Modern Warfare 4 alza la sicurezza su PC
Activision alza ulteriormente il livello della sicurezza su PC di Modern Warfare 4. Per accedere alle modalità online della beta saranno necessari TPM 2.0 e Secure Boot. Chi non rispetterà i requisiti non verrà semplicemente limitato nel matchmaking: non potrà giocare online.
La lotta contro i cheater continua a cambiare il modo di giocare su PC. Con Call of Duty: Modern Warfare 4, Activision ha deciso di rendere ancora più rigidi alcuni requisiti legati alla sicurezza del sistema.
Il team RICOCHET Anti-Cheat ha pubblicato una guida dettagliata dedicata a TPM 2.0 e Secure Boot. Sono due tecnologie ormai presenti su molti PC recenti, ma la loro attivazione può richiedere un passaggio nel BIOS o nell’UEFI.
La novità più importante riguarda però le conseguenze per chi non le utilizza.
Con la beta di Modern Warfare 4, TPM 2.0 e Secure Boot diventano necessari per accedere alle modalità online su PC. Activision non si limiterà quindi a escludere alcune playlist oppure a modificare il matchmaking.
Modern Warfare 4: TPM 2.0 e Secure Boot obbligatori
TPM 2.0 e Secure Boot non sono una novità assoluta per Call of Duty.
Activision li utilizza già come parte delle proprie misure di sicurezza e del sistema RICOCHET Anti-Cheat.
Con Modern Warfare 4 cambia però il livello di applicazione dei requisiti.
In precedenza, chi non disponeva di una configurazione conforme poteva essere escluso da determinate modalità, tra cui il Ranked Play. Esisteva inoltre la possibilità di essere inseriti in pool di matchmaking separati insieme ad altri giocatori con requisiti non soddisfatti.
Con la beta di Modern Warfare 4 la situazione diventa molto più semplice, ma anche più severa.
Un PC che non supera i controlli non potrà accedere alle modalità online.
Per chi intende provare il multiplayer diventa quindi importante controllare la configurazione del proprio sistema prima di avviare il gioco.
Activision pubblica una guida completa per il BIOS
Configurare TPM 2.0 e Secure Boot non è sempre immediato.
Le opzioni possono cambiare nome e posizione in base al produttore della scheda madre, al processore utilizzato e alla versione del BIOS.
Per questo Activision ha pubblicato una guida dedicata all’intera procedura.
Il materiale comprende indicazioni per sistemi AMD e Intel, con spiegazioni pensate per accompagnare gli utenti all’interno delle impostazioni UEFI e BIOS.
Anche un video spiega tutti i passaggi
Il team RICOCHET ha preparato anche un tutorial video completo.
È una scelta utile soprattutto per chi non è abituato a modificare le impostazioni del BIOS. Attivare un’opzione di sicurezza è molto diverso dal cambiare una normale impostazione dentro Windows.
La guida cerca inoltre di chiarire le differenti denominazioni utilizzate dai produttori.
TPM, per esempio, può comparire nel BIOS con nomi differenti in base alla piattaforma utilizzata.
Activision vuole quindi evitare che la maggiore sicurezza diventi una barriera inutile per giocatori che possiedono già hardware compatibile, ma che semplicemente non hanno ancora attivato le funzioni richieste.
C’è anche un programma che controlla il PC
Per semplificare ulteriormente la verifica, Activision mette a disposizione il Call of Duty Secure Attestation Wizard.
Si tratta di un’applicazione per PC che controlla se il sistema soddisfa i requisiti di sicurezza richiesti da Call of Duty.
Il programma è stato aggiornato in vista di Modern Warfare 4 e permette di individuare eventuali problemi prima di entrare nel gioco.
È probabilmente il metodo più semplice per chi non sa se TPM 2.0 e Secure Boot siano già correttamente configurati.
Prima di entrare nel BIOS e iniziare a modificare impostazioni, è quindi possibile verificare lo stato del sistema.
Se tutto risulta conforme, non sarà necessario fare altro.
Perché Modern Warfare 4 richiede Secure Boot
Secure Boot opera durante il processo di avvio del computer.
La tecnologia permette al sistema di verificare che durante il boot venga caricato soltanto software considerato attendibile. È particolarmente importante nella lotta contro alcuni cheat che cercano di inserirsi a un livello molto basso del sistema.
RICOCHET può quindi partire da un ambiente maggiormente controllato.
Il vantaggio è evidente: invece di cercare un cheat soltanto quando il gioco è già in esecuzione, alcune minacce possono essere contrastate prima ancora che riescano a entrare in funzione.
Secure Boot rappresenta quindi una parte della strategia anti-cheat e non sostituisce le altre tecnologie utilizzate da Activision.
A cosa serve TPM 2.0 in Call of Duty
Il Trusted Platform Module 2.0, più conosciuto come TPM 2.0, aggiunge un ulteriore livello di controllo basato sull’hardware.
La tecnologia permette di verificare l’integrità del sistema e aiuta a individuare eventuali alterazioni del processo di avvio.
TPM 2.0 e Secure Boot lavorano quindi insieme.
Il primo fornisce una base hardware per le verifiche di sicurezza, mentre il secondo controlla che durante l’avvio venga eseguito software attendibile.
Activision utilizza queste informazioni insieme a RICOCHET Anti-Cheat per rendere più difficile l’utilizzo di sistemi progettati per aggirare i controlli tradizionali.
Non è soltanto Call of Duty a seguire questa strada
L’utilizzo di funzioni di sicurezza a basso livello sta diventando sempre più comune nei giochi multiplayer competitivi su PC.
Titoli come Valorant hanno già adottato misure simili, mentre anche Battlefield ha progressivamente rafforzato i propri requisiti.
Il motivo è sempre lo stesso.
Gli sviluppatori di cheat cercano continuamente nuovi metodi per nascondere i propri strumenti ai sistemi anti-cheat. Di conseguenza, anche le tecnologie utilizzate dagli sviluppatori devono spostarsi sempre più vicino alle fondamenta del sistema operativo.
È una continua rincorsa tra chi crea le protezioni e chi prova ad aggirarle.
Il prezzo da pagare è una maggiore complessità per alcuni giocatori.
Modern Warfare 4 rende la linea molto più netta
Per Activision la priorità sembra ormai chiara.
Con Modern Warfare 4 non basta più accettare una modalità limitata oppure un matchmaking separato.
Se il PC non soddisfa i requisiti di sicurezza, le modalità online non saranno accessibili.
Per molti giocatori con computer recenti non cambierà praticamente nulla, perché TPM 2.0 e Secure Boot potrebbero essere già disponibili e attivi.
Per altri sarà invece necessario entrare nel BIOS e modificare la configurazione.
Proprio per questo Activision ha preparato guide, video e uno strumento dedicato alla verifica.
La battaglia contro i cheater sta quindi portando Call of Duty verso controlli sempre più profondi sul PC. Con Modern Warfare 4, TPM 2.0 e Secure Boot non sono più soltanto una raccomandazione: diventano il biglietto d’ingresso per il multiplayer.