Recensione isinwheel M60: grande, comoda e versatile
isinwheel M60 è una fat e-bike all-terrain pensata per muoversi tra città, strade rovinate e percorsi sterrati poco impegnativi. Il prezzo attuale è di 868 euro, ma utilizzando il codice 60M60 si ottengono 60 euro di sconto sullo store ufficiale. La dotazione comprende pneumatici da 26 × 4 pollici, batteria da 624 Wh e motore con 250 W di potenza nominale.
isinwheel M60 appartiene proprio a quest’ultima categoria, anche se definirla soltanto una bici per lo sterrato sarebbe riduttivo. Il produttore ha cercato infatti di realizzare un mezzo versatile, pensato per gli spostamenti quotidiani ma capace di affrontare anche strade rovinate, ghiaia e percorsi sterrati non troppo impegnativi.
Il prezzo attuale sullo store europeo è di 868 euro. Attraverso il link dedicato alla M60 è inoltre possibile utilizzare il codice 60M60, che permette di risparmiare 60 euro al momento dell’acquisto. Il prezzo effettivo scende quindi a 808 euro, rendendo ancora più interessante il confronto tra dotazione, prestazioni e compromessi.
Anche l’autonomia dichiarata merita una verifica sul campo. isinwheel arriva a indicare fino a 105 km, ma sappiamo quanto questi valori possano cambiare in base al peso del ciclista, al tipo di percorso, alle pendenze, alla temperatura e soprattutto al livello di assistenza utilizzato.
C’è poi un numero che anticipa già uno dei possibili compromessi del progetto: 34,45 kg. M60 è una bici importante per dimensioni e peso, quindi sarà interessante capire quanto questa massa si faccia sentire durante la guida e, soprattutto, quando bisogna spostarla a mano oppure utilizzarla con poca o nessuna assistenza elettrica.
Ed è proprio questo il taglio che abbiamo deciso di dare alla nostra prova. Non vogliamo trasformare la recensione in una lezione di ciclismo e nemmeno giudicare isinwheel M60 come se fosse una mountain bike sportiva.
Vogliamo capire qualcosa di molto più concreto: quanto sia semplice salirci, imparare a utilizzarla e inserirla realmente nella vita quotidiana.

Perché sulla carta isinwheel M60 offre parecchio per una cifra che, utilizzando il codice 60M60, scende poco sopra gli 800 euro. Adesso dobbiamo capire quanto di questa promessa rimanga quando si comincia davvero a pedalare.
isinwheel M60 : voto 8.7
isinwheel M60 ci ha convinti per comfort, stabilità e grande versatilità. Il motore offre una spinta decisa ma gestibile, la batteria da 624 Wh è adatta all’uso quotidiano e le gomme fat permettono di affrontare con sicurezza anche sterrato e ghiaia. Il peso di oltre 34 kg resta il limite principale, insieme alla ricarica lenta e a una componentistica semplice in alcuni punti. A 808 euro con il codice 60M60, però, il rapporto tra prezzo, dotazione e piacere d’uso è molto convincente. La compreremmo e la consigliamo, purché peso e ingombri siano compatibili con le proprie esigenze.

Confezione e montaggio: serve circa un’ora
isinwheel M60 arriva con buona parte della struttura già assemblata, ma prima di poterla utilizzare bisogna comunque dedicare un po’ di tempo al montaggio finale. Non è quindi una bici da estrarre dalla scatola e utilizzare immediatamente.
Nel nostro caso abbiamo dovuto occuparci soprattutto della ruota anteriore, dei pedali e della parte relativa a parafango e illuminazione. Sono operazioni abbastanza intuitive e non richiedono particolari conoscenze da meccanico, anche se le dimensioni della bici impongono qualche attenzione in più rispetto a un modello tradizionale.

Nel complesso, però, il montaggio si è rivelato abbastanza facile. Seguendo con calma i vari passaggi siamo riusciti a completare la preparazione della bici in circa un’ora, senza incontrare difficoltà particolari.
Non significa che bastino cinque minuti. Tra apertura dell’imballaggio, rimozione delle protezioni, installazione dei componenti e controlli finali è meglio non avere fretta. Considerando peso e dimensioni della M60, inoltre, lavorare con un po’ di spazio a disposizione facilita parecchio le operazioni.
Una volta terminato l’assemblaggio conviene controllare con attenzione che ruota, pedali e componenti installati siano correttamente fissati. Prima della prima uscita abbiamo preferito verificare anche la posizione dei comandi e lo stato generale della bici, un controllo che su un mezzo elettrico di queste dimensioni consideriamo particolarmente importante.
La prima esperienza con isinwheel M60 è quindi positiva anche per chi, come noi, non passa abitualmente il proprio tempo a montare biciclette. Bisogna mettere in conto circa un’ora di lavoro, ma il procedimento rimane alla portata della maggior parte degli utenti.
Una volta assemblata, però, arriva immediatamente un’altra sensazione: M60 è decisamente più imponente di quanto possa sembrare osservandola soltanto nelle fotografie. Ed è proprio da qui che possiamo iniziare a parlare di design, costruzione e qualità percepita.
Design e costruzione: robusta, ma il peso si sente
Le dimensioni sono importanti e gli pneumatici da 26 × 4 pollici contribuiscono parecchio alla presenza scenica. Vista dal vivo appare ancora più massiccia rispetto alle fotografie, con proporzioni che la avvicinano quasi più a un piccolo mezzo di trasporto che a una tradizionale bicicletta da città.
La qualità percepita è comunque buona. Finiture e componenti trasmettono robustezza, mentre l’insieme appare ben assemblato e coerente con la filosofia del prodotto. Non abbiamo avuto la sensazione di trovarci davanti a una e-bike economica costruita risparmiando sulla struttura.
Anche elementi come parafanghi e portapacchi contribuiscono a darle un’impostazione concreta. Non sono semplici aggiunte estetiche, perché fanno capire immediatamente che M60 vuole essere utilizzata anche per gli spostamenti quotidiani e non soltanto durante qualche uscita nel tempo libero.

Il telaio step-through, con la zona centrale ribassata, rende inoltre l’aspetto meno estremo di quanto potrebbero suggerire le enormi gomme. È una soluzione pensata soprattutto per facilitare salita e discesa dalla bici e si sposa bene con l’impostazione orientata al comfort della M60.

Con circa 34,5 kg, isinwheel M60 è decisamente pesante. Quando ci si limita a guardarla questo numero può sembrare poco significativo, ma basta iniziare a spostarla a mano per accorgersi rapidamente della massa che ci si porta dietro.
Non è quindi la bici ideale per chi deve sollevarla frequentemente, affrontare rampe o portarla su e giù dalle scale. Anche semplicemente girarla da ferma richiede più attenzione rispetto a una normale city bike.
Allo stesso tempo, questa massa contribuisce alla sensazione di solidità che abbiamo percepito fin dai primi minuti. M60 appare robusta, stabile e costruita per sopportare un utilizzo poco delicato, caratteristiche che dovremo però mettere alla prova una volta in movimento.
Ergonomia e comfort: posizione rilassata, ingombri importanti
Nella nostra prova abbiamo trovato una posizione di guida comoda e rilassata, adatta soprattutto a chi vuole utilizzare la bici senza assumere una postura troppo sportiva. Si rimane abbastanza naturali con busto e braccia, una caratteristica che abbiamo apprezzato fin dai primi chilometri.

Il telaio step-through aiuta inoltre nell’accesso. La zona centrale ribassata evita di dover scavalcare una struttura particolarmente alta e rende più semplice salire e scendere, aspetto tutt’altro che secondario considerando peso e dimensioni complessive della M60.
Le enormi gomme da 26 × 4 pollici si vedono e si percepiscono. La bici occupa parecchio spazio e trasmette quella sensazione di ingombro tipica delle fat bike, soprattutto nelle prime uscite. Non è necessariamente un difetto, ma richiede qualche chilometro di adattamento.
Anche gli pneumatici molto larghi contribuiscono alla sensazione generale di comfort. La grande quantità d’aria presente nelle gomme aiuta infatti ad assorbire parte delle piccole irregolarità del terreno prima ancora che intervenga la forcella anteriore.
Questo si nota soprattutto sulle strade meno curate, dove M60 riesce a filtrare bene buche leggere, tombini e superfici rovinate. La forcella aggiunge un ulteriore livello di assorbimento all’anteriore e rende l’insieme più adatto a un utilizzo quotidiano rispetto a una bici completamente rigida.

Non bisogna però confondere questa configurazione con quella di una vera mountain bike full suspension. Il comfort nasce soprattutto dalla combinazione tra gomme fat, forcella anteriore e impostazione rilassata della posizione di guida, più che da un sofisticato sistema di sospensioni.
Il risultato, almeno nelle nostre prime uscite, è quindi particolare ma convincente: M60 è comoda, ma resta ingombrante. Quando si è seduti e si procede regolarmente, peso e dimensioni diventano meno fastidiosi. Nelle manovre più strette o quando bisogna gestirla a bassa velocità, invece, tornano immediatamente a farsi notare.

Motore e assistenza: 250 W nominali, 750 W di picco e una spinta ben gestita
La versione europea utilizza un motore posteriore con 250 W di potenza nominale, mentre isinwheel dichiara un picco fino a 750 W. È una distinzione importante, perché i 750 W rappresentano la potenza massima che il sistema può raggiungere in determinate condizioni e non la potenza continua del motore.
Questa riserva torna utile soprattutto nelle partenze, nelle riprese e quando il percorso richiede uno sforzo maggiore. Al di là dei numeri, però, ciò che conta realmente è il modo nel quale la spinta viene trasferita durante la pedalata.
Nella nostra prova l’intervento ci è sembrato deciso ma facilmente controllabile. Quando si inizia a pedalare si percepisce chiaramente l’arrivo dell’assistenza, ma la bici non dà quella fastidiosa sensazione di voler scappare in avanti.

È un comportamento particolarmente importante su un mezzo di queste dimensioni. Una risposta troppo brusca renderebbe più complicate partenze, manovre lente e ripartenze nel traffico. M60 riesce invece a offrire una spinta evidente senza mettere in difficoltà chi è in sella.
Salendo con i livelli di assistenza aumenta naturalmente anche l’aiuto fornito dal motore. Il passaggio, però, avviene in maniera fluida e prevedibile. Non abbiamo percepito cambiamenti eccessivamente secchi tra un livello e quello successivo, quindi bastano pochi chilometri per capire quale impostazione utilizzare nelle diverse situazioni.
L’assistenza della M60 non cerca comunque di imitare perfettamente una pedalata naturale come avviene sui sistemi più evoluti dotati di sensore di coppia. Qui l’intervento del motore è più evidente e si capisce chiaramente quando entra in funzione.
Non lo consideriamo necessariamente un limite su una e-bike di questa categoria. Chi sceglie M60 cerca probabilmente prima di tutto un aiuto concreto, soprattutto quando strada, peso o pendenze iniziano a chiedere uno sforzo maggiore.
Durante l’utilizzo normale abbiamo trovato rapidamente un buon equilibrio tra pedalata e assistenza. La bici rimane facile da controllare e, soprattutto, non costringe a gestire continuamente i livelli per ottenere una risposta piacevole.
È una caratteristica che rende M60 accessibile anche a chi arriva alla prima e-bike. Dopo pochi minuti si comprende cosa aspettarsi dal motore e diventa naturale sfruttare maggiormente l’assistenza quando serve, riducendola invece nei tratti più semplici.
Sulla carta, quindi, i 750 W di picco promettono una buona riserva quando serve più energia. Nella pratica abbiamo già trovato una risposta convincente nelle partenze e nelle accelerazioni, ma il vero banco di prova arriva quando la strada comincia a salire.
Cambio Shimano e salita: il motore ha abbastanza carattere
isinwheel M60 utilizza una trasmissione Shimano a 7 rapporti, con deragliatore posteriore della famiglia Tourney. È una soluzione piuttosto semplice, lontana dalla componentistica montata sulle e-bike sportive più costose, ma adeguata alla filosofia e alla fascia di prezzo del prodotto.
Nell’utilizzo quotidiano permette soprattutto di adattare facilmente la pedalata al percorso. I rapporti più agili diventano importanti nelle partenze e quando la pendenza aumenta, mentre quelli più lunghi sono utili una volta raggiunta una buona velocità.
Va inoltre ricordato che cambio e assistenza elettrica svolgono due compiti differenti. Il primo modifica lo sforzo richiesto alla pedalata, mentre i livelli di assistenza stabiliscono quanto il motore debba contribuire. Imparare a utilizzare entrambi insieme rende M60 decisamente più piacevole da guidare.
Le prove indipendenti più approfondite concordano su un aspetto interessante: il motore si comporta bene anche in salita, nonostante la massa elevata della bici.

I 250 W nominali, affiancati da un picco dichiarato fino a 750 W, riescono a fornire un aiuto consistente quando la pendenza aumenta. Non significa che M60 affronti qualsiasi salita senza richiedere contributo al ciclista, ma la riserva di spinta permette di gestire senza particolare affanno le pendenze compatibili con questo tipo di e-bike.
Il comportamento rimane inoltre coerente con quanto abbiamo percepito nell’utilizzo normale. L’assistenza arriva in maniera decisa ma controllabile e cresce con fluidità aumentando il livello selezionato. In salita questa caratteristica diventa ancora più utile, perché permette di incrementare progressivamente l’aiuto senza avere una risposta improvvisa difficile da gestire.
Naturalmente non possiamo dimenticare i 34,45 kg. Quando la pendenza diventa importante, oppure quando fondo, carico e batteria non sono nelle condizioni ideali, la massa torna inevitabilmente a presentare il conto. M60 rimane una fat e-bike pesante orientata al comfort, non una e-MTB progettata per arrampicarsi sui percorsi tecnici.
Il produttore arriva a indicare una capacità di salita nell’ordine dei 15 gradi con un ciclista da circa 100 kg, ma consideriamo questo valore soprattutto come un’indicazione teorica. Pendenza reale, peso totale, pressione degli pneumatici, terreno e livello della batteria possono modificare parecchio il risultato.
La combinazione tra motore posteriore e cambio Shimano a 7 rapporti appare coerente con il carattere della bici. Il cambio è semplice e senza pretese sportive, mentre l’assistenza elettrica dispone della forza necessaria per rendere molto meno impegnative anche le situazioni nelle quali il peso della M60 potrebbe diventare un limite.
Come si guida davvero: stabile su strada, a suo agio sullo sterrato
Una volta presa confidenza con dimensioni e peso, isinwheel M60 riesce a cambiare parecchio la prima impressione. Da ferma appare grande e impegnativa, mentre in movimento diventa decisamente più facile da gestire.
La sensazione che ci ha accompagnato maggiormente durante la prova è quella di stabilità e sicurezza. M60 rimane ben piantata a terra e le grandi gomme da 26 × 4 pollici contribuiscono in maniera evidente a trasmettere fiducia, soprattutto sulle superfici che non sono perfettamente regolari.

Su asfalto si procede quindi con grande tranquillità. Le dimensioni degli pneumatici e la massa complessiva della bici non invitano a una guida nervosa o particolarmente sportiva, ma favoriscono un’andatura rilassata e prevedibile.
Una volta raggiunta una velocità regolare, inoltre, i 34,45 kg diventano molto meno evidenti. Motore e inerzia aiutano a mantenere l’andatura e quella sensazione di ingombro percepita nelle manovre da fermo lascia spazio a un mezzo stabile e rassicurante.
Naturalmente le dimensioni rimangono. Negli spazi stretti e nelle manovre molto lente bisogna ricordarsi di avere sotto una fat e-bike importante, ma bastano poche uscite per acquisire i riferimenti necessari.
Sterrato e ghiaia sono il suo ambiente naturale
Su sterrato e ghiaia M60 si è comportata molto bene. Le gomme larghe offrono un’impronta a terra importante e permettono di affrontare i fondi meno compatti con una sensazione di controllo superiore rispetto a quella che ci aspetteremmo da una normale bici da città.
Sulla ghiaia, in particolare, la bici rimane stabile e non trasmette continuamente la sensazione che l’anteriore possa perdere direzione. È proprio in questi frangenti che larghezza degli pneumatici e peso, spesso indicati come limiti della M60, iniziano invece a trasformarsi in vantaggi.
Anche sullo sterrato le irregolarità vengono filtrate piuttosto bene. La forcella anteriore contribuisce al lavoro, ma una parte importante del comfort deriva direttamente dalle grandi gomme, capaci di assorbire piccoli sassi, solchi e imperfezioni del terreno.
Il risultato non trasforma naturalmente M60 in una mountain bike specialistica. Non è una bici pensata per trail tecnici, salti o discese affrontate cercando il limite. Il suo terreno ideale è piuttosto quello degli sterrati semplici, delle strade bianche e dei percorsi misti, dove permette di procedere comodamente senza preoccuparsi troppo di ogni cambio di superficie.

Con M60 non bisogna scegliere continuamente tra strada e percorso sterrato. Si può uscire dall’asfalto, attraversare un tratto di ghiaia e continuare su una strada meno curata senza cambiare completamente approccio alla guida.
Nella nostra esperienza è quindi una bici che sacrifica un po’ di agilità in favore di stabilità, comfort e sicurezza. Una scelta che ci sembra sensata considerando il tipo di pubblico al quale si rivolge.
Freni: sulla nostra M60 convincono più del previsto
Su una e-bike da 34,45 kg, l’impianto frenante merita particolare attenzione. Peso, pneumatici molto larghi e capacità di carico elevata richiedono infatti una frenata capace di trasmettere sicurezza anche quando bisogna rallentare con decisione.
isinwheel M60 utilizza freni a disco meccanici anteriori e posteriori da 160 mm, abbinati al sistema che interrompe l’assistenza elettrica quando vengono azionate le leve.
Sulla carta non è una soluzione particolarmente raffinata. In questa fascia di prezzo è abbastanza comune trovare impianti meccanici, mentre sulle e-bike più costose vengono spesso preferiti freni idraulici, capaci generalmente di offrire maggiore modulabilità e richiedere meno forza alle leve.
Nella nostra prova, invece, la frenata ci è sembrata potente e sicura. La bici rallenta con decisione e, nell’utilizzo normale, non abbiamo mai avuto la sensazione che l’impianto fosse in difficoltà nel gestire la massa importante del mezzo.

La risposta rimane inoltre prevedibile. Quando si aumenta la pressione sulle leve cresce anche la forza frenante, caratteristica che permette di prendere rapidamente confidenza con il comportamento della bici.
Altri test della M60 hanno infatti evidenziato una modulabilità inferiore rispetto a quella offerta da buoni freni idraulici. Con carichi elevati, fondo bagnato oppure utilizzo più impegnativo, i dischi meccanici da 160 mm possono mostrare maggiormente i propri limiti.
Le due valutazioni non sono necessariamente in contraddizione. Regolazione delle pinze, assestamento delle pastiglie, peso del ciclista e condizioni del percorso incidono parecchio sulla risposta di un impianto meccanico.
Avremmo preferito dei freni idraulici? Considerando peso e natura all-terrain della M60, certamente sarebbero stati un valore aggiunto.
Rimane invece importante mantenerlo correttamente regolato, soprattutto dopo i primi chilometri e se si utilizza frequentemente la bici con molto carico oppure su percorsi caratterizzati da discese.

Per il nostro tipo di utilizzo, quindi, il giudizio è chiaro: freni promossi, pur sapendo che un buon impianto idraulico avrebbe reso M60 ancora più completa.
Display, comandi e dotazione: semplice, completa e concreta
Il display LCD permette di controllare velocità, livello della batteria, assistenza selezionata e le principali informazioni relative al percorso. Sono disponibili anche dati come chilometri parziali e complessivi, tempo di utilizzo, tensione della batteria ed eventuali codici di errore.
Nella nostra prova la leggibilità ci è sembrata abbastanza buona, anche quando la luce ambientale aumenta. Non siamo davanti a uno schermo particolarmente sofisticato, ma le informazioni principali rimangono facilmente individuabili.

Durante l’utilizzo ci siamo accorti infatti di una cosa piuttosto semplice: o si guida o si legge il display. Avere decine di parametri contemporaneamente davanti agli occhi sarebbe probabilmente più scenografico che realmente utile.
Anche i comandi al manubrio sono semplici da utilizzare. Dopo pochissimo tempo si impara a modificare il livello dell’assistenza senza dover distogliere troppo l’attenzione dalla strada.

È presente anche la modalità walk assist, che permette al motore di accompagnare la M60 a circa 6 km/h quando la si spinge a piedi. Su una bici da oltre 34 kg non è una funzione accessoria: può diventare decisamente comoda su una rampa oppure quando bisogna accompagnarla senza pedalare.
Illuminazione promossa
La luce è sufficientemente intensa per utilizzare M60 anche quando cala il sole e, nelle nostre prove, il faro ha svolto molto bene il proprio lavoro. Le misurazioni riportate nelle prove indipendenti parlano di circa 220 lumen, un valore coerente con l’impostazione urbana e all-terrain leggera della bici.

Più curiosa la soluzione adottata posteriormente. La luce posteriore utilizza infatti batterie AAA proprie, invece di ricevere alimentazione dalla batteria principale della M60. Funziona, ma avremmo preferito un sistema completamente integrato, soprattutto su una bici elettrica.

Portapacchi e parafanghi seguono la stessa filosofia della bici
Entrambi appaiono robusti e coerenti con il resto della costruzione. Non sembrano elementi aggiunti soltanto per allungare la lista delle caratteristiche, ma componenti pensati per essere realmente utilizzati.
Anche i parafanghi sono particolarmente sensati considerando le gomme da 26 × 4 pollici. Su sterrato, ghiaia oppure asfalto bagnato una superficie di rotolamento così larga può sollevare parecchio sporco, quindi averli già presenti è un vantaggio concreto.
Ed è probabilmente la scelta corretta per una bici di questo tipo: meno tempo a navigare tra menu e più tempo a guardare la strada.

Batteria e autonomia: 624 Wh convincono nell’uso quotidiano
isinwheel M60 utilizza un accumulatore removibile da 48 V e 13 Ah, per una capacità nominale di 624 Wh. Non è quindi una batteria particolarmente piccola e, considerando la fascia di prezzo della bici, rappresenta uno degli elementi interessanti della dotazione.
L’accumulatore è integrato nel telaio, ma può essere estratto e portato separatamente. Questa soluzione permette di ricaricarlo anche senza avere necessariamente la M60 accanto a una presa.

È presente inoltre un sistema di blocco con chiave, utile quando si lascia la bici parcheggiata. La batteria dispone anche di una propria indicazione dello stato di carica, quindi è possibile controllarne rapidamente il livello senza dover accendere la bici.

I 105 km dichiarati vanno interpretati
isinwheel indica un’autonomia che può arrivare fino a 105 km, ma sarebbe sbagliato leggere questo numero come una percorrenza garantita.
Sulle e-bike l’autonomia varia molto più di quanto accada, per esempio, con uno smartphone. Livello di assistenza, peso del ciclista, pendenze, vento, temperatura, pressione delle gomme e tipo di terreno possono cambiare radicalmente il risultato.
Le prove indipendenti confermano infatti una forbice piuttosto ampia. Nell’utilizzo misto vengono riportate percorrenze reali che possono scendere verso 40-70 km, mentre con condizioni favorevoli e una gestione attenta dell’assistenza è possibile andare sensibilmente oltre.
Nella nostra esperienza è adatta all’uso quotidiano
Durante la nostra prova la sensazione è stata positiva. L’autonomia ci è sembrata buona per un utilizzo quotidiano, soprattutto utilizzando l’assistenza con un minimo di criterio.
Non abbiamo avuto la necessità di mantenere continuamente il livello più elevato. Nei tratti pianeggianti è possibile diminuire l’aiuto del motore, riservando maggiore assistenza a partenze, salite e situazioni nelle quali i 34,45 kg iniziano a farsi sentire.
Naturalmente utilizzare sempre i livelli più alti, affrontare molto sterrato oppure percorrere salite frequenti porterà a consumare la batteria più velocemente. La stessa cosa accade aumentando il carico sul portapacchi oppure con un ciclista più pesante.

La ricarica richiede pazienza
Con il caricatore fornito in confezione, da 54,6 V e 2 A, isinwheel indica circa 7-8 ore per completare una ricarica. Non abbiamo quindi alcuna forma di ricarica rapida.
Lasciandola collegata durante la notte, la mattina successiva M60 è nuovamente pronta. Inoltre, proprio grazie alla batteria removibile, non è necessario portare tutta la bici vicino alla presa.

Avremmo comunque apprezzato un caricatore più rapido. Una batteria da 624 Wh abbinata a un alimentatore da 2 A privilegia chiaramente una ricarica lenta e tranquilla rispetto alla velocità.
Meglio pianificare sull’autonomia reale
Dopo averla utilizzata, il nostro consiglio è semplice: non organizzare un percorso facendo affidamento sui 105 km massimi dichiarati.
Meglio osservare per qualche uscita quanto consuma M60 con il proprio peso, i propri percorsi e il livello di assistenza preferito. Dopo poco tempo diventa molto più semplice capire quale autonomia aspettarsi realmente.
Nel complesso, la batteria da 624 Wh ci sembra una buona scelta per il carattere della M60. Garantisce una riserva adeguata agli spostamenti quotidiani e permette anche uscite più lunghe, purché assistenza e percorso vengano gestiti con un minimo di attenzione.
Utilizzo quotidiano: può davvero sostituire auto o scooter?
Con 34,45 kg, M60 non è certamente un fuscello. Spostarla a mano richiede più attenzione rispetto a una normale bicicletta e la differenza diventa ancora più evidente quando bisogna sollevarla, affrontare delle scale oppure muoverla in uno spazio molto stretto.
Le prove indipendenti arrivano alla stessa conclusione. Il peso viene indicato come uno dei principali compromessi della M60 quando bisogna manovrarla da ferma, sistemarla in un deposito oppure caricarla su un portabici.
È una sensazione che abbiamo ritrovato continuamente durante la nostra prova: M60 sembra molto più leggera quando si pedala di quanto suggeriscano i numeri sulla bilancia. Il motore compensa bene la massa e le grandi gomme rendono la bici stabile e rassicurante.
Anche nel traffico urbano questa impostazione ha i suoi vantaggi. La posizione di guida è rilassata, l’assistenza facilita le continue ripartenze e gli pneumatici larghi permettono di affrontare senza troppe preoccupazioni asfalto rovinato, pavé e piccole irregolarità.
Ingombrante, ma non difficile da parcheggiare
Le gomme da 26 × 4 pollici e le dimensioni complessive richiedono più spazio rispetto a una bicicletta tradizionale. In relazione alle sue dimensioni, però, parcheggiare M60 non ci è sembrato particolarmente complicato.
Anche le prove indipendenti evidenziano un’agilità inferiore nelle curve molto strette e nei passaggi angusti. È il prezzo da pagare per quella stabilità che abbiamo invece apprezzato così tanto durante la guida.
Non consideriamo quindi l’ingombro un problema nell’utilizzo normale. Diventa piuttosto un elemento da valutare prima dell’acquisto se si dispone di pochissimo spazio in casa, bisogna utilizzare frequentemente un ascensore oppure si è costretti a portare la bici su delle scale.

Portapacchi e autonomia la rendono utile anche per le commissioni
Il portapacchi posteriore, che ci è sembrato robusto quanto il resto della bici, permette di sfruttarla anche per piccole commissioni oppure per trasportare una borsa senza doverla necessariamente tenere sulle spalle.
Il telaio step-through facilita inoltre le continue salite e discese dalla bici. È un dettaglio particolarmente utile proprio quando ci si ferma spesso, per esempio durante un giro tra negozi o nelle normali commissioni quotidiane.
Il risultato è una M60 che non abbiamo percepito soltanto come una bici da utilizzare nel fine settimana.
Al contrario, la useremmo volentieri anche nella quotidianità.
Nel nostro caso qualche volta lo scooter rimane parcheggiato
Ed è probabilmente questo il complimento migliore che possiamo farle.
Per alcuni tragitti brevi abbiamo iniziato realmente a considerare isinwheel M60 come alternativa allo scooter. Non in teoria e nemmeno perché una e-bike debba necessariamente sostituire qualsiasi altro mezzo.
Semplicemente, ci sono giornate nelle quali il tragitto non richiede altro.
Per una commissione, uno spostamento breve oppure un percorso urbano senza particolari necessità di carico, può capitare di lasciare lo scooter parcheggiato e prendere la M60.

In questi scenari l’e-bike offre costi di utilizzo molto bassi, nessun consumo di carburante e la possibilità di muoversi con maggiore libertà su percorsi compatibili con una bicicletta.
C’è inoltre una componente piacevole che non bisogna sottovalutare: si continua comunque a pedalare. L’assistenza riduce lo sforzo quando serve, ma lo spostamento rimane più attivo rispetto all’utilizzo di uno scooter.
Non significa naturalmente che M60 possa sostituire sempre auto o scooter. Distanza, meteo, necessità di trasporto e tipo di percorso continuano a fare la differenza.
Per gli spostamenti brevi, però, l’alternativa è assolutamente concreta.
Ed è proprio nell’uso quotidiano che iniziamo a capire meglio il progetto. M60 accetta di essere pesante e poco agile quando viene manovrata da ferma, ma restituisce in cambio stabilità, comfort, capacità di carico e una buona versatilità.
Se bisogna portarla ogni giorno al terzo piano senza ascensore, probabilmente non è la bici giusta.
Se invece può rimanere a livello strada, in box o in un deposito facilmente accessibile, quei 34,45 kg diventano molto meno importanti e M60 può trasformarsi in un mezzo economico e pratico per molti degli spostamenti che normalmente affideremmo allo scooter o all’auto.
Velocità e utilizzo su strada: attenzione allo sblocco
Uno degli aspetti più confusi nella comunicazione di isinwheel M60 riguarda velocità e potenza. Sul sito europeo troviamo infatti sia la configurazione standard da 25 km/h sia la possibilità tecnica di modificare i livelli di velocità fino a raggiungere 45 km/h.
Nella configurazione europea standard, M60 utilizza un motore da 250 W nominali, con picco dichiarato fino a 750 W, mentre l’assistenza alla pedalata arriva fino a 25 km/h.
I livelli indicati dal produttore sono 6, 10, 15, 20 e 25 km/h. Raggiunta la velocità prevista, il motore smette di fornire assistenza e naturalmente è ancora possibile procedere più velocemente sfruttando pedalata, inerzia o discesa.
250 W e 25 km/h: cosa prevede la normativa
Il Codice della Strada italiano considera biciclette a pedalata assistita i velocipedi dotati di un motore elettrico ausiliario con potenza nominale continua massima di 0,25 kW, quindi 250 W.
L’assistenza deve inoltre ridursi progressivamente e interrompersi quando si raggiungono 25 km/h, oppure prima se il ciclista smette di pedalare.
È ammessa anche una funzione che muove la bici senza pedalare, purché non permetta di superare 6 km/h. È proprio il principio utilizzato dalla modalità walk assist presente sulla M60.
I 750 W dichiarati come picco non vanno confusi con la potenza nominale continua. È quest’ultima, pari a 250 W sulla versione europea, il dato fondamentale ai fini della classificazione della bici.

Lo sblocco fino a 45 km/h cambia le cose
Il sito isinwheel permette però di impostare livelli differenti dopo lo sblocco, arrivando a indicare velocità fino a 45 km/h.
Una M60 modificata in modo da continuare a fornire assistenza oltre i 25 km/h non rispetta più i requisiti previsti per una normale bicicletta a pedalata assistita utilizzabile su strada come velocipede.
Per questo motivo non consigliamo di utilizzare su strada pubblica la M60 sbloccata a 45 km/h. Eventuali modalità non conformi alla configurazione prevista per la circolazione ordinaria vanno riservate a contesti nei quali il loro utilizzo sia consentito.
Su strada i 25 km/h sono sufficienti?
M60 non nasce come mezzo sportivo. Offre una posizione rilassata, pneumatici enormi, molta stabilità e un’assistenza che permette di raggiungere rapidamente l’andatura prevista senza richiedere uno sforzo elevato.
In città e negli spostamenti quotidiani, 25 km/h assistiti sono già una velocità più che adeguata.
I 750 W di picco rimangono comunque utili. La loro funzione più interessante non è permettere alla M60 di diventare una sorta di piccolo ciclomotore, ma offrire maggiore riserva nelle partenze, nelle riprese e quando arriva una salita.
Conclusioni: la compreremmo, ma sapendo bene cosa offre
Arrivati alla fine della prova, isinwheel M60 ci ha convinti più di quanto ci aspettassimo inizialmente.
Non perché sia una e-bike perfetta e nemmeno perché riesca a nascondere tutti i compromessi necessari per mantenere il prezzo sotto i 900 euro. Ci è piaciuta perché ha un’identità molto chiara e, soprattutto, riesce a fare bene ciò per cui è stata progettata.
Non troviamo app elaborate, sensore di coppia o componentistica da e-bike premium.
Il prezzo cambia parecchio il giudizio
Il prezzo attuale è di 868 euro, ma utilizzando il codice 60M60 sullo store ufficiale si ottengono 60 euro di sconto, portando la cifra a 808 euro.
Un cambio Shimano Tourney è semplice, i freni sono meccanici e la ricarica richiede circa 7-8 ore. Non siamo quindi davanti alla componentistica di una e-bike da diverse migliaia di euro.
La compreremmo? Sì
La risposta, dopo averla utilizzata, è sì.
Nel nostro caso è capitato persino di lasciare lo scooter parcheggiato e scegliere la bici per alcuni piccoli spostamenti. È probabilmente il segnale più concreto di quanto il prodotto sia riuscito a inserirsi naturalmente nella quotidianità.
Per commissioni, percorsi urbani, strade bianche e uscite tranquille può diventare un’alternativa economica e più sostenibile ad altri mezzi, mantenendo inoltre quella componente di attività fisica che una normale esperienza motorizzata non offre.
La consigliamo, ma con alcune riserve
Il primo limite rimane inevitabilmente il peso. 34,45 kg sono tanti e nessun motore può aiutare quando bisogna sollevare la bici per portarla su una scala.
Chi vive al terzo piano senza ascensore, deve caricarla frequentemente in automobile oppure cerca una bici agile da spostare continuamente potrebbe pentirsi rapidamente dell’acquisto.
Anche le dimensioni vanno considerate. Le gomme da 26 × 4 pollici regalano stabilità e comfort su ghiaia e sterrato, ma rendono M60 meno agile di una normale city bike e aumentano l’ingombro.
I freni a disco meccanici ci hanno convinto nella nostra prova per potenza e sicurezza, ma un buon impianto idraulico avrebbe garantito maggiore raffinatezza e modulabilità.
La ricarica di 7-8 ore è un altro compromesso, così come l’assenza di un sensore di coppia, che avrebbe reso l’intervento del motore ancora più naturale.

A chi consigliamo isinwheel M60
La consiglieremmo soprattutto a chi cerca una e-bike comoda, robusta e versatile, da utilizzare tra città, strade rovinate e sterrati semplici.
È particolarmente interessante per chi dispone di un box, un garage oppure uno spazio facilmente accessibile nel quale lasciarla senza doverla sollevare ogni giorno.
La vediamo bene anche per chi vuole iniziare ad avvicinarsi alle e-bike senza investire cifre molto elevate e preferisce stabilità e comfort alla leggerezza o alla sportività.
Al contrario, chi cerca una vera e-MTB, pretende una bici molto leggera oppure vuole componentistica ciclistica di fascia alta dovrebbe guardare altrove.
La compreremmo e la consiglieremmo, ma con alcune riserve.
In cambio si porta a casa una fat e-bike comoda, stabile, ben equipaggiata e piacevole da utilizzare, capace di affrontare senza troppe preoccupazioni anche quei percorsi che normalmente farebbero esitare una tradizionale bici da città.
E soprattutto una bici che, almeno nel nostro caso, è riuscita in qualcosa di molto semplice ma significativo: farci venire voglia di utilizzarla ancora.