Agenda Digitale, Italia fanalino di coda!

L’Italia, come ultimamente avviene in molti settori, arranca enormemente dal punto di vista web, ed è molto lontana dal raggiungere gli obbiettivi preposti dall’Agenda Digitale Europea per il 2015. Andiamo però con ordine, e vediamo di scendere nei particolari così da rendere maggiormente comprensibile la vicenda.

L’Unione Europeo ha messo in piedi una vera e propria Agenda Digitale, con obbiettivi da raggiungere anno per anno in relazione alla banda larga, all’e-commerce, al numero di persone connesse in determinate fasce d’età, insomma vari parametri relativi al web.

Per il 2015, il primo obbiettivo imposto dall’UE è quello di raggiungere la percentuale del 75% di persone che utilizzano regolarmente la rete internet in età compresa tra i 16 e i 74 anni. Attualmente, la percentuale italiana è del 56%, praticamente allo stesso livello di nazioni come Grecia, Romania e Bulgaria, non proprio delle potenze mondiali.

Il secondo obbiettivo è quello di raggiungere la percentuale del 50% di persone che utilizzino l’e-commerce per l’acquisto di beni e servizi, ed in questo settore l’Italia è ancora più in ritardo, con una percentuale che si assesta a malapena intorno al 20%, con un distacco di oltre 40 punti percentuali nei confronti delle potenze europee come la Gran Bretagna e la Germania.

Del resto, le difficoltà italiane erano già state evidenziate negli ultimi anni dal “Digital Agenda Scoreboard”, una sorta di “riepilogo dati” relativo ai vari Paesi dell’UE e che va a coadiuvare gli obbiettivi dell’Agenda Digitale. Come spesso avviene, la politica italiana è rimasta sorda difronte a questi dati, ed ovviamente le ripercussione le paghiamo tutti i giorni noi cittadini, le nostre imprese e quindi la nostra economia.

Infatti, al di là delle multe che potranno derivare dal mancato raggiungimento degli obbiettivi dell’Agenda Digitale Europea, bisogna necessariamente entrare nell’ottica di idee che la informatizzazione e la digitalizzazione sono degli step fondamentali per dare un forte input alla nostra situazione economica. E’ inaccettabile che nel 2015 una nazione come l’Italia non sia raggiunta interamente dalla fibra ottica, che le velocità delle ADSL sia nell’ordine dell’1,5 megabyte in download in molte zone (nonostante contratti a 7 mega), che la navigazione in EDGE sia purtroppo ancora una realtà diffusa.

Insomma, bisogna urgentemente investire in questi settori che sono diventati cruciali per poter stare al passo dei nostri competitors. Voi cosa ne pensate? Discutiamone insieme!

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