Apple Vision Pro: stop produzione e svolta occhiali

Apple Vision Pro: stop produzione e svolta occhiali

Apple Vision Pro è arrivato negli USA a febbraio 2024 con un obiettivo chiaro. Portare il “computer spaziale” nella vita reale, non solo nel gaming. L’idea era forte. Un workspace virtuale ovunque, finestre flottanti ridimensionabili, app iPad su schermi giganti e anche la “persona” 3D per FaceTime.

Sulla carta, sembrava l’inizio di una nuova categoria. Nella pratica, il prodotto ha faticato a trovare un pubblico ampio. E oggi i segnali che arrivano dalla filiera sono ancora più chiari.

Apple Vision Pro e vendite: numeri sotto le attese

Le stime di mercato parlano di circa 390.000 unità spedite nel 2024. Poi, nel quarto trimestre 2025, le consegne sarebbero scese a circa 45.000 unità. Il confronto con i volumi iPhone non regge, e infatti non deve nemmeno reggere. Però un dato conta più di tutti: la traiettoria non sembra in accelerazione.

In più, anche sul fronte promozione il ritmo sarebbe calato. In mercati chiave come Stati Uniti e Regno Unito, l’advertising digitale del prodotto sarebbe stato ridotto fino al 95% in un anno. Quindi, il messaggio è semplice: Apple non sta spingendo Vision Pro come prima.

Luxshare e Apple Vision Pro: produzione in pausa

Il segnale più pesante riguarda la produzione. Luxshare, che assembla il visore per Apple, avrebbe fermato le linee a inizio anno. Questo non significa “fine del prodotto” in senso assoluto. Però indica un punto preciso: al momento non serve produrre come se la domanda fosse in crescita.

Inoltre, si parla di aggiornamenti hardware già arrivati o in arrivo, anche con chip più recente. Eppure, se la base utenti non cresce, l’effetto sul mercato resta limitato. Di conseguenza, Apple sembra scegliere una gestione più prudente, con scorte e ritmi più controllati.

Apple Vision Pro e app: ecosistema ancora piccolo

Qui entra in gioco la parte che interessa davvero. Senza app dedicate, un visore resta un oggetto impressionante, ma “vuoto”. Apple avrebbe circa 3.000 app create apposta per Vision Pro. Non è un numero ridicolo. Allo stesso tempo, non dà ancora quella sensazione di piattaforma inevitabile.

In più, molti sviluppatori faticano a vedere un ritorno. Se gli utenti sono pochi, anche l’investimento ha senso solo per progetti mirati. Quindi, l’ecosistema cresce, ma non esplode. E questo frena tutto il resto.

Mercato VR in calo e nuova corsa agli occhiali smart

Nel frattempo, il mercato dei visori VR avrebbe segnato un -14% nella prima metà del 2025. In quello scenario, Meta avrebbe tenuto circa l’80% della quota con Quest. Poi, anche Meta sta spostando budget e marketing su un prodotto diverso: gli occhiali AI.

Ed è qui che entra la mossa Apple. Parte del team che ha lavorato su Vision Pro starebbe convergendo sugli smart glasses. Occhiali più leggeri, con fotocamere, audio integrato e funzioni guidate da Siri. Inoltre, senza display, la batteria può durare di più e l’uso diventa più quotidiano. Per schermo e interfaccia, l’iPhone farebbe da “hub”.

Occhiali AR Apple: il vero obiettivo di lungo periodo

Il punto finale è quello strategico. Vision Pro sembra sempre più una tappa, non la destinazione. L’obiettivo, per molti, sono gli occhiali AR veri. Cioè display reali che sovrappongono oggetti digitali al mondo, con un chip M abbastanza potente da gestire tutto in modo fluido.

I tempi, però, non sono vicini. Si parla di finestre dal 2028 in poi, con ancora molta strada tra miniaturizzazione, consumi e costi. Quindi, Apple potrebbe seguire un approccio “alla Jobs”: aspettare che altri aprano la strada, e poi arrivare con integrazione migliore e design più maturo.

Apple Vision Pro, intanto, resta un prodotto affascinante. Però oggi racconta una verità semplice: la realtà mista non basta essere spettacolare. Deve anche diventare comoda, sostenibile e quotidiana. E la strada più rapida, adesso, sembra passare dagli occhiali.

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