Google Play Early Access sfruttato dai truffatori: c’è anche GTA V

Google Play Early Access sfruttato dai truffatori: c’è anche GTA V

Google Play Early Access è finito nel mirino dei criminali informatici. Una nuova analisi di Bitdefender documenta applicazioni ingannevoli distribuite attraverso il programma di Google, alcune promosse con deepfake generati dall’AI. Tra i casi più clamorosi compare anche un falso Grand Theft Auto V, capace di superare un milione di download senza recensioni pubbliche.

Google Play Early Access diventa un’opportunità per i truffatori

Nasce per permettere agli utenti di provare applicazioni e giochi prima del rilascio definitivo. Google Play Early Access può però offrire anche qualche opportunità inattesa a chi vuole sfruttare il Play Store in modo poco trasparente.

A lanciare l’allarme è Bitdefender, che ha analizzato migliaia di applicazioni distribuite attraverso Google Play. Nel campione esaminato, i ricercatori hanno individuato diversi software apparentemente progettati soprattutto per generare ricavi attraverso una quantità elevata di pubblicità.

Il meccanismo sfrutta una caratteristica particolare delle applicazioni ancora in fase di test.

Durante questa fase, infatti, le normali valutazioni e recensioni pubbliche possono non essere disponibili. È una scelta comprensibile dal punto di vista degli sviluppatori, perché impedisce che un prodotto ancora incompleto venga giudicato come una versione definitiva.

Lo stesso sistema può però diventare un vantaggio per chi distribuisce applicazioni ingannevoli.

Un utente che apre la pagina di un’app normalmente controlla nome dello sviluppatore, numero di download, valutazione media e commenti lasciati dalle altre persone. Se una parte di queste informazioni manca, riconoscere immediatamente qualcosa di sospetto diventa più difficile.

Google aveva introdotto Early Access proprio come strumento per permettere agli sviluppatori di raccogliere feedback prima della pubblicazione definitiva delle proprie applicazioni. Gli utenti possono quindi provare software ancora in sviluppo e contribuire alla loro evoluzione.

Il problema, quindi, non è il programma in sé. È il modo in cui alcuni soggetti starebbero imparando a sfruttarne le caratteristiche.

Pubblicità sui social e deepfake creati con l’AI

Il Play Store rappresenta soltanto una parte della strategia descritta da Bitdefender.

Molte applicazioni vengono infatti promosse attraverso campagne pubblicitarie su TikTok, Facebook e altre piattaforme social. L’obiettivo è portare rapidamente un numero elevato di persone sulla pagina dell’app.

Per aumentare la credibilità degli annunci vengono utilizzati anche video con celebrità riprodotte attraverso deepfake generati dall’intelligenza artificiale.

È una combinazione particolarmente efficace.

Un volto conosciuto può attirare l’attenzione mentre si scorre velocemente un social network. L’utente viene quindi indirizzato verso Google Play, una piattaforma considerata generalmente più affidabile rispetto al download di un APK da un sito sconosciuto.

A quel punto la presenza dell’app sullo store ufficiale può abbassare ulteriormente il livello di attenzione.

Ed è proprio su questo passaggio che si basa buona parte dell’inganno.

GTA V usato come esca su Google Play Early Access

Uno degli esempi individuati da Bitdefender riguarda Grand Theft Auto V, un nome che certamente non ha bisogno di presentazioni.

Secondo l’analisi, almeno due applicazioni sarebbero state inizialmente pubblicate con il nome “Grand Theft Auto V (Early Access)”.

Naturalmente non si trattava del gioco Rockstar.

La scelta di un nome così popolare avrebbe però permesso alle applicazioni di intercettare le ricerche degli utenti e ottenere maggiore visibilità anche attraverso i motori di ricerca.

Successivamente, le stesse app sarebbero state rinominate utilizzando titoli completamente diversi.

La tecnica è particolarmente interessante perché sfrutta anche l’indicizzazione. Prima si utilizza un nome molto ricercato per conquistare visibilità, quindi si modifica l’identità dell’app dopo aver ottenuto traffico e installazioni.

Uno dei casi individuati da Bitdefender avrebbe raggiunto oltre un milione di download.

Ed è forse il dato che fa più impressione.

Un’app con numeri del genere potrebbe sembrare affidabile a uno sguardo superficiale. L’assenza di recensioni e valutazioni avrebbe però impedito agli utenti di trovare immediatamente i commenti di chi l’aveva già installata.

Anche le immagini utilizzate nella pagina sarebbero state sospette. Bitdefender ritiene che alcune siano state probabilmente create tramite intelligenza artificiale e non rappresentino il vero funzionamento dell’applicazione.

Una volta avviata, l’esperienza sarebbe infatti molto diversa da quella promessa.

Al posto del presunto GTA V, l’utente si troverebbe principalmente davanti a pubblicità invasive, generate con l’obiettivo di monetizzare ogni nuova installazione.

Un milione di download senza recensioni è un problema

Il caso mette in evidenza una questione più ampia.

Il numero di download viene spesso utilizzato dagli utenti come una sorta di indicatore di affidabilità. Un’app installata da centinaia di migliaia o milioni di persone tende spontaneamente a sembrare meno rischiosa.

Non è necessariamente così.

Inoltre, se alla quantità di installazioni non possiamo affiancare recensioni e valutazioni pubbliche, perdiamo una delle informazioni più immediate per capire se qualcosa non torna.

Basterebbero spesso alcuni commenti come “non è il gioco mostrato nelle immagini” oppure “mostra soltanto pubblicità” per mettere in allarme buona parte degli utenti.

Nel caso di un’app Early Access, questo meccanismo di difesa collettiva può risultare molto meno efficace.

Per questo motivo Bitdefender ritiene che l’attuale implementazione possa creare condizioni favorevoli alla diffusione di app ingannevoli.

Google Play Early Access resta utile, ma bisogna fare attenzione

Sarebbe comunque sbagliato trasformare Google Play Early Access nel problema.

Il programma rimane uno strumento importante per sviluppatori indipendenti e software house che vogliono testare nuove idee con utenti reali prima del lancio definitivo.

Il rischio nasce quando le caratteristiche pensate per proteggere un prodotto ancora incompleto vengono sfruttate per nascondere la scarsa qualità o la vera natura di un’app.

Per gli utenti restano quindi valide alcune precauzioni molto semplici.

Prima di installare un’applicazione conviene controllare attentamente nome dello sviluppatore, descrizione, immagini, sito ufficiale e autorizzazioni richieste. Bisogna poi prestare particolare attenzione quando un’app promette versioni mobile di videogiochi molto famosi che non risultano annunciate dallo sviluppatore originale.

Anche una pubblicità con una celebrità non rappresenta più una garanzia. Con gli strumenti di intelligenza artificiale attuali, volto e voce possono essere riprodotti in maniera sempre più convincente.

Infine, l’assenza delle normali recensioni su un’app in Early Access non significa automaticamente che ci troviamo davanti a qualcosa di pericoloso.

Deve però spingerci a controllare con maggiore attenzione ciò che stiamo installando.

Il caso del falso GTA V, con oltre un milione di download, dimostra quanto possa essere efficace sfruttare contemporaneamente un marchio famoso, la fiducia verso Google Play e l’assenza di feedback pubblici.

Ed è proprio questa combinazione a rendere il fenomeno individuato da Bitdefender molto più interessante del solito clone pieno di pubblicità.

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