Quanto costa produrre uno smartphone top di gamma?
Quando viene presentato al pubblico il nuovo modello di iPhone o il nuovo componente della famiglia Galaxy S, uno degli aspetti su cui si dibatte maggiormente è senza dubbio il prezzo di lancio.
In questi anni, durante i quali gli smartphone sono diventati un vero e proprio fenomeno economico e sociale, abbiamo anche assistito ad un innalzamento del prezzo dei vari top gamma. Volendo fare un esempio concreto, l’ormai leggendario Samsung Galaxy S fu lanciato nel 2010 al prezzo di 549 euro, mentre quest’anno il Samsung Galaxy S5 è stato proposto a ben 699 euro. Una differenza quindi di 150 euro che, se moltiplicati per le milioni di unità vendute, ci danno un’idea di come i guadagni derivanti dalla vendita degli smartphone siano cresciuti esponenzialmente in un lasso di tempo molto piccolo.
In questo senso una realtà come Samsung rappresenta l’esempio perfetto per comprendere l’entità economica di quella che può essere definita “la rivoluzione smart” di questi anni. Infatti, quando è stato presentato il Galaxy S, questa azienda era già una multinazionale a livello mondiale ma i suoi fatturati (oltre che il suo eco mediatico) erano ben lontani da quelli attuali, segno evidente che gli smartphone abbiano giocato un ruolo fondamentale.
Ma quando si parla di smartphone bisogna necessariamente tirare in ballo anche Apple, sicuramente l’azienda che ha tratto i maggiori benefici economici da tutta questa situazione: l’iPhone di prima generazione fu lanciato a 399 dollari, mentre l’iPhone 6 parte dai 649 dollari.
Ma quanto costa produrre uno smartphone top gamma? Qual’è il margine di guadagno su ogni unità venduta? La risposte a queste domande sono davvero molto interessanti, ed invitano ad una profonda riflessione. Il costo di produzione di un iPhone 6 (comprensivo di tutte le spese di trasporto e del personale) è di 280 dollari (circa 221 euro, versione da 16 giga), con un margine di guadagno del 67% su ogni singola unita venduta (prezzo al pubblico di 729 euro per la versione da 16 giga). Tenendo presente che la maggior parte degli iPhone passano attraverso un abbonamento telefonico (e quindi vengono venduti a prezzo pieno), ci si rende conto immediatamente di quale sia il giro di affari della Apple e di quanto l’azienda di Cupertino guadagni “sulle nostre spalle” sovra-prezzando il proprio prodotto in maniera ragguardevole rispetto ai costi di produzione.
La musica non cambia se prendiamo in considerazione Samsung: il costo di produzione di un Galaxy S5 (comprensivo di tutte le spese di trasporto e del personale) è di 200 dollari (circa 158 euro), con un margine di guadagno del 72% su ogni singola unità (prezzo al pubblico di 699 euro). La situazione però per l’azienda coreana è differente rispetto a quella di Cupertino. Il concetto di acquisto tramite abbonamento è molto meno diffuso con la famiglia Galaxy, che inoltre subisce una diminuzione del prezzo molto importante nel corso dei mesi, che portano i margini di guadagno ad un livello decisamente più basso rispetto ad Apple, assestandosi in media intorno al 43-44% su singola unità. In ogni caso, un dato anche questo rilevante e che certifica come il sovra-prezzo sia sempre a carico di noi consumatori.
Questi dati spingono ad un’inevitabile riflessione, e ci fanno capire che di fatto gli smartphone siano l’emblema più importante del consumismo, tutto ovviamente a discapito (economicamente parlando) di noi consumatori. D’altra parte però l’utilità di questi oggetti nella vita quotidiana è un dato di fatto, e allora vi pongo una domanda: e se il futuro fosse rappresentato dai low-cost?