Mercato smartwatch 2025: Huawei vola, Apple frena, la Cina detta il passo
Il mercato degli smartwatch torna a crescere. Dopo cinque trimestri consecutivi di calo, il secondo trimestre del 2025 segna un +8% su base annua. Un’inversione di tendenza che racconta molto di come stanno cambiando le abitudini degli utenti e la strategia dei brand.
Dietro i numeri ci sono scelte di design, ecosistemi sempre più integrati e la corsa verso funzioni che vanno oltre il semplice fitness tracking. Vediamo chi sta vincendo e chi deve recuperare terreno.

Huawei: il boom della strategia di ecosistema
Il dato più clamoroso è quello di Huawei: +52% di spedizioni nel trimestre. Un risultato trainato dalla domanda interna in Cina, che da sola pesa oltre il 75% del totale.
Cosa ha funzionato?
- Una gamma ampia, con prezzi tra i 100 e i 400 dollari, quindi accessibile a un pubblico vasto.
- Una forte integrazione con smartphone e dispositivi IoT, che rende l’orologio parte di un ecosistema più grande.
Per l’utente significa poter passare da un Huawei Mate 70 a un Watch GT senza soluzione di continuità, con notifiche, salute e pagamenti sincronizzati in tempo reale.
E Huawei non si ferma alla Cina: i primi segnali positivi arrivano anche da Europa e Asia-Pacifico, dove la richiesta di alternative ad Apple e Samsung è sempre più forte.
Apple: sempre premium, ma in rallentamento
Per Apple la fotografia è più sfumata. Le spedizioni calano del 3%, settimo trimestre consecutivo in negativo.
Nonostante ciò, Cupertino resta la regina della fascia alta. I suoi Apple Watch offrono un monitoraggio della salute ancora oggi considerato lo standard di riferimento. ECG, ossigenazione del sangue e rilevamento delle anomalie sono precisi come pochi altri.
Il problema? La base di utenti iOS è fedele, ma il mercato è ormai affollato di alternative più economiche e sufficientemente affidabili. Per chi non è legato all’iPhone, il prezzo diventa un ostacolo difficile da superare.
Xiaomi, imoo e Samsung: le altre mosse
Non solo i big. Nel Q2 2025 anche altri marchi hanno fatto registrare numeri importanti.
- Xiaomi: +38% grazie a modelli entry-level che puntano sulla convenienza senza rinunciare alle funzioni essenziali. Perfetti per chi vuole monitorare sport e salute senza spendere troppo.
- imoo: +21% e leadership confermata nel segmento smartwatch per bambini. Un settore di nicchia ma in forte crescita, dove la semplicità conta più della potenza.
- Samsung: -3%, complice un Galaxy Watch 7 che non ha brillato. L’integrazione con Android è ottima, ma la concorrenza cinese si sta muovendo più velocemente.
Cosa significa per gli utenti
Il rapporto di Counterpoint prevede un +3% per il 2025 complessivo. Ma più dei numeri conta la direzione del mercato.
La Cina sta spingendo verso smartwatch “tutto in uno”: salute, pagamenti, navigazione. In pratica, dispositivi che diventano estensione diretta dello smartphone, riducendo la dipendenza dal telefono in tasca.
Per gli utenti occidentali questo si traduce in più scelta e prezzi più competitivi. Non è più necessario puntare sempre al top di gamma: anche a 200 euro oggi si trovano prodotti affidabili e ricchi di funzioni.
Un mercato in trasformazione continua
Il mercato degli smartwatch è entrato in una nuova fase. Huawei corre grazie all’ecosistema, Apple resta premium ma deve difendersi da rivali sempre più aggressivi, mentre brand come Xiaomi e imoo dimostrano che c’è spazio anche per segmenti alternativi.
Gli utenti si trovano davanti a una scelta più ampia che mai. Il futuro? Orologi sempre meno accessori e sempre più hub personali, capaci di gestire salute, pagamenti e comunicazioni senza passare dallo smartphone.