California impone verifica età nei sistemi
La California ha scelto una strada diversa dal solito, invece di colpire solo singole app o siti, vuole portare la verifica dell’età direttamente dentro i sistemi operativi e gli app store: è questo il cuore della legge AB 1043, firmata dal governatore Gavin Newsom nell’ottobre 2025. L’entrata in vigore è prevista dal 1° gennaio 2027.
La regola è semplice: durante la configurazione di un nuovo telefono o computer, l’utente dovrà inserire la propria età o data di nascita: quel dato verrà poi tradotto in una fascia anagrafica e reso disponibile agli sviluppatori tramite un segnale dedicato. Le categorie previste sono quattro: under 13, 13-15, 16-17 e 18+.
Cosa cambia in California
Il cambio è netto, perché la responsabilità non resta solo alla piattaforma. Una volta ricevuto il segnale, lo sviluppatore viene considerato a conoscenza della fascia d’età dell’utente, da lì in poi, tocca anche a lui gestire contenuti e funzioni in modo adatto.
La misura riguarda praticamente tutti: si parla di Windows, macOS, Android, iOS e perfino Linux. Proprio qui nasce uno dei primi problemi pratici, perché non tutti i sistemi hanno un flusso di configurazione account uniforme.
California: non serve il documento, ma i dubbi restano
C’è però una differenza importante rispetto ad altre leggi simili. La norma californiana non impone il caricamento di documenti né il riconoscimento facciale. In pratica si basa su un dato dichiarato dall’utente, questo la rende meno invasiva di altri modelli visti altrove, ma anche più facile da aggirare.
Ed è proprio qui che arrivano le critiche: se tutto si regge sull’età inserita a mano, basta mentire per saltare il sistema. Inoltre restano aperte questioni pratiche legate ai profili condivisi in famiglia, agli account usati su più dispositivi e alla natura più aperta di certe distribuzioni Linux. Anche lo stesso Newsom, al momento della firma, ha invitato il legislatore a ritoccare alcuni punti prima dell’avvio effettivo della legge.
Multe alte e pressione su Apple e Google
Le sanzioni previste sono pesanti: le violazioni per negligenza possono arrivare fino a 2.500 dollari per ogni minore coinvolto. Se invece la violazione viene considerata intenzionale, la cifra sale fino a 7.500 dollari. L’applicazione della legge sarà affidata al procuratore generale della California.
Il peso maggiore cadrà soprattutto su chi controlla gli ecosistemi principali, quindi su aziende come Apple e Google. Per i dispositivi già attivati prima del 2027, la legge prevede anche un sistema successivo per permettere agli utenti di inserire l’età entro il 1° luglio 2027.
Una legge che farà discutere ancora
La logica politica è chiara: proteggere i minori online senza scaricare tutto il peso sui genitori, però la parte tecnica è molto meno lineare. La California vuole rendere l’età un segnale di base dell’ecosistema digitale: il problema è capire se un sistema così leggero sul fronte dei controlli sarà davvero utile.
Non è una novità piccola: sposta il baricentro della regolazione più in basso, cioè nel software che usiamo per accendere e configurare i dispositivi. È una scelta forte, destinata a fare scuola; resta però da vedere se funzionerà davvero oppure se finirà per aggiungere solo attrito, senza bloccare davvero chi vuole aggirarla.