Sony va avanti per la sua strada: verrà convertita una fabbrica
Sony sembra andare avanti senza ripensamenti sullo stop ai dischi PlayStation per i nuovi giochi dal 2028. La conferma più concreta arriva dall’Austria: lo stabilimento Sony DADC di Thalgau, ancora oggi centrale nella produzione dei supporti fisici, sta già cambiando pelle e passerà progressivamente alle microlenti ottiche.
Lo stabilimento in Austria di Sony cambia direzione
La notizia non arriva da un comunicato generico, ma da un dettaglio industriale molto concreto. Sony DADC, divisione che si occupa della produzione dei dischi, sta riconvertendo lo stabilimento di Thalgau, vicino Salisburgo, verso un nuovo settore produttivo.
Secondo quanto riportato, la fabbrica produce ancora circa 600.000 dischi al giorno. Una quota enorme, soprattutto se pensiamo a quanto il mercato si sia già spostato verso download, store digitali e abbonamenti.
Il dato più importante riguarda PlayStation: oggi rappresenta circa il 50% del volume produttivo dello stabilimento. Di questa parte, circa il 20% riguarda nuovi ordini. Tradotto: dal 2028, con l’uscita progressiva dei nuovi giochi fisici PlayStation, quel volume dovrebbe crollare fino a circa il 10% della produzione attuale.
Sony non sembra voler tornare indietro
Dopo le polemiche nate attorno alla decisione di fermare la produzione fisica dei nuovi giochi PlayStation dal gennaio 2028, molti speravano in un ripensamento. La riconversione dello stabilimento austriaco racconta una storia diversa.
Sony non sta solo annunciando un cambio di direzione: sta già spostando investimenti, personale e linee produttive. Questo rende l’addio ai dischi PlayStation molto più credibile, perché quando una fabbrica viene riconvertita non siamo più davanti a una semplice scelta commerciale reversibile in pochi giorni.
Secondo alcuni report, i giochi PlayStation continueranno a essere prodotti su disco fino a gennaio 2028, ma dopo quella data i nuovi titoli saranno disponibili tramite PlayStation Store e presso i rivenditori in formato digitale. Resta invece meno chiaro l’impatto su Blu-ray, CD e altri supporti legati a musica e video.
Sony punta sulle microlenti ottiche
Al posto dei dischi, lo stabilimento di Thalgau produrrà microlenti ottiche, piccoli elementi usati per controllare e direzionare la luce in spazi molto ridotti.
Sony avrebbe già investito circa 30 milioni di euro nella nuova tecnologia produttiva. La produzione su larga scala potrebbe partire già dal 2027, mentre alcuni dipendenti sono già stati spostati dalla produzione di dischi a una fase di test.
Le microlenti possono essere usate in diversi settori: fotocamere smartphone, visori VR, sistemi automotive e applicazioni ottiche compatte: si cita in un report anche un esempio legato all’auto, come un indicatore di direzione proiettato sull’asfalto. Non è quindi un semplice “rimpiazzo” dei dischi, ma un cambio di business verso componenti più adatti ai prossimi anni.
Nessun licenziamento per i 300 dipendenti
C’è almeno un aspetto positivo nella vicenda: Sony non avrebbe previsto licenziamenti nello stabilimento di Thalgau.
I circa 300 dipendenti saranno riqualificati e spostati sulla nuova produzione. Per una fabbrica legata da decenni ai supporti fisici, è un passaggio importante. Invece di chiudere o tagliare personale, Sony prova a mantenere competenze e struttura industriale, portandole su un settore diverso.
Questo conferma anche quanto il cambiamento fosse già nell’aria da tempo. Si ricorda che lo stabilimento austriaco non è una fabbrica qualsiasi: è la sede centrale della divisione Sony DADC e appare come l’ultimo grande sito di produzione dischi interamente controllato da Sony.
Il problema per i giocatori resta enorme
Dal lato industriale, la scelta è comprensibile. Il mercato va verso il digitale, produrre dischi costa, gestire logistica e distribuzione fisica pesa, e le nuove console stanno già spingendo molto su store online e unità senza lettore.
Per i giocatori, però, il discorso è più duro. Il disco non è solo un supporto: è proprietà, rivendita, prestito, collezione e conservazione. Con il digitale tutto passa da account, store, licenze, server e condizioni decise dalle piattaforme.
Questo è il motivo per cui la reazione della community è stata forte: chi compra fisico non lo fa sempre per nostalgia. Spesso lo fa perché vuole poter rivendere un gioco, comprarlo usato, conservarlo su uno scaffale o semplicemente non dipendere completamente da un negozio digitale.
Il digitale avanza, ma non tutti sono pronti
Sony giustifica il passaggio con il cambiamento delle abitudini dei consumatori. Secondo le stime citate da alcuni report, i dischi fisici rappresenterebbero ormai circa il 20% delle vendite totali di giochi. Non sono più il centro del mercato, ma non sono neanche una nicchia irrilevante.
Ed è qui che nasce il problema: una quota del 20% significa milioni di utenti, collezionisti e giocatori che ancora comprano fisico. Tagliare questa strada sui nuovi giochi PlayStation dal 2028 significa cambiare il rapporto tra utente e piattaforma.
Inoltre, il passaggio arriva mentre anche Microsoft viene indicata sempre più vicina a una Xbox senza lettore disco nella prossima generazione. Se entrambe le grandi console domestiche dovessero spostarsi sul digitale, il mercato fisico dei videogiochi rischierebbe di perdere il suo ultimo grande spazio mainstream.
Una scelta ormai quasi scritta
La riconversione dello stabilimento Sony DADC di Thalgau è il segnale più concreto visto finora. Non è solo una notizia di fabbrica: è la prova pratica che Sony sta preparando il dopo-disco.
Per PlayStation il vantaggio è evidente: controllo maggiore sulla distribuzione, margini più puliti sul digitale, meno costi fisici e una piattaforma più legata al PlayStation Store. Per gli utenti, invece, il prezzo da pagare è la perdita progressiva di libertà su acquisto, rivendita e conservazione.
A questo punto il tema non è più chiedersi se il digitale crescerà, sta già succedendo. La vera domanda è un’altra: Sony offrirà strumenti seri per proteggere le librerie degli utenti e rendere il passaggio meno traumatico?
Perché il mercato può anche cambiare, ma una parte dei giocatori non vuole sentirsi dire che il futuro è solo noleggio mascherato da acquisto. E su questo, nei prossimi mesi, PlayStation dovrà essere molto più chiara.