Facciamo chiarezza sull’equo compenso: avrà ripercussioni su smartphone e tablet?

Come ben sapete, qualche settimana fa è entrata ufficialmente in vigore la legge di Stabilità, che come al solito porta con se una serie infinita di nuove tasse. Ovviamente non è questa la sede per discutere di questi temi, ma c’è un emendamento che merita inevitabilmente la nostra attenzione. Stiamo parlando del così detto “Equo Compenso”, ovvero una sorta di accisa sui dispositivi dotati di memoria digitale. Spiegata in questi termini sembra una cosa molto complicata, ma in realtà è più elementare di quanto possiate pensare. In parole povere, lo Stato, attraverso la Siae, impone da anni il pagamento di una tassa a tutti i produttori di dispositivi dotati di memoria, questo per prevenire l’eventuale uso illecito legato al copyright (pensiamo al download di musica e film pirati ad esempio). Facendo un esempio pratico, attualmente l’equo compenso su un Samsung Galaxy S4 con 16 giga di memoria ammonta a 0,90 centesimi di euro; con l’entrata in vigore di questo emendamento, la cifra sale a 5,20 euro, un aumento quindi del 700%.

Il “pomo della discordia” riguarda il soggetto che dovrà accollarsi questo incremento: sarà il produttore o il consumatore? Da questo punto di vista, ha cercato di fare chiarezza il Presidente della Siae, affermando che il tutto dovrà gravare direttamente sui produttori, senza avere ripercussioni sull’utente finale. Capite bene però che le varie aziende sono inevitabilmente sul piede di guerra, anche perché vedranno il loro margine di guadagno sul singolo prodotto assottigliarsi.

Per questa ragione, l’emendamento non è diventato ancora esecutivo, ed è tema di un acceso dibattito all’interno del Parlamento. Appare evidente però che il rischio di vedersi aumentare il prezzo medio di smartphone e tablet è assolutamente concreto, anche perché in questioni del genere, l’anello debole della catena siamo sempre noi, i consumatori. Non fatevi ingannare dal fatto che l’equo compenso aumenti di soli 5 euro, in quanto i calcoli per stabilire il prezzo finale di un prodotto elettronico sono molto complessi, ed un aumento del genere può determinare una differenza notevole.

Insomma, ancora una volta l’Italia si dimostra la Nazione delle tasse per eccellenza, con il rischio questa volta di poter minare la passione per smartphone e tablet che accomuna tanti italiani.

Voi eravate a conoscenza di questa situazione?

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