Apple ricavi AI: 900 milioni dollari solo con app
Apple sarebbe riuscita a incassare quasi 900 milioni di dollari di ricavi nel 2025 dal boom delle app di AI generativa, pur senza aver costruito un prodotto AI dominante paragonabile a ChatGPT, Gemini o Claude.
La chiave della storia è semplice: Apple non avrebbe monetizzato l’AI come laboratorio o fornitore di modelli, ma come gestore del cancello d’ingresso. In pratica, il grosso dei ricavi arriverebbe dalle commissioni dell’App Store sulle sottoscrizioni delle app AI, con ChatGPT indicata come la fonte di circa il 75% di questi introiti.
Apple ricavi AI: da dove arrivano
Secondo il report, le entrate legate alle app di AI generativa sarebbero cresciute molto rapidamente nel corso del 2025. Si riporta che tra gennaio e agosto i ricavi App Store provenienti da queste app sono quasi triplicati, segnale di un mercato che si è allargato in fretta e che ha premiato soprattutto i servizi in abbonamento più forti.
Il punto interessante è che Apple avrebbe guadagnato senza affrontare i costi enormi che oggi pesano sui veri protagonisti della corsa AI, cioè data center, training, inferenza e sviluppo di modelli frontier. Si descrive infatti Apple come una sorta di “toll road”, cioè un pedaggio obbligato per chi vuole raggiungere gli utenti iPhone con un’app AI di massa.
Apple ricavi AI: indietro nei prodotti, ma non nei margini
Qui sta il paradosso. Sul piano dei prodotti AI puri, Apple viene descritta come ancora in ritardo rispetto ai rivali. Lo stesso report sottolinea che Siri non è ancora al livello dei chatbot moderni e che l’azienda sta puntando più su un approccio graduale, molto centrato su hardware, privacy e funzioni on-device, piuttosto che su un chatbot proprietario di riferimento.
Allo stesso tempo, però, questa posizione meno aggressiva non le ha impedito di fare soldi subito. Anzi, proprio il controllo su iPhone e App Store avrebbe permesso ad Apple di beneficiare della crescita dell’AI senza esporsi agli stessi rischi industriali dei concorrenti.
ChatGPT pesa tantissimo nei conti AI di Apple
Un altro dettaglio che colpisce è la concentrazione. Se davvero circa tre quarti dei ricavi arrivano da ChatGPT, vuol dire che una parte enorme del vantaggio economico di Apple dipende dal successo di un solo protagonista dell’AI consumer. Questo non rende il business irrilevante, ma lo lega molto alla popolarità e alla capacità di spesa degli utenti che acquistano servizi AI dentro l’ecosistema Apple.
In parallelo, alcune fonti riportano che Apple potrebbe superare il miliardo di dollari di ricavi AI già nel 2026, sempre seguendo questa strada indiretta. Quindi il 2025 non sarebbe un episodio isolato, ma l’inizio di un filone economico molto concreto.
Il punto della storia
La notizia non dice che Apple abbia vinto la corsa AI sul piano dell’innovazione visibile. Dice qualcosa di diverso, e forse ancora più interessante: in questa fase del mercato si può guadagnare tantissimo anche senza costruire il miglior modello, purché si controlli la distribuzione.
Apple oggi appare meno come protagonista tecnica dell’AI e più come proprietaria dell’autostrada su cui passano i servizi degli altri. E finché milioni di utenti continueranno a usare app AI su iPhone, quel pedaggio resterà un affare enorme.