E se il problema dei Samsung fosse lo Snapdragon?
Oggi ho scelto un titolo alquanto provocatorio per il mio articolo, frutto essenzialmente di un’esperienza personale con i devices Samsung. Chiunque abbia seguito assiduamente la scena della telefonia mobile, si sarà sicuramente accorto di un approccio differente dell’azienda coreana nella presentazione dei propri prodotti. Infatti, durante il 2012 (anno dell’S3, del Note 2 e del Note 10.1) veniva sempre posto l’accento sulle performance, sulla velocità dell’apertura delle applicazioni, sulla velocità nella navigazione web (tutti aspetti che venivano puntualmente confermati nelle varie review). Ho avuto la fortuna di possedere per diversi mesi un Samsung Galaxy Note 2, e devo dire che fino a quel momento non avevo mai trovato in un dispositivo Android una simile velocità in qualsiasi operazione. Da un paio di settimane ho acquistato il Note 10.1 prima versione, ed anche in questo caso ho ritrovato quella fluidità che caratterizzava i prodotti dell’azienda coreana nel lontano 2012.
Questo scenario è drasticamente cambiato con l’avvento del 2013, durante il quale l’S4, il Note 3 e il Note 10.1 seconda edizione, non hanno pienamente convinto in termini di fluidità. La stessa Samsung, in fase di presentazione, ha cominciato a porre l’accento sulle chicche software piuttosto che sulle prestazioni. Ora, voglio sottolineare che si tratta comunque di dispositivi di assoluto valore (anche perché sono molto migliorati con i successivi aggiornamenti), ma che hanno fatto perdere all’azienda quella caratteristica di “super-prestazioni” che da sempre l’aveva contraddistinta (si è cominciato a criticare pesantemente anche l’ottimizzazione della TouchWiz).
Ma cosa è cambiato nel giro di un anno? La risposta è molto semplice, ed è il processore! Infatti (tralasciando le varie versioni asiatiche ed americane) i top gamma 2012 montavano un Exynos (processore progettato direttamente dalla Samsung), mentre quelli del 2013 hanno adottato lo Snapdragon della Qualcomm (e stessa cosa sta avvenendo in questo 2014).
E’ bene sottolineare che la serie Snapdragon rappresenta senza ombra di dubbio la migliore famiglia di processori dedicati al mobile, ottenendo dei risultati stupefacenti in termini di prestazioni all’interno di alcuni device (pensiamo all’Htc One o ai vari Sony). Per una qualche ragione però questo non è accaduto con i prodotti della Samsung, la quale ha evidentemente saputo lavorare meglio con i processori da essa stessa progettati.
Probabilmente in termini di prestazione assoluta, questo articolo può sembrare a prima vista quasi un’eresia. Vi invito però a mettere fianco a fianco un Note 10.1 ed un Note 10.1 2014, e vi renderete conto di come in molte circostanze l’Exynos giri meglio dello Snapdragon.
Per tutte queste ragioni, perché non auspicare un ritorno al passato per la Samsung, ritornando ad adottare su scala mondiale gli Exynos? Voi cosa ne pensate? Siete d’accordo con me? Discutiamone insieme.