Gboard Rambler riconoscerà anche il nostro slang
Nuovi dettagli su Gboard Rambler mostrano una dettatura vocale capace di adattarsi sempre meglio al nostro modo di parlare. La funzione potrà utilizzare il dizionario già presente in Gboard e affiancargli un nuovo Rambler Dictionary, dove verranno salvate le parole imparate durante la dettatura. Compare però anche un misterioso limite di utilizzo ancora da chiarire.
Google continua a lavorare su Rambler, una delle funzioni legate a Gemini Intelligence destinate a rendere molto più intelligente la dettatura vocale di Gboard.
L’idea va oltre il classico speech-to-text. Gboard Rambler dovrebbe infatti trasformare ciò che diciamo in un testo già ripulito, eliminando pause ed espressioni riempitive e rendendo la frase più naturale.
L’analisi dell’ultima beta di Gboard, versione 18.0.3, ha ora fatto emergere ulteriori dettagli. Tra questi troviamo soprattutto una funzione interessante per chi usa spesso slang, soprannomi, termini tecnici oppure parole non presenti nei normali dizionari.
Rambler potrebbe infatti imparare direttamente dal nostro modo di parlare.
Gboard Rambler avrà due modalità di dettatura
La prima schermata emersa dalla beta mostra la possibilità di scegliere tra due sistemi differenti: Standard e Rambler.
La modalità Standard dovrebbe continuare a offrire la normale esperienza di dettatura già conosciuta dagli utenti Gboard.
Rambler rappresenta invece la modalità più evoluta, basata sulle nuove capacità offerte da Gemini Intelligence.
La presenza del selettore non è completamente nuova, ma l’ultima versione permette di entrare nelle impostazioni specifiche di entrambe le modalità.
Questo suggerisce che Google voglia lasciare all’utente una scelta chiara, senza sostituire necessariamente la dettatura tradizionale.
Può essere utile soprattutto quando abbiamo bisogno di un sistema rapido e prevedibile oppure quando preferiamo evitare elaborazioni più avanzate del testo.
Rambler, invece, dovrebbe risultare più adatto alle frasi lunghe e alle conversazioni, dove pause, ripensamenti e parole riempitive sono molto più frequenti.
Gboard Rambler può usare il nostro dizionario
La seconda schermata è probabilmente la più interessante.
Google permetterà a Rambler di utilizzare le parole già presenti nel dizionario personale di Gboard.
Significa che chi utilizza la tastiera da anni non dovrebbe essere costretto a insegnare nuovamente al sistema tutti i termini aggiunti nel tempo.
Nomi particolari, abbreviazioni, parole tecniche oppure espressioni personali potranno essere recuperati dal dizionario esistente.
È una scelta importante perché uno dei problemi della dettatura vocale riguarda proprio i termini che escono dal linguaggio standard.
Possiamo avere un sistema molto preciso nel riconoscere una frase comune, ma basta citare un soprannome oppure una parola utilizzata soltanto nel nostro ambiente di lavoro per ottenere un risultato completamente sbagliato.
Rambler dovrebbe ridurre questo problema sfruttando ciò che Gboard conosce già di noi.
Rambler Dictionary imparerà mentre parliamo
Accanto al normale dizionario compare però anche una novità chiamata Rambler Dictionary.
La descrizione presente nella beta parla di parole “imparate dalla digitazione vocale Rambler”.
Questo lascia intendere che il sistema possa riconoscere progressivamente nuove parole mentre lo utilizziamo e conservarle per le dettature successive.
Se diciamo spesso un termine particolare, uno slang oppure il nome di una persona che normalmente viene trascritto male, Rambler potrebbe imparare a riconoscerlo.
Non sappiamo ancora con quale meccanismo avverrà l’apprendimento.
Il materiale disponibile non chiarisce, per esempio, se sarà necessario correggere manualmente una parola prima che venga memorizzata oppure se Rambler potrà identificarla automaticamente attraverso il contesto.
Non sappiamo neppure quanto controllo avremo sul nuovo dizionario.
La presenza di una sezione dedicata lascia comunque pensare che Google voglia separare le parole già salvate in Gboard da quelle apprese attraverso la nuova dettatura.
Lo slang potrebbe diventare molto più semplice da dettare
Questa funzione può sembrare secondaria, ma potrebbe cambiare parecchio l’utilizzo della voce.
La lingua parlata è molto meno ordinata di quella scritta. Usiamo abbreviazioni, modi di dire, parole inglesi, termini tecnici e riferimenti che cambiano continuamente.
Una dettatura tradizionale prova normalmente a ricondurre tutto alle parole presenti nel proprio modello linguistico.
Un sistema capace di imparare progressivamente il vocabolario personale può invece diventare molto più preciso.
Immaginiamo di utilizzare ogni giorno nomi di prodotti, software oppure persone che il sistema continua a trascrivere in modo errato.
Dopo alcune correzioni, Rambler potrebbe ricordarli e smettere di commettere lo stesso errore.
Lo stesso vale per lo slang.
Espressioni che utilizziamo con amici e colleghi potrebbero entrare gradualmente nel dizionario personale senza doverle aggiungere una per una.
Gboard Rambler funziona anche offline
Un altro dettaglio interessante arriva dalla documentazione di supporto dedicata alla funzione.
Rambler utilizza normalmente modelli elaborati attraverso il cloud, ma Google ha previsto anche una modalità offline.
Senza connessione continueranno a funzionare alcune operazioni essenziali.
Rambler potrà ancora gestire punteggiatura, pulizia di base del testo e lettere maiuscole.
Verranno invece escluse le funzioni più sofisticate.
Google specifica che in modalità offline non saranno disponibili le riscritture stilistiche avanzate e le modifiche vocali conversazionali più complesse.
La distinzione appare logica.
Le operazioni semplici possono essere elaborate direttamente sul dispositivo, mentre quelle che richiedono modelli più potenti vengono affidate al cloud.
Questo permette comunque di utilizzare la dettatura anche quando la connessione è debole oppure completamente assente.
Spuntano anche misteriosi limiti di utilizzo
C’è però un dettaglio che potrebbe diventare molto importante.
La pagina di supporto di Google specifica che Rambler sarà soggetto a limiti di utilizzo.
La motivazione indicata è quella di garantire un’esperienza ottimale per tutti gli utenti.
Non viene però spiegato cosa accadrà una volta raggiunto il limite.
Ed è proprio qui che iniziano le domande.
Google potrebbe applicare una quantità massima di minuti di dettatura avanzata al giorno oppure un numero limitato di elaborazioni attraverso il cloud.
In alternativa, una volta raggiunta la soglia, Rambler potrebbe continuare a funzionare esclusivamente in modalità offline.
Sono tutte possibilità, perché il materiale disponibile non fornisce una risposta.
Non sappiamo neppure se i limiti varieranno in base al dispositivo, all’account oppure a eventuali abbonamenti Google.
Per ora l’unica informazione certa è che un limite esisterà.
Una dettatura molto più intelligente, ma restano domande
Rambler sembra destinato a diventare una delle evoluzioni più interessanti di Gboard.
La capacità di eliminare automaticamente pause e parole inutili rende già la dettatura più vicina a un testo realmente pronto da inviare.
L’aggiunta del Rambler Dictionary potrebbe rendere il sistema ancora più personale.
Invece di adattare continuamente il nostro modo di parlare alla tastiera, sarebbe la tastiera a imparare progressivamente come parliamo noi.
Google sembra inoltre aver trovato un buon compromesso offrendo sia la modalità Standard sia quella Rambler, mantenendo anche alcune funzioni quando siamo offline.
Il vero interrogativo riguarda i limiti.
Una funzione di dettatura integrata nella tastiera viene normalmente percepita come qualcosa che possiamo utilizzare senza preoccuparci di contatori oppure soglie giornaliere.
Se Rambler dovesse imporre restrizioni aggressive, parte del vantaggio potrebbe andare perso.
Molto dipenderà quindi da come Google deciderà di applicare questi limiti e da cosa succederà una volta raggiunti.
Per ora Rambler continua a prendere forma nella beta 18.0.3 e il nuovo dizionario personale sembra uno degli elementi più promettenti: soprattutto per chi parla come parla davvero, slang compreso.

