Artemis II porta l’uomo oltre l’orbita terrestre dopo 53 anni

Artemis II porta l’uomo oltre l’orbita terrestre dopo 53 anni

Artemis II ha raggiunto uno dei passaggi più importanti della missione: l’equipaggio ha lasciato l’orbita terrestre ed è ora su una traiettoria free-return verso la Luna dopo una translunar injection riuscita. È la prima volta dal 1972, dopo Apollo 17, che esseri umani vanno oltre l’orbita terrestre.

Il traguardo ha un valore tecnico, ma anche simbolico. La missione è già oltre le 100.000 miglia dalla Terra e Orion volerà per circa 4.000 miglia oltre la Luna prima di iniziare il rientro. Se tutto andrà come previsto, l’equipaggio arriverà a una distanza dalla Terra superiore a quella raggiunta da qualunque essere umano in passato.

Artemis II lascia davvero alle spalle l’orbita terrestre

La parte decisiva è stata la manovra di translunar injection, cioè l’accensione che ha spinto Orion fuori dall’orbita terrestre e l’ha messa sulla rotta verso la Luna. Da quel momento, la missione è entrata nella sua fase più storica: non più un test in orbita alta, ma un volo umano nello spazio profondo.

A bordo ci sono Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen. È un equipaggio che segna anche un passaggio importante per il programma Artemis, perché porta insieme la prima donna, la prima persona afroamericana e il primo non statunitense su una missione lunare.

La traiettoria free-return è il cuore della missione

La rotta scelta da NASA è una free-return trajectory. In pratica, Orion userà la gravità lunare per aggirare la Luna e tornare verso la Terra senza dover dipendere da una lunga sequenza di manovre correttive.

È una soluzione molto importante sul piano della sicurezza, perché riduce la complessità del profilo di missione e mantiene una strada naturale di rientro. Questo non rende la missione semplice, ma mostra che Artemis II è stata costruita come una prova molto seria per i prossimi passi del programma.

Orion mostra già immagini molto forti della Terra

Uno degli aspetti più suggestivi di queste prime ore riguarda le immagini inviate dall’equipaggio. Reid Wiseman ha scattato foto della Terra da Orion, tra cui quella chiamata Hello, World, che mostra il pianeta con l’oceano Atlantico, il sottile bordo dell’atmosfera e aurore visibili vicino ai poli.

Sono immagini che vanno oltre la semplice documentazione della missione. Servono anche a ricordare il valore visivo e culturale di un viaggio che riporta esseri umani così lontano dalla Terra per la prima volta in oltre mezzo secolo.

Artemis II è un test per il ritorno stabile sulla Luna

La missione non prevede un allunaggio. Il suo compito è testare Orion, i sistemi di bordo e il comportamento dell’equipaggio in uno scenario di spazio profondo.

È un passaggio necessario perché Artemis II faccia da ponte verso le missioni successive, quelle che dovranno riportare astronauti sulla Luna e costruire una presenza più stabile attorno e sulla sua superficie.

Dopo Apollo, Artemis II riapre la strada

Il valore della missione sta anche qui: Artemis II non è solo un volo attorno alla Luna. È il momento in cui NASA torna a spingere esseri umani oltre l’orbita terrestre e riapre una strada che era rimasta ferma dal 1972.

Per chi guarda allo spazio con un orizzonte lungo, è uno dei passaggi più importanti degli ultimi decenni.

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