BipMobile, una faccenda tutta all’italiana

Essere cliente di un operatore telefonico in Italia, somiglia molto spesso ad un’odissea. Quante volte vi sarà capitato di dover attendere decine e decine di minuti per poter parlare con un operatore? Quante volte avrete avuto problemi con la ricezione del segnale telefonico? Quante volte il servizio erogato non vi è sembrato all’altezza del costo sostenuto? Questa è purtroppo una triste realtà che accompagna noi italiani da ormai troppi anni.

Appare evidente infatti che lo sviluppo tecnologico degli smartphone non è andato di pari passo con quello dell’ infrastruttura telefonica, rimasta obsoleta rispetto alle altre Nazioni. Basti pensare che, con i canonici 10 euro che noi paghiamo per avere un piano “all-inclusive”, negli U.S.A. si riesce ad ottenere internet illimitato sui cellulari, e soglie decisamente maggiori per sms e chiamate. Inutile poi citare la situazione della connettività nel nostro Paese, dove intere zone appaiono praticamente abbondonate a se stesse. Insomma, siamo indietro anni luce in questo settore, sotto ogni punto di vista. Ciò che mi infastidisce di più però, è che appare del tutto inadeguata anche la tutela dei diritti di noi utenti, ed il caso BipMobile è l’emblema di tutto questo. Ricapitoliamo un attimo la vicenda.

Per chi non lo sapesse, BipMobile è un operatore telefonico virtuale, ovvero non possiede una propria rete “strutturata”, ma si appoggia a quella dell’H3G attraverso la mediazione di un “Enabler”, in questo caso la società Telogic. Ovviamente, BipMobile riconosceva un corrispettivo monetario all’Enabler, che provvedeva ad abilitare la rete. Inizialmente ha riscosso un discreto successo, soprattutto grazie alle tariffe molto basse rispetto alla concorrenza.

La clientela è arrivata a toccare quota 220.000, e tutto è filato liscio fino al 30 Dicembre del 2013. Da quel momento infatti, tutti coloro che possedevano una SIM BipMobile, non l’hanno potuta più utilizzare. Questo perché l’operatore è risultato insolvente verso Telogic, la quale ha ovviamente disabilitato la rete. Si sono susseguiti una serie di comunicati stampa, accuse reciproche con toni piuttosto alti.

Chi ci ha davvero rimesso però sono stati come al solito i consumatori che, pur avendo pagato, non hanno potuto più usufruire del servizio. Tutta questa epopea non si è ancora conclusa, ma è notizia di un paio di giorni fa che solo 30.000 utenti dei 220.000, riusciranno ad avere indietro il loro credito telefonico ed il loro numero, magari per poter migrare in un altro operatore. Una questione vergognosa, assurda, senza alcun senso logico… insomma, la solita vicenda all’italiana!

Personalmente, nonostante non fossi un cliente BipMobile, tutta questa situazione mi ha fatto indignare, nel verso senso della parola. Spero vivamente che i poveri malcapitati utenti, riescano ad avere giustizia prima o poi.

Vi lascio con una citazione di Dante, perché sinceramente altre parole per commentare tutto questo non riesco a trovarle : ”Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”

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