Pixel 11 Pro Fold, il bend test svela un punto debole
Il Pixel 11 Pro Fold non supera il test di flessione effettuato da Zack Nelson, nonostante Google lo descriva come tre volte più resistente del predecessore. Lo smartphone si spezza nella zona vicina alla cerniera, dove sono presenti le linee dell’antenna. Lo smontaggio successivo mostra inoltre alcune scelte costruttive differenti rispetto ai pieghevoli Samsung.
Il Pixel 11 Pro Fold finisce sotto la lente di Zack Nelson per il consueto test di resistenza. Il risultato più evidente arriva durante la prova di flessione, quando la struttura cede vicino alla cerniera.
Google aveva presentato la nuova generazione come più sottile, leggera e soprattutto tre volte più resistente rispetto al modello precedente. Il test mostra però una debolezza strutturale in una zona molto precisa della scocca.
Rispetto allo scorso anno c’è almeno una differenza importante. Durante il bend test del Pixel 10 Pro Fold una delle batterie era esplosa, mentre questa volta non è stato necessario utilizzare alcun estintore.
Pixel 11 Pro Fold cede vicino alla cerniera
Secondo l’analisi di Nelson, il problema principale riguarda la posizione delle linee dell’antenna.
Questi elementi interrompono la continuità della struttura e sono collocati proprio vicino alla cerniera, un’area sottoposta a forti sollecitazioni durante una flessione anomala del dispositivo.
È proprio in questa zona che il Pixel 11 Pro Fold finisce per spezzarsi.
Il tester usa parole molto dure nei confronti di Google, arrivando a sostenere che l’azienda non abbia ancora imparato a progettare correttamente l’hardware dei propri dispositivi pieghevoli.
È una valutazione personale di Zack Nelson, naturalmente, ma il risultato concreto della prova resta: il foldable non completa il bend test senza danni strutturali.
Il confronto proposto dalla fonte è con Samsung. I recenti pieghevoli Galaxy hanno superato la stessa prova, compreso Galaxy Z Fold 8, che raggiunge uno spessore di appena 4,1 mm nella parte aperta.
Il bend test mostra un comportamento insolito del display esterno
Durante la flessione si verifica anche un fenomeno particolare.
Il vetro del display anteriore non si frantuma come ci si potrebbe aspettare. Al contrario, si stacca dalla struttura praticamente in un unico pezzo.
Lo smontaggio permette poi di osservare meglio la costruzione interna del dispositivo.
Google utilizza una cerniera con un’impostazione differente rispetto a quella scelta da Samsung, descritta dalla fonte come meno modulare.
Questo dettaglio non permette da solo di stabilire quanto sia resistente un dispositivo nell’uso quotidiano. Il bend test rappresenta infatti una condizione estrema, ma serve a mettere in evidenza eventuali punti strutturalmente più vulnerabili.
Quattro generazioni e quattro test complicati
La fonte sottolinea come i pieghevoli Google abbiano avuto risultati problematici nei test di Nelson fin dalla prima generazione.
Il caso più evidente rimane quello del Pixel 10 Pro Fold, la cui batteria aveva reagito durante la prova di flessione dello scorso anno.
Pixel 11 Pro Fold evita almeno questo scenario, ma la rottura della scocca mostra che il lavoro sulla resistenza strutturale non ha eliminato tutte le criticità rilevate dal tester.
Pixel 11 Pro Fold, polvere e display interno restano delicati
Il test evidenzia anche alcuni limiti tipici della categoria dei dispositivi pieghevoli.
Durante la prova, polvere e particelle riescono a raggiungere la zona della cerniera e producono rumori durante il movimento. La fonte segnala questo comportamento nonostante la certificazione IP68 dichiarata per il dispositivo.
Anche il display flessibile mantiene la sensibilità tipica di questa tecnologia. La superficie può infatti essere segnata esercitando pressione con un’unghia.
Sul retro Google ha invece scelto plastica anziché vetro. Questa soluzione presenta almeno un vantaggio pratico indicato dalla fonte: in caso di caduta, il pannello posteriore non può frantumarsi come una superficie in vetro.
Il risultato complessivo del test resta quindi poco favorevole per il nuovo pieghevole Google. Il Pixel 11 Pro Fold migliora rispetto allo scenario estremo visto sulla precedente generazione, ma continua a mostrare una debolezza importante durante la flessione.
La parte più interessante emersa dalla prova riguarda proprio il posizionamento delle linee dell’antenna accanto alla cerniera. È lì che la struttura cede, nonostante le dichiarazioni di Google sulla maggiore robustezza della nuova generazione.
Questo non equivale automaticamente a dire che lo smartphone si romperà nell’uso normale. Il test di Nelson sottopone infatti il dispositivo a una sollecitazione deliberatamente estrema. Mostra però che, quando la scocca viene spinta oltre i suoi limiti, quella zona resta il principale elemento critico della costruzione.