Console in crisi negli USA: spesa hardware giù del 29%

Console in crisi negli USA: spesa hardware giù del 29%

Il mercato del gaming negli USA, specialmente le console, ha vissuto un luglio in crisi. La spesa per l’hardware è crollata del 29%, arrivando vicino ai livelli del luglio 2020. Anche i nuovi giochi fisici segnano un record poco piacevole: mai così in basso dall’inizio delle rilevazioni di Circana nel 1995.

Il mercato dei videogiochi statunitense manda alcuni segnali difficili da ignorare.

I nuovi dati pubblicati da Circana mostrano un forte rallentamento della spesa nel mese di luglio.

La situazione più evidente riguarda le console.

Tutte le piattaforme hanno venduto meno unità rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Di conseguenza, la spesa complessiva dedicata all’hardware è diminuita del 29%.

Il confronto più sorprendente è però quello con il 2020.

La spesa è tornata infatti vicina ai livelli registrati nel luglio di quell’anno. All’epoca il mercato era condizionato dalla pandemia e dalla scarsità di componenti.

Oggi le console sono disponibili.

A frenare gli acquisti potrebbero quindi essere soprattutto prezzi più elevati e una maggiore prudenza dei consumatori.

Console in crisi: hardware vicino ai livelli del 2020

Il paragone con il periodo della pandemia rende il dato ancora più interessante.

Nel 2020 molti utenti volevano acquistare nuovo hardware, ma spesso semplicemente non riuscivano a trovarlo.

Produzione ridotta, problemi logistici e carenza di componenti avevano svuotato rapidamente i negozi.

Nel luglio 2026 la situazione è completamente diversa.

La disponibilità non rappresenta generalmente il problema principale, ma la spesa è comunque scesa fino a livelli simili.

Secondo Circana, ogni piattaforma console ha venduto meno unità rispetto a luglio dello scorso anno.

Questo suggerisce una domanda più debole in tutto il settore, non una difficoltà legata a un singolo produttore.

Il prezzo potrebbe avere un ruolo importante.

Negli ultimi anni hardware, accessori e software hanno subito diversi aumenti. Per molte famiglie acquistare una nuova console richiede quindi una spesa più difficile da giustificare.

Console in crisi, ma anche i giochi fisici toccano il minimo storico

Le console non sono l’unico problema.

A luglio, la spesa dedicata ai nuovi videogiochi fisici negli Stati Uniti ha raggiunto il livello più basso mai registrato.

Circana monitora questi dati dal 1995.

Parliamo quindi di oltre trent’anni di rilevazioni.

La progressiva crescita del digitale rende naturalmente questo risultato meno sorprendente rispetto a quanto sarebbe stato dieci anni fa.

Resta però un passaggio simbolicamente importante.

Console in crisi, ma PlayStation e Nintendo dominano ciò che resta del fisico

Analizzando la spesa per nuovi giochi fisici dall’inizio dell’anno, emerge anche una distribuzione molto netta.

Nintendo rappresenta il 63% della spesa, mentre PlayStation arriva al 32%.

Le due piattaforme raccolgono quindi insieme quasi tutto il mercato retail ancora presente.

Il dato assume ulteriore interesse considerando le indiscrezioni e le decisioni che stanno progressivamente spingendo il settore verso un futuro sempre più digitale.

Il disco fisico non è ancora scomparso, ma i numeri statunitensi indicano chiaramente quale sia la direzione.

Call of Duty domina ancora le vendite

In un mese poco brillante per il settore, Call of Duty: Black Ops 2 conquista il primo posto tra i giochi più venduti.

Parliamo del port arrivato su PS4 e PS5 a metà luglio.

Anche il primo Black Ops, lanciato nello stesso periodo e disponibile all’interno di un bundle con entrambi i titoli, ha ottenuto un risultato importante.

Il gioco si posiziona infatti al quinto posto.

Le due conversioni avrebbero raggiunto complessivamente circa 11 milioni di copie, secondo le stime citate.

Il risultato mostra quanto le proprietà intellettuali già consolidate continuino ad avere un peso enorme.

Non serve necessariamente un gioco completamente nuovo per scalare le classifiche.

A volte basta riportare sul mercato nel modo giusto un titolo che milioni di giocatori ricordano ancora.

Halo resta molto più indietro rispetto a Black Ops

Tra le nuove uscite troviamo anche Halo: Campaign Evolved.

Il gioco raggiunge la sesta posizione nella classifica generale.

È un risultato discreto, ma resta molto lontano dai numeri ottenuti dai port di Black Ops.

Nella top 10 compaiono inoltre titoli come Assassin’s Creed Black Flag Resynced, Splatoon Raiders ed EA Sports College Football 27.

Anche la presenza di nomi importanti, però, non è stata sufficiente a sostenere l’intero mercato.

La spesa totale su videogiochi, hardware e accessori è infatti diminuita del 10% rispetto a luglio dello scorso anno.

Il rallentamento coinvolge PC, console e mobile.

Gli abbonamenti sono l’unica categoria che cresce

C’è un’unica eccezione nel quadro generale.

Gli abbonamenti sono cresciuti del 6%.

Era già successo a giugno.

Il dato può raccontare molto sul comportamento attuale dei giocatori.

Invece di acquistare continuamente nuovi titoli oppure nuovo hardware, molti utenti sembrano preferire continuare a utilizzare ciò che possiedono già.

Un abbonamento permette di accedere a numerosi giochi mantenendo una spesa più prevedibile.

Allo stesso tempo, alcune delle esperienze più popolari vengono utilizzate per mesi o anni.

Call of Duty, Fortnite e altri grandi titoli live continuano a occupare una parte enorme del tempo disponibile dei giocatori.

Questo può ridurre ulteriormente la necessità di acquistare frequentemente nuovi prodotti.

Il mercato del gaming americano manda un segnale ai produttori

Un singolo mese non basta per parlare di crisi strutturale.

I dati di luglio meritano comunque attenzione.

Un calo del 29% nella spesa hardware, accompagnato dal minimo storico per i nuovi giochi fisici, indica che qualcosa nel comportamento dei consumatori sta cambiando.

Il paragone con il 2020 è quasi paradossale.

Allora molte persone non compravano una console perché non riuscivano a trovarla.

Oggi l’hardware è disponibile, ma una parte del pubblico sembra decidere semplicemente di non acquistarlo.

Prezzi, durata delle piattaforme attuali e crescita degli abbonamenti potrebbero contribuire insieme a questo scenario.

Per Sony, Microsoft e Nintendo il messaggio è piuttosto chiaro.

Convincere gli utenti a comprare nuovo hardware potrebbe diventare sempre più difficile se il salto generazionale percepito non riesce a compensare un costo crescente.

E mentre il fisico continua a perdere terreno, l’unica categoria in crescita è quella che chiede al giocatore di fare esattamente il contrario: non comprare un altro gioco, ma continuare a pagare per accedere a quelli che ha già a disposizione.

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