dichiarata | 45%, circa 24° |
| Passaggi stretti | Fino a 55 cm |
| Impermeabilità | IPX6 |
| App | Mammotion per Android e iOS |
| Controllo remoto | Da app, con modulo 4G integrato |
| Servizio 4G | Incluso per 3 anni |
| Dimensioni | 525 x 413 x 281 mm |
| Peso robot | Circa 10,9 kg |
| Prezzo di listino | 999 euro |
| Prezzo attuale store ufficiale | 899 euro |
| Garanzia indicata | 3 anni |
Qualità di taglio Mammotion YUKA mini 2
Con Mammotion YUKA mini 2 bisogna cambiare un po’ mentalità rispetto al tagliaerba tradizionale. Non è il classico prodotto che tiri fuori una volta ogni tanto, passi sul prato alto e poi rimetti via. Lavora meglio quando entra nella routine del giardino, con tagli frequenti e leggeri.
Nel nostro prato da circa 300 m², il primo ciclo è servito più che altro per capire come si muoveva, dove arrivava e quanto lasciava indietro. Il risultato buono si vede dopo alcuni passaggi, quando il robot inizia a mantenere l’erba sempre alla stessa altezza e il prato assume un aspetto più ordinato.
Il sistema di taglio usa lame piccole e pivotanti, quindi non ha l’aggressività di un rasaerba classico con lama grande. Però questo approccio ha un vantaggio: taglia poco per volta, sminuzza l’erba e la redistribuisce sul terreno. In pratica lavora in mulching, senza sacco, senza raccolta e senza svuotamenti.

All’inizio questo sistema può far storcere il naso a chi è abituato a raccogliere tutto. Anche noi volevamo capire se i residui sarebbero rimasti visibili sul prato. In realtà, con erba mantenuta a un’altezza corretta, il taglio risulta fine e quasi invisibile. Dopo qualche ciclo, l’effetto generale è stato più uniforme rispetto al taglio saltuario fatto a mano.
La larghezza di taglio non è enorme, quindi YUKA mini 2 non va interpretato come un robot rapidissimo. Si prende il suo tempo, segue le linee programmate e copre l’area con metodo. Su un prato da 300 m² questo approccio funziona bene, soprattutto se si programma il taglio con regolarità e non si lascia crescere troppo l’erba tra un ciclo e l’altro.
L’altezza di taglio si può regolare tra 20 e 60 millimetri, ma la regolazione non avviene dall’app. Bisogna intervenire manualmente sul robot. Non è un dramma, perché di solito l’altezza si imposta una volta e poi si modifica solo in base alla stagione. Però, su un prodotto così smart, la regolazione automatica sarebbe stata comoda.

Nel nostro test abbiamo preferito non scendere subito troppo in basso. Su un prato domestico, soprattutto con qualche zona meno perfetta, conviene partire da un’altezza intermedia e poi correggere. Così il robot lavora meglio, stressa meno l’erba e riduce il rischio di lasciare segni nelle zone più irregolari.
Buona la resa sull’erba già curata. Quando invece l’erba è più alta o più fitta, YUKA mini 2 va aiutato con un po’ di buon senso. Non perché non riesca a tagliare, ma perché questi robot rendono al meglio come strumenti di mantenimento. Se il prato è stato trascurato per settimane, meglio fare prima un taglio tradizionale e poi lasciare a lui la gestione quotidiana.
Dopo diversi cicli, il prato è apparso più regolare e con meno differenze tra una zona e l’altra. Anche la colorazione dell’erba ci è sembrata più piena, probabilmente anche grazie al mulching continuo. Non è magia, ma una conseguenza abbastanza logica: tagliando spesso e lasciando residui fini, il terreno riceve materiale organico in modo costante.

La qualità di taglio di Mammotion YUKA mini 2 ci ha convinto nel tipo di utilizzo per cui nasce. Non sostituisce il tagliaerba tradizionale in ogni scenario, però su un prato domestico da circa 300 m² riesce a mantenere l’erba ordinata con poca fatica da parte nostra. E, dopo qualche giorno, è proprio questa continuità a fare la differenza.
Bordi e rifinitura
I bordi sono sempre la prova più delicata per un robot tagliaerba. Il centro del prato lo gestiscono bene in tanti, ma vicino a muretti, aiuole, pavimentazioni e siepi si capisce quanto lavoro resta davvero all’utente.
Con Mammotion YUKA mini 2 il risultato è buono, soprattutto se il prato ha confini abbastanza regolari. Nel nostro caso, su circa 300 m², il robot ha lavorato bene lungo le zone più semplici, dove il bordo era pulito e non c’erano ostacoli troppo vicini. In questi punti il taglio resta ordinato e il prato mantiene un aspetto curato.
Bisogna però essere onesti: nessun robot di questo tipo elimina del tutto il lavoro di rifinitura. Il disco di taglio resta comunque sotto al corpo centrale, quindi non può arrivare fisicamente attaccato a un muro o a un bordo verticale. Di conseguenza, qualche centimetro può rimanere fuori, soprattutto vicino a pareti, cordoli alti o punti molto chiusi.
Dove invece il prato confina con una pavimentazione a filo, YUKA mini 2 riesce a fare meglio. Se può avvicinarsi senza rischio e ha spazio per manovrare, il margine lasciato è ridotto. In queste condizioni il passaggio manuale con il tagliabordi diventa meno frequente, e questo cambia parecchio la gestione settimanale.

Nel nostro prato abbiamo notato che la precisione migliora dopo aver sistemato bene la mappa. La prima volta conviene osservare il comportamento del robot, controllare dove resta troppo prudente e correggere eventuali confini virtuali. Non serve rifare tutto, però qualche piccola regolazione può migliorare il risultato finale.
Le dimensioni compatte aiutano anche qui. YUKA mini 2 si muove bene nei passaggi laterali e vicino alle aiuole, senza dare l’impressione di essere impacciato. Inoltre, il raggio di sterzata contenuto gli permette di correggere traiettoria in spazi dove un modello più grande avrebbe bisogno di più margine.
Resta comunque un robot da mantenimento, non un rifinitore professionale. Se avete bordi molto frastagliati, pietre irregolari, radici affioranti o zone dove l’erba cresce tra fessure e muretti, ogni tanto servirà ancora un intervento manuale. La differenza è che non dovrete più farlo su tutto il prato, ma solo sui punti più difficili.

In pratica, Mammotion YUKA mini 2 riduce molto il lavoro, ma non lo azzera. E va bene così, perché il suo compito principale è mantenere il prato ordinato con continuità. Per la rifinitura perfetta da giardino da catalogo, un piccolo passaggio con il tagliabordi resta ancora utile.
Nel nostro utilizzo, però, il bilancio è positivo. Su un prato da circa 300 m², il robot ha tolto di mezzo la parte più lunga e ripetitiva del lavoro. I bordi richiedono ancora un minimo di attenzione, ma diventano una rifinitura occasionale, non più il solito impegno da affrontare ogni settimana.
Ostacoli e sicurezza
Con un robot tagliaerba, la gestione degli ostacoli non è un dettaglio secondario. In giardino capita di lasciare una sedia, un tubo dell’acqua, un vaso, qualche gioco o semplicemente un ramo caduto durante la notte. Per questo Mammotion YUKA mini 2 deve saper leggere l’ambiente, non solo seguire una mappa.
Nel nostro prato da circa 300 m² lo abbiamo usato in una situazione abbastanza normale, quindi senza preparare il terreno come una demo perfetta. Prima dei tagli abbiamo rimosso gli oggetti più grandi, come è giusto fare con qualsiasi robot dotato di lame, però abbiamo lasciato volutamente qualche elemento tipico da giardino per capire come si sarebbe comportato.
Il sistema di visione integrato aiuta il robot a riconoscere quello che trova sul percorso. Quando individua un ostacolo, YUKA mini 2 rallenta, corregge la traiettoria e prova ad aggirarlo senza trasformare ogni piccolo imprevisto in un blocco. Questa è una differenza importante rispetto ai robot più semplici, perché riduce gli interventi manuali e rende l’esperienza più tranquilla.
Con oggetti ben visibili, il comportamento è stato buono. Sedie, vasi e ostacoli abbastanza grandi vengono gestiti con prudenza. Il robot non arriva in modo aggressivo, non spinge quello che trova davanti e cerca una traiettoria alternativa. In un giardino vissuto, questa gestione aiuta parecchio.

Diverso il discorso per oggetti piccoli, bassi o lasciati in punti poco favorevoli. Qui è meglio non pretendere miracoli. Un robot tagliaerba lavora con lame in movimento, quindi conviene sempre controllare il prato prima di farlo partire, soprattutto se ci sono bambini, animali o oggetti delicati in giro.
Il grande pulsante rosso di stop resta una sicurezza importante. È ben visibile sulla parte superiore e permette di fermare subito il robot, anche senza passare dall’app. Inoltre, quando viene sollevato o inclinato, il sistema interrompe il lavoro, come ci si aspetta da un prodotto pensato per muoversi in autonomia.
Nel nostro utilizzo non abbiamo mai avuto la sensazione di doverlo inseguire continuamente. Durante i primi cicli lo abbiamo osservato con più attenzione, soprattutto vicino agli ostacoli e ai bordi. Poi, dopo aver capito il suo comportamento, il livello di fiducia è aumentato.
Con animali domestici e bambini, però, resta valida una regola semplice: meglio programmare il taglio quando il prato è libero. YUKA mini 2 è prudente, ma non deve diventare un giocattolo da guardare da vicino mentre lavora. La tecnologia aiuta, la sicurezza parte comunque dall’uso corretto.
La gestione degli ostacoli ci è sembrata adatta a un giardino domestico. Non sostituisce il buon senso, ma riduce parecchio gli imprevisti. E su un prato da circa 300 m², dove gli ostacoli cambiano spesso posizione, questa capacità rende l’utilizzo più rilassato e meno manuale.
App e funzioni smart Mammotion YUKA mini 2
L’app è una parte centrale dell’esperienza con Mammotion YUKA mini 2. Senza filo perimetrale, infatti, tutto passa da lì: configurazione iniziale, mappa, zone di lavoro, programmi, aggiornamenti e controllo del robot durante il taglio.
L’app Mammotion è disponibile sia per Android sia per iOS, quindi si può usare senza problemi con smartphone di ecosistemi diversi. Il primo abbinamento richiede qualche minuto, ma la procedura è guidata e abbastanza semplice. Si accende il robot, si collega alla rete Wi-Fi di casa e poi si seguono i passaggi mostrati a schermo.
La mappatura è una delle fasi più importanti. YUKA mini 2 crea una base di lavoro modificabile, sulla quale si possono impostare confini virtuali, zone vietate e aree separate. Questa flessibilità è uno dei vantaggi più grandi rispetto ai robot con filo, perché non bisogna spostare cavi o rifare mezza installazione se cambia qualcosa in giardino.
L’interfaccia permette di vedere la mappa del prato, avviare o interrompere il taglio, mandare il robot alla base e controllare lo stato della batteria. Inoltre, si possono creare programmi di lavoro, modificare le aree e impostare zone dove il robot non deve entrare. Questa parte torna utile se avete aiuole, giochi fissi, piante delicate o piccoli punti del giardino da escludere.
Nel nostro caso abbiamo usato la mappa anche per correggere alcune aree vicino ai bordi. Dopo i primi passaggi, infatti, abbiamo rifinito qualche confine virtuale e sistemato meglio alcune zone laterali. Non serve rifare tutto da zero: si interviene sulla parte interessata e il comportamento del robot migliora già dal ciclo successivo.
Buona anche la gestione delle zone. Non è indispensabile dividere tutto in tante aree, però può avere senso se il giardino non cresce in modo uniforme. Per esempio, una zona più esposta al sole, un passaggio stretto o una porzione vicino ad alberi e siepi possono richiedere frequenze diverse o un’altezza di taglio più prudente.
La programmazione oraria è abbastanza flessibile e permette di trasformare YUKA mini 2 in un prodotto da routine. Si decide quando farlo lavorare, su quali aree e con quale frequenza. Dopo qualche giorno, questo diventa il vero vantaggio: non bisogna più ricordarsi di tagliare il prato, perché il robot entra nella gestione settimanale quasi da solo.
Ci è piaciuta anche la possibilità di ragionare sulla batteria con un approccio più attento. La gestione della carica può aiutare a preservare meglio l’accumulatore nel tempo, e questa è una funzione che apprezziamo sempre sui prodotti con batterie al litio. Inoltre, poter programmare alcune attività in fasce orarie più comode rende l’uso quotidiano più intelligente, anche dal punto di vista dei consumi.
La parte meno convincente riguarda l’interfaccia. L’app funziona, però non sempre è ordinata come vorremmo. Alcune schermate raccolgono molte opzioni e richiedono un minimo di orientamento, soprattutto all’inizio. Anche qualche traduzione italiana non è perfetta: si capisce tutto, ma su un prodotto di questa fascia ci aspettiamo un software più rifinito, più coerente e più immediato.
Non è un problema grave, sia chiaro. Dopo qualche utilizzo si prende la mano e le funzioni principali diventano facili da raggiungere. Però la sensazione è che l’hardware sia già molto maturo, mentre l’app abbia ancora margine per diventare più pulita e più piacevole. Con qualche aggiornamento mirato, l’esperienza potrebbe migliorare parecchio.
Non tutto, però, passa dall’app. L’altezza di taglio, per esempio, si regola manualmente sul robot. È una scelta comprensibile su questa fascia, ma su un prodotto così smart avremmo gradito il controllo digitale anche per questo parametro. Non cambia la gestione quotidiana, però avrebbe reso tutto più completo.
Una funzione interessante è DropMow, pensata per i tagli rapidi senza mappatura permanente. In pratica si posiziona il robot in una zona, si avvia la modalità e YUKA mini 2 inizia a lavorare seguendo uno schema ordinato, senza dover creare una nuova area fissa. È utile quando bisogna sistemare al volo una piccola porzione di prato, una zona secondaria o un punto non incluso nella mappa principale.
Nel nostro utilizzo non è stata la funzione usata più spesso, perché il prato principale era già mappato. Però capiamo bene il senso: se avete una striscia laterale, un piccolo pezzo davanti casa o una zona da sistemare prima di avere ospiti, DropMow può salvare la situazione senza far perdere tempo nelle impostazioni.
L’app di Mammotion YUKA mini 2 è ricca e funzionale. Non è ancora perfetta nella pulizia grafica e in alcune traduzioni, però mette in mano all’utente strumenti utili e concreti. Una volta creata bene la mappa, diventa il centro di controllo del robot e permette di gestire il prato in modo molto più flessibile rispetto ai vecchi sistemi con filo perimetrale.
Autonomia, ricarica e gestione quotidiana
Con Mammotion YUKA mini 2 l’autonomia va letta nel modo giusto. Non è un tagliaerba tradizionale che deve finire tutto in una sola sessione, magari mentre noi restiamo lì a controllarlo. Qui il concetto è diverso: il robot lavora, torna alla base quando serve, si ricarica e riprende la sua routine secondo la programmazione impostata.
Nel nostro caso stiamo parlando di YUKA mini 2 800, quindi della versione pensata per superfici fino a 800 m². La batteria removibile è da 4,5 Ah e Mammotion dichiara una copertura di circa 200 m² per singola carica. Questo dato aiuta a capire meglio il prodotto: su un prato domestico non bisogna per forza ragionare sul “tutto e subito”, ma su cicli regolari distribuiti nel tempo.
Nel nostro utilizzo, questa gestione automatica è una delle cose che si apprezzano di più dopo i primi giorni. All’inizio lo segui, controlli dove passa, guardi se torna alla base e apri spesso l’app. Poi, quando capisci che il sistema funziona, inizi semplicemente a lasciarlo lavorare.
La stazione di ricarica fa parte di questa logica. Quando la batteria scende, YUKA mini 2 rientra alla base, si ricarica e può riprendere il lavoro senza doverlo recuperare a mano in mezzo al prato. La cosa importante, però, è posizionare bene la base fin dall’inizio: serve spazio davanti, terreno stabile e pochi ostacoli attorno.
La ricarica non va vissuta come quella di uno smartphone, dove guardiamo la percentuale ogni dieci minuti. Qui interessa soprattutto che il robot gestisca bene il ciclo di lavoro. Se l’erba viene mantenuta bassa e il programma è impostato con criterio, il sistema diventa abbastanza trasparente.

Un altro dato utile riguarda la capacità di movimento. YUKA mini 2 può gestire passaggi stretti fino a circa 55 cm e pendenze dichiarate fino al 45%, pari a circa 24 gradi. Non significa che ami i prati devastati o pieni di buche, però gli dà margine nei giardini domestici con dislivelli leggeri, vialetti stretti o zone meno lineari.
Abbiamo apprezzato anche la possibilità di programmare i tagli in base alle nostre abitudini. Si può evitare di farlo lavorare quando il prato viene usato di più, oppure impostarlo in momenti della giornata in cui dà meno fastidio. Questo aiuta anche con animali, bambini e vicini di casa.
Il sistema di taglio usa 5 lame pivotanti con una larghezza di 190 mm e altezza regolabile tra 20 e 60 mm. Sono numeri che spiegano bene il suo approccio: non vuole “rasare” tutto in modo aggressivo, ma mantenere il prato ordinato con passaggi frequenti e poco invasivi.
Nel tempo, la routine ideale è farlo lavorare spesso, senza pretendere che recuperi situazioni troppo trascurate. Se l’erba è già sotto controllo, YUKA mini 2 la mantiene bene. Se invece il prato è stato lasciato crescere troppo, conviene fare prima un taglio tradizionale e poi affidare a lui la gestione successiva.
La manutenzione quotidiana è ridotta, ma non assente. Ogni tanto conviene controllare la parte inferiore, rimuovere eventuali residui d’erba, verificare lo stato delle lame e dare un’occhiata alle ruote. La protezione IPX6 aiuta nella gestione outdoor e nella pulizia, ma non elimina il buon senso: resta pur sempre un robot che lavora tra erba, terra e umidità.
Il sistema mulching riduce un altro fastidio: niente sacco da svuotare. L’erba viene tagliata fine e lasciata sul prato, quindi non ci sono viaggi verso il bidone verde dopo ogni sessione. Per chi è abituato al tagliaerba classico, è una piccola liberazione.

YUKA mini 2 funziona bene quando entra nella gestione ordinaria del giardino. Non è il prodotto da usare una volta ogni tanto, ma un assistente che rende meglio con continuità. E quando questa routine parte, il prato resta più ordinato con meno lavoro da parte nostra.
Rumorosità e convivenza in giardino
Uno degli aspetti che abbiamo apprezzato di Mammotion YUKA mini 2 è la sua discrezione. Un tagliaerba tradizionale, anche piccolo, lo senti subito: motore acceso, vibrazioni, passaggi continui e quella sensazione da “sto facendo manutenzione”. Qui l’esperienza cambia parecchio.
YUKA mini 2 lavora con un rumore contenuto, più vicino a un ronzio meccanico che al classico suono di un rasaerba. Si percepisce quando passa vicino, certo, ma non disturba come un tagliaerba a scoppio o anche come molti modelli elettrici manuali. Questo permette di usarlo con più libertà durante la giornata, senza avere sempre la sensazione di infastidire chi è in casa o i vicini.
Nel nostro utilizzo lo abbiamo lasciato lavorare anche mentre eravamo in giardino o in casa con le finestre aperte. Dopo i primi minuti, quasi ci si dimentica della sua presenza. Ogni tanto lo vedi passare, magari vicino a un’aiuola o lungo un bordo, ma non monopolizza l’ambiente. E per un robot pensato per lavorare spesso, questa è una qualità importante.
La rumorosità contenuta aiuta anche nella programmazione. Si può farlo partire in orari comodi, evitando le fasce più delicate, senza trasformare ogni sessione in un evento da segnalare al vicinato. Naturalmente, resta sempre meglio usare buon senso: niente tagli notturni se il giardino confina con altre abitazioni e niente avvii quando il prato viene usato da bambini o animali.
Con gli animali domestici, la regola resta la stessa già vista nella sezione sicurezza: meglio non trattarlo come un giocattolo. Il robot si muove lentamente e non ha un comportamento aggressivo, però sta comunque lavorando con lame sotto la scocca. Per questo conviene programmare i cicli quando il prato è libero.
Buona anche la gestione dei movimenti. YUKA mini 2 non scatta, non parte in modo brusco e non dà l’idea di un prodotto nervoso. Si muove con un ritmo abbastanza prevedibile, e questo rende più tranquilla la convivenza quotidiana. Dopo qualche ciclo, diventa quasi parte del giardino.

La base di ricarica non crea fastidi particolari. Una volta scelta la posizione giusta, resta lì e diventa un elemento abbastanza neutro. Non è invisibile, però non rovina l’estetica del prato, soprattutto se viene sistemata vicino a un bordo o in una zona laterale.
Manutenzione e pulizia Mammotion YUKA mini 2
La manutenzione di Mammotion YUKA mini 2 è abbastanza semplice, ma non va ignorata. È un robot che lavora all’aperto, quindi entra in contatto con erba, terra, umidità, piccoli residui e qualche inevitabile sporco sotto la scocca. Non richiede attenzioni continue, però ogni tanto va controllato.
La prima cosa da tenere d’occhio è la parte inferiore. Dopo alcuni cicli di taglio, è normale trovare residui d’erba attorno al disco e vicino alle lame. Nulla di strano, soprattutto se il prato è umido o se il robot lavora al mattino. Basta una pulizia periodica per mantenerlo efficiente e ridurre accumuli inutili.
Le lame pivotanti sono piccole, ma fanno un lavoro importante. Proprio perché tagliano spesso e in modo leggero, devono restare in buone condizioni. Quando iniziano a perdere filo, il taglio diventa meno pulito e l’erba può apparire più “strappata” che tagliata. Per questo il set di lame di ricambio incluso in confezione è una scelta apprezzabile.
La sostituzione delle lame non è complicata, ma va fatta con attenzione. Si spegne il robot, lo si mette in sicurezza e si lavora sulla parte inferiore senza fretta. Non è un’operazione da fare ogni settimana, però rientra nella normale gestione di un prodotto di questo tipo.

Buona anche la presenza della batteria removibile. Non cambia la manutenzione ordinaria, ma dà una prospettiva interessante sul lungo periodo. Se dopo anni di utilizzo l’autonomia dovesse calare, poter intervenire sulla batteria senza spedire tutto il robot in assistenza è un vantaggio concreto.
La protezione IPX6 aiuta nella gestione esterna e rende il robot più tranquillo da usare in un contesto reale. Detto questo, non significa che vada trattato senza criterio. Dopo il lavoro, meglio evitare getti violenti dove non servono e controllare sempre che non restino residui importanti nelle zone più delicate.
Anche le ruote meritano un’occhiata ogni tanto. Quelle posteriori hanno un battistrada generoso e lavorano bene sull’erba, ma proprio per questo possono raccogliere terra o piccoli frammenti. Se il robot inizia a perdere aderenza o a muoversi con meno precisione, spesso basta una pulizia rapida per riportarlo alla normalità.
La base di ricarica richiede poche attenzioni. Va tenuta stabile, pulita e libera da ostacoli. Se foglie, rami o erba alta iniziano ad accumularsi attorno alla stazione, il rientro può diventare meno preciso. Meglio quindi mantenerla in una zona ordinata, soprattutto nei periodi in cui il prato cresce più velocemente.
Cosa ci è piaciuto di Mammotion YUKA mini 2
La cosa che ci è piaciuta di più di Mammotion YUKA mini 2 è la sua capacità di rendere meno pesante la gestione del prato. Non è solo una questione di taglio automatico. Il vero vantaggio sta nel fatto che, dopo la prima configurazione, il robot entra nella routine e lavora senza richiedere attenzioni continue.
L’assenza del filo perimetrale cambia parecchio l’esperienza. Chi ha già avuto un robot tradizionale sa quanto possa essere noiosa la fase di installazione, soprattutto quando il giardino non ha una forma regolare. Qui, invece, si lavora con app, mappa e confini virtuali. Se qualcosa non torna, si corregge dal telefono e si riparte.
Ci è piaciuta anche la navigazione ordinata. YUKA mini 2 non dà la sensazione di muoversi a caso, e questo aiuta sia nel risultato finale sia nella fiducia che si crea giorno dopo giorno. Quando un robot lavora bene, dopo un po’ smetti di seguirlo e inizi a considerarlo parte della gestione normale del giardino.
Buona la qualità del taglio, soprattutto quando il prato viene mantenuto con regolarità. Il sistema mulching richiede un cambio di mentalità, perché non raccoglie l’erba, ma la sminuzza e la lascia sul terreno. Però, con tagli frequenti, il risultato è pulito e il prato resta visivamente ordinato.
Abbiamo apprezzato anche le dimensioni compatte. YUKA mini 2 si muove bene nei passaggi stretti, vicino alle aiuole e nelle zone dove un robot più grande potrebbe risultare meno agile. Non è pensato per giardini estremi, ma in un contesto domestico lavora con buona naturalezza.

Altro punto positivo: la batteria removibile. Non è una funzione scenografica, però dimostra attenzione alla durata nel tempo. Su un prodotto che deve lavorare per anni all’aperto, poter sostituire la batteria senza procedure complicate è una scelta intelligente.
Infine, ci è piaciuta la silenziosità. Non trasforma il giardino in una zona lavori e può essere programmato in momenti comodi della giornata. Questa discrezione è fondamentale, perché un robot tagliaerba deve lavorare spesso senza diventare fastidioso.
Cosa ci ha convinto meno
Mammotion YUKA mini 2 ci è piaciuto, però non è un robot tagliaerba perfetto. Alcuni limiti ci sono, e vanno messi in conto prima dell’acquisto, soprattutto se vi aspettate un prodotto completamente automatico in ogni singolo dettaglio.
Il primo limite riguarda i bordi. Il robot lavora bene lungo i confini più regolari, però non può arrivare fisicamente attaccato a muri, cordoli alti o punti molto chiusi. Ogni tanto, quindi, un passaggio con il tagliabordi resta necessario. Non è un difetto grave, ma è giusto saperlo.
Anche l’app ha margini di miglioramento. Le funzioni ci sono, la mappa si gestisce bene e la programmazione è completa, però l’interfaccia non sempre è pulita come vorremmo. Alcuni menu sono un po’ pieni e qualche traduzione italiana potrebbe essere più curata. Si usa senza problemi, ma su un prodotto di questa fascia ci aspettiamo più rifinitura.
L’altezza di taglio manuale è un altro piccolo limite. Una volta impostata, non la si cambia tutti i giorni, questo è vero. Però, visto il taglio smart del prodotto, poterla regolare direttamente dall’app avrebbe reso l’esperienza più moderna e più comoda.

Va poi considerato il tipo di prato. YUKA mini 2 dà il meglio su un giardino già abbastanza curato, con erba non troppo alta e confini ben definiti. Se il prato è trascurato, pieno di buche, radici o zone molto irregolari, serve prima un minimo di preparazione. Non è un trattorino autonomo, ma un robot da mantenimento.
Infine, la gestione degli ostacoli è buona, ma non bisogna abusarne. Sedie, vasi e oggetti visibili vengono gestiti bene, mentre piccoli elementi bassi o lasciati in punti scomodi possono diventare un problema. Prima di ogni ciclo conviene comunque dare un’occhiata al prato, soprattutto se ci sono bambini o animali in giro.
Sono limiti abbastanza prevedibili per questa categoria. YUKA mini 2 semplifica molto la manutenzione, però non elimina del tutto il buon senso e qualche piccolo intervento manuale.
Prezzo e posizionamento Mammotion YUKA mini 2
Mammotion YUKA mini 2 800 arriva in Italia con un prezzo di listino di 999 euro, mentre al momento lo store ufficiale lo propone a 899 euro. Non è una cifra bassa, soprattutto se lo guardiamo solo come “tagliaerba automatico”, però qui il discorso cambia abbastanza in fretta.
Il valore non sta solo nel taglio dell’erba. Sta soprattutto nell’assenza del filo perimetrale, nella mappatura smart, nella gestione da app e nella possibilità di programmare il lavoro senza dover ogni volta preparare il prato, prendere il tagliaerba, passare, raccogliere e pulire tutto.
Per chi ha un piccolo prato molto semplice, magari già facile da gestire con un tagliaerba elettrico, la spesa può sembrare alta. In quel caso bisogna essere onesti: YUKA mini 2 non è un acquisto indispensabile. È un prodotto che ha più senso quando il prato richiede manutenzione frequente e quando il tempo risparmiato inizia a diventare parte del valore.
Nel nostro utilizzo, il vantaggio è emerso dopo qualche giorno. All’inizio lo si vive come un nuovo dispositivo da configurare. Poi, però, entra nella routine e riduce una di quelle attività che in primavera e in estate tornano sempre. Non elimina ogni intervento manuale, perché i bordi più difficili richiedono ancora una rifinitura, ma toglie la parte più lunga e ripetitiva.

Rispetto ai robot tradizionali con filo, il salto principale è nella flessibilità. Se cambiate disposizione del giardino, aggiungete un vaso, spostate una zona o volete escludere un’area, non dovete rimettere mano a cavi e picchetti. Si lavora dalla mappa, si corregge e si riparte. Per un utente domestico, questa differenza può pesare più di qualche specifica tecnica.
Va anche detto che YUKA mini 2 800 non punta a sostituire robot più grandi o più specialistici. Se avete terreni molto complessi, pendenze pesanti, fondo irregolare o superfici più estese, ha più senso guardare modelli di fascia superiore. Qui, invece, il target è il giardino domestico medio, curato, usato spesso e non troppo complicato.
A 899 euro, il prezzo diventa più interessante, perché lo avvicina a un pubblico che vuole entrare nel mondo dei robot tagliaerba senza arrivare alle cifre dei modelli più grandi. Resta comunque un investimento, quindi va acquistato con l’idea di usarlo spesso, non come gadget da provare due volte.
Per noi il posizionamento è abbastanza centrato: Mammotion YUKA mini 2 è adatto a chi vuole automatizzare la manutenzione ordinaria del prato, accetta qualche rifinitura manuale e cerca un prodotto moderno, compatto e senza installazione invasiva. Non è il robot per tutti, ma per il giardino giusto può cambiare parecchio la gestione settimanale.
Per chi ha senso YUKA mini 2
Mammotion YUKA mini 2 è uno di quei prodotti che si capisce meglio dopo alcuni giorni, non dopo il primo taglio. All’inizio lo si guarda con curiosità, si controlla l’app, si osservano i movimenti e si verifica ogni passaggio vicino ai bordi. Poi, se la mappa è stata impostata bene, inizia la parte più interessante: il robot entra nella routine e il prato resta in ordine con molta meno fatica.
Nel nostro utilizzo si è comportato bene soprattutto come robot da mantenimento. Non nasce per recuperare un prato abbandonato da settimane, né per affrontare terreni estremi pieni di buche, radici o pendenze difficili. Però, su un giardino domestico curato, riesce a fare quello che promette: tagliare spesso, lavorare in modo ordinato e ridurre il tempo che normalmente passeremmo dietro al rasaerba.
Il vantaggio più grande resta l’assenza del filo perimetrale. Questa scelta rende l’installazione meno invasiva e dà molta più libertà nella gestione del giardino. Se bisogna modificare un confine, creare una zona vietata o correggere un’area, si lavora dall’app e non dal terreno. Per chi non vuole trasformare l’installazione in un piccolo lavoro manuale, è un bel passo avanti.

Ci sono comunque alcuni compromessi da accettare. I bordi più complessi richiedono ancora un passaggio con il tagliabordi, l’app può migliorare nella pulizia grafica e l’altezza di taglio manuale sembra un po’ meno moderna rispetto al resto dell’esperienza. Inoltre, prima di avviare il robot, conviene sempre dare un’occhiata al prato, soprattutto se ci sono oggetti piccoli, animali o bambini.
Detto questo, YUKA mini 2 ci ha convinto per equilibrio generale. È compatto, solido, abbastanza silenzioso e più pratico di molti robot tradizionali. Il sistema mulching lavora bene quando il prato viene mantenuto con regolarità, mentre la batteria removibile aggiunge un dettaglio utile in ottica futura.
Non è un acquisto impulsivo, perché il prezzo resta importante. Però ha senso per chi vuole togliersi di dosso una manutenzione ripetitiva e preferisce un prodotto smart, gestibile da smartphone e meno vincolato rispetto ai modelli con cavo. In questa fascia, Mammotion YUKA mini 2 porta nel giardino domestico un approccio più moderno, più flessibile e più vicino al modo in cui oggi usiamo la tecnologia in casa.

















