Qualcuno salvi Htc!
Piuttosto che scrivere un vero e proprio articolo, oggi mi sento di lanciare una sorta di appello. Ciò che sta accadendo negli ultimi mesi rischia davvero di far scomparire (o comunque ridimensionare notevolmente) l’azienda che più di tutte ha contribuito alla crescita di Android nella fase iniziale, e che ancora oggi sforna prodotti caratterizzati da una cura estetica e da una qualità software senza eguali. Come avrete capito, sto parlando della taiwanese HTC, e perdonatemi se magari potrò sembrare un pò di parte, ma da appassionato (e ancora di più da laureando in economia) questa azienda rappresenta per me molto, anzi moltissimo. Chiunque abbia utilizzato uno smartphone HTC, ha ben presente la sapienza di questa azienda nell’utilizzo dei materiali, eguagliata in questo campo solo da Apple (e solo in parte da Sony). La serie One, inaugurata con l’M7, sintetizza in maniera perfetta questa sapienza. In questi giorni sto provando l’M9, ed ancora una volta HTC è riuscita a stupirmi in termini di “touch and feel” e di cura estetica, con questo frame dorato a rilievo che non solo migliora il grip ma che rappresenta anche un esercizio di design riuscitissimo. In molti potranno dire che anche Samsung adesso ha introdotto materiali pregiati nei suoi top gamma, ma chi ha avuto tra le mani sia S6 che M9 sa benissimo che non basta introdurre vetro ed alluminio, ma bisogna anche saperli utilizzare. Questa cura dei materiali si riflette anche nell’utilizzo del policarbonato, soprattutto in relazione ai medio gamma ed ai base di gamma. Penso ad esempio ai recenti Desire che, seppur realizzati in “plastica”, possono davvero vantare una qualità costruttiva ben superiore alla concorrenza. Del resti, HTC ci aveva già abituato bene in passato con il policarbonato: pensiamo ad esempio al One X, che restituiva un “touch and feel” eccezionale; possiamo anche andare un pò più indietro e pensare alla serie Sensation, realizzata con un mix di policarbonato ed alluminio davvero molto convincente. Accanto a questa oggettiva cura del design e dell’ergonomia, troviamo poi il secondo punto di forza dell’azienda taiwanese, quella che negli anni è diventata il vero marchio di HTC: la Sense. Perchè questa interfaccia è così apprezzata? Semplice, perchè è pronta da utilizzare “out of box”! . Con la Sense, si sente meno l’esigenza di dover installare widget di terze parti o launcher alternativi, perchè ogni aspetto viene curato nei minimi dettagli e l’ottimizzazione è ai massimi livelli. Ma allora perchè HTC è scivolata in questa crisi così profonda? Beh, la realtà è che l’azienda taiwanese è caduta in un circolo vizioso, una sorta di “cane che si morde la coda”. Alcuni modelli poco riusciti (penso ad esempio al One X, equipaggiato con il Tegra 3, un processore che ha dato tantissimi problemi) hanno inevitabilmente ridotto la liquidità dell’azienda. Questo ha portato a dover scendere a compromessi: non si hanno le risorse da poter investire in una campagna pubblicitaria a tappeto come Samsung o Apple; si cerca di “risparmiare” sui sensori fotografici, oggettivamente non all’altezza della concorrenza; non si ha la forza economica di poter contrattare a certe condizioni con le aziende che forniscono le componenti (emblematico in tal senso il caso dello Snapdragon 810). Questo porta inevitabilmente alla produzione di terminali “contraddittori” come l’M9: eccezionale per certi aspetti, assolutamente rivedibile per altri (surriscaldamento, cam). Inutile girarci attorno: HTC oggi è in una situazione finanziaria molto critica. Il valore delle singole azioni è sceso ai minimi storici, ci sono rumors di licenziamenti di massa e, ad appena qualche mese dall’uscito sul mercato, la produzione di M9 è stata rallentata. In passato si era parlato di possibili acquisizioni: inizialmente Google (che poi ha virato verso Motorola), successivamente Lenovo (che poi a comprato Motorola da Google), poi è stato il turno di Huawei ed adesso si parla insistentemente di Asus. Il punto però è uno soltanto, ovvero che l’eventuale scomparsa di HTC sarebbe una grave perdita soprattutto per noi utenti, e allora: qualcuno salvi HTC!