Oppo e MediaTek al MWC 2026 mostrano AI on-device
Oppo e MediaTek al MWC 2026 hanno spinto su un messaggio molto chiaro: l’AI deve girare davvero sullo smartphone, non solo nel cloud. Qui l’obiettivo è pratico: meno latenza, più continuità d’uso e più controllo dei dati. E se l’AI diventa locale, allora può funzionare anche quando la rete non è perfetta.
AI on-device Oppo: dal chip all’esperienza quotidiana
Oppo sta costruendo la sua strategia su tre pilastri: New Computing, New Perception e New Ecosystem. Al centro c’è l’On-device Compute, cioè calcolo locale per avere risposte rapide, personalizzate e coerenti con l’uso reale.
La collaborazione con MediaTek entra qui: trasformare l’AI on-device da concetto tecnico a implementazione stabile, quindi pronta a scalare su una piattaforma flagship e poi a scendere su più fasce.
Dimensity 9500 e funzioni: AI Translate e Portrait Glow
Le demo ruotano attorno a MediaTek Dimensity 9500. Oppo ha mostrato due funzioni sviluppate internamente: AI Translate e AI Portrait Glow. Il punto è farle girare in locale, con prestazioni che restano alte anche senza appoggiarsi sempre alla rete.
AI Translate on-device promette un miglioramento medio del 15% in accuratezza rispetto ad approcci convenzionali. Inoltre è pensata per contesti “sporchi”: viaggio, roaming, fiera, ambienti affollati, e segnale ballerino.
AI Portrait Glow on-device, invece, lavora sulla resa dei ritratti in luce difficile. Analizza la scena, ricostruisce l’illuminazione e ottimizza l’immagine in scarsa luce o controluce, cercando un risultato naturale, senza effetti finti.
Secondo quanto indicato, queste funzioni arriveranno sulla serie Oppo Find X9 con il prossimo aggiornamento ColorOS 16.
Omni: modello AI full-modal on-device
Il passaggio più ambizioso è Omni, descritto come un modello AI full-modal on-device. Qui la parola chiave è multimodalità: input vocale, video e testuale, con comprensione della scena in tempo reale e sessioni di domande e risposte direttamente sullo smartphone.
Se funziona come promesso, il salto è importante. Non è più solo “generare testo”, ma interpretare ciò che stai vedendo e sentendo. E, di conseguenza, rendere l’interazione uomo–macchina più naturale.
Demo al MWC 2026: Find X9 Pro, teleconverter e creatività su Reno15 Pro
Allo stand MediaTek sono state mostrate le capacità AI on-device su Find X9 Pro, insieme al sistema con Oppo Hasselblad Teleconverter. Inoltre era presente Reno15 Pro con tool creativi di AI imaging, tra cui AI Motion Photo Eraser, AI Motion Photo Popout e AI Flash Photography.
Quick Share cross-ecosistema: trasferimenti più semplici
C’è poi un tema pratico: l’interoperabilità. Oppo indica che la serie Find X9 integrerà Android Quick Share per trasferire file in modo semplice e sicuro tra smartphone Oppo e dispositivi iOS, iPadOS e macOS, senza app di terze parti. La distribuzione sarebbe prevista tramite aggiornamento software da marzo.
Riconoscimenti e direzione futura
Infine, Oppo segnala che Find X9 Pro è stato selezionato tra i finalisti per “Best Smartphone” ai GLOMO Awards, con riconoscimenti legati a prestazioni, imaging e integrazione AI.
Il quadro è chiaro: AI on-device Oppo non è solo una parola chiave. È una roadmap fatta di chip, modelli e funzioni concrete. E se traduzione, ritratti e Omni reggono anche fuori dalle demo, allora il 2026 può essere l’anno in cui l’AI smette di essere “cloud-first” e diventa davvero “phone-first”.



