Firmato il decreto sull’equo compenso: in arrivo stangate su smartphone e tablet!
Tutti noi “malati” di tecnologia sappiamo benissimo che l’Italia è sempre stata penalizzata dai produttori dal punto di vista dei prezzi. Da questo punto di vista occorre però sottolineare che le varie aziende non nutrono un’antipatia nei confronti del Bel Paese, ma semplicemente la nostra eccessiva pressione fiscale causa un inevitabile aumento del prezzo finale del prodotto. Proprio per questa ragione, la notizia che ci giunge oggi dal nostro “amato” Parlamento ha il sapore di una vera e propria beffa: è’ stato infatti firmato il decreto che aumenta le tariffe dell’equo compenso!
Per chi non lo sapesse, l’equo compenso è una tassa che da sempre esiste nella nostra nazione e riguarda i dispositivi aventi una memoria interna. La logica di questa tassa è quella di prevenire l’eventuale utilizzo improprio di queste memorie interne, magari salvandoci dei file mp3 che ufficialmente sarebbero coperti da copyright della SIAE. Insomma, la solita logica di tassare anche l’aria che respiriamo! Ora, questa tassa è sempre stata pari a 0,9 centesimi di euro per e a 1,9 euro per smartphone e tablet con almento 16 giga di memoria interna. Con il decreto legge odierno la tassa diventa rispettivamente di 4 euro sia per gli smartphone che per i tablet (a fronte di 0,9 centesimi e di 1,9 euro!!!), senza contare l’aumento anche per la tassa relativa ai personal computer (che passa da 1,9 euro a 6 euro!!!). Un aumento enorme, che potrebbe avere delle ripercussioni pesantissime sui prezzi finali dei dispositivi una volta entrata a pieno regime.
Sinceramente faccio davvero fatica a commentare questa notizia, non tanto perché viene toccata una mia “passione” ma soprattutto perché la logica di questa tassa è oggettivamente assurda. Come si fa infatti a tassare indiscriminatamente tutti, e quindi ancora coloro i quali non fanno un uso illegittimo delle memorie interne dei dispositivi? Non voglio dilungarmi oltre, ma invece mi piacerebbe molto discutere con voi della questione.