Ray-Ban Meta, New York li vieta nei tribunali
I Ray-Ban Meta saranno vietati in tutti i tribunali dello Stato di New York dal 20 luglio 2026. La misura coinvolgerà pubblico, testimoni, avvocati e pubblici ministeri. Anche i modelli con lenti graduate dovranno essere consegnati all’ingresso, per evitare registrazioni nascoste e proteggere giurati e testimoni.
Lo Stato di New York ha deciso di chiudere completamente le porte dei propri tribunali agli occhiali intelligenti. Il divieto scatterà da lunedì 20 luglio 2026.
La misura riguarda soprattutto dispositivi come i Ray-Ban Meta, capaci di registrare foto e video attraverso una fotocamera integrata nella montatura.
Le autorità temono riprese non autorizzate durante udienze, testimonianze e procedimenti delicati. Una registrazione clandestina potrebbe infatti esporre giurati, testimoni e persone coinvolte nel processo.
Il provvedimento non prevede eccezioni legate al ruolo professionale. Anche avvocati e pubblici ministeri dovranno lasciare gli smart glasses ai controlli di sicurezza.
Ray-Ban Meta vietati a pubblico, avvocati e testimoni
Il nuovo regolamento interesserà chiunque entri in un tribunale dello Stato di New York. Il divieto coinvolgerà quindi pubblico, testimoni, legali e rappresentanti dell’accusa.
Non sarà possibile utilizzare nemmeno una montatura intelligente con lenti correttive prescritte da un medico. Chi ne indossa una dovrà portare con sé un paio di occhiali tradizionali.
Ai varchi di sicurezza, gli ufficiali giudiziari ritireranno il dispositivo. Gli occhiali resteranno custoditi fino all’uscita dall’edificio.
La scelta elimina ogni valutazione sulla reale intenzione dell’utente. Non sarà necessario dimostrare che la fotocamera sia accesa oppure che la registrazione sia stata disattivata.
Il semplice possesso del dispositivo all’interno dell’aula sarà sufficiente per applicare il divieto. New York preferisce quindi prevenire il rischio, anziché affidarsi ai controlli durante le udienze.
La legge locale impone già limiti molto severi sulle registrazioni nei tribunali. Lo scopo è proteggere il corretto svolgimento dei processi e l’identità delle persone coinvolte.
Gli smart glasses complicano però i controlli tradizionali. Una fotocamera integrata in una montatura può risultare meno evidente rispetto a uno smartphone tenuto in mano.
Perciò, un ufficiale potrebbe non accorgersi immediatamente che qualcuno sta filmando. Inoltre, anche le persone vicine potrebbero non comprendere di essere riprese.
Il precedente degli avvocati di Mark Zuckerberg
La decisione richiama un episodio avvenuto in California durante un processo sulla dipendenza dai social network.
Lo scorso febbraio, alcuni legali di Mark Zuckerberg erano entrati nell’edificio indossando Ray-Ban Meta. Gli avvocati accompagnavano il fondatore di Meta durante il procedimento.
Il giudice li aveva richiamati duramente. La presenza degli occhiali aveva infatti sollevato dubbi sulla possibile identificazione dei membri della giuria.
Non risulta che i dispositivi stessero registrando. La sola presenza di una fotocamera indossabile aveva però creato un problema di fiducia e sicurezza.
Un giurato potrebbe sentirsi osservato anche senza una registrazione attiva. Inoltre, la possibilità di catturare un volto senza impugnare uno smartphone rende più difficile riconoscere un comportamento sospetto.
In un’aula giudiziaria, simili dubbi diventano particolarmente delicati. L’identità dei giurati può richiedere protezioni specifiche, soprattutto nei procedimenti più esposti.
Anche i testimoni potrebbero sentirsi intimiditi. Sapere che qualcuno indossa occhiali capaci di registrare può condizionare il modo in cui una persona parla o si comporta.
Il provvedimento di New York elimina quindi il problema alla base. Nessuno potrà entrare con dispositivi indossabili dotati di fotocamera.
Ray-Ban Meta e il problema delle registrazioni nascoste
I Ray-Ban Meta permettono di avviare una registrazione tramite un comando presente sull’asta. Il gesto è rapido e può passare inosservato in un ambiente affollato.
Meta ha inserito un piccolo LED bianco per segnalare quando la fotocamera è in uso. La luce dovrebbe informare chi si trova davanti agli occhiali.
Secondo i critici, però, l’indicatore non offre una protezione sufficiente. Le sue dimensioni ridotte possono renderlo poco visibile, soprattutto a distanza o in condizioni di luce intensa.
Inoltre, sono comparse online modifiche pensate per nascondere il LED. Alcuni venditori propongono adesivi, coperture oppure interventi diretti sul circuito luminoso.
Queste alterazioni consentirebbero di registrare senza mostrare l’indicatore previsto dal produttore. Di conseguenza, verrebbe meno la principale segnalazione visiva offerta dal dispositivo.

Meta è intervenuta il 7 luglio aggiornando la propria documentazione e distribuendo un aggiornamento software obbligatorio.
Il sistema ora controlla il funzionamento del LED di registrazione. Se rileva che la luce è coperta, danneggiata o rimossa, la fotocamera viene bloccata automaticamente.
L’azienda ha inoltre iniziato a cercare su Marketplace gli annunci relativi a queste modifiche. Gli account che vendono strumenti per disattivare il LED possono essere rimossi dalla piattaforma.
La risposta prova a rendere più difficile l’uso nascosto della fotocamera. Resta però il problema dei dispositivi modificati prima dell’aggiornamento oppure attraverso interventi non riconosciuti dal software.
I dubbi sulla privacy superano le aule giudiziarie
Il divieto nei tribunali arriva mentre cresce l’attenzione sulla privacy legata agli occhiali intelligenti.
I timori non riguardano soltanto le registrazioni volontarie. Alcune informazioni emerse di recente descrivono test interni dedicati a funzioni di acquisizione più continua.
Tra i progetti citati compare Super Sensing, una tecnologia che Meta starebbe valutando per alimentare la memoria dell’intelligenza artificiale.
Secondo le informazioni disponibili, il sistema potrebbe registrare passivamente una parte maggiore di ciò che circonda l’utente. L’AI utilizzerebbe poi quei dati per ricordare luoghi, oggetti e situazioni.
Non è chiaro se la funzione arriverà in un prodotto commerciale. Inoltre, Meta non ha confermato tempi, modalità operative o garanzie specifiche.
Una registrazione continua solleverebbe comunque domande importanti. Le persone presenti nelle riprese potrebbero non sapere di essere state acquisite da un dispositivo indossabile.
Il blocco deciso da New York mostra quanto sia difficile separare comodità e sicurezza. Gli smart glasses possono risultare utili, ma diventano problematici negli ambienti che richiedono riservatezza assoluta.
Dal 20 luglio 2026, nei tribunali newyorkesi la regola sarà semplice: i Ray-Ban Meta dovranno restare fuori, indipendentemente dal modello o dal tipo di lente.