Dazio europeo da 3 euro sui mini pacchi extra UE: tassa italiana rinviata a ottobre

Il dazio europeo da 3 euro sui mini pacchi extra UE è attivo dal 1° luglio. La tassa italiana da 2 euro sulle spedizioni sotto i 150 euro non parte subito, perché il governo l’ha rinviata a ottobre. La misura europea riguarda il boom degli acquisti da piattaforme come Temu, Shein e AliExpress. Per consumatori e logistica resta aperto il nodo della possibile doppia imposizione nei prossimi mesi.

Il dazio europeo da 3 euro sui mini pacchi extra UE è operativo da oggi, 1° luglio. La tassa italiana da 2 euro, prevista sulle spedizioni di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi fuori dall’Unione Europea, non scatta invece subito. Il governo ha scelto di rinviarla, evitando per ora la sovrapposizione tra i due prelievi.

Dazio europeo sui mini pacchi: cosa cambia dal 1° luglio

Da oggi entra in vigore il nuovo dazio europeo da 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi esterni all’Unione Europea. La misura nasce per intervenire sul forte aumento degli acquisti online legati a piattaforme come Temu, Shein e AliExpress.

Il prelievo comunitario resterà attivo fino al 1° luglio 2028. A quella data dovrebbe partire il nuovo sistema doganale europeo dedicato all’e-commerce. Quindi il dazio attuale viene introdotto come misura transitoria, in attesa di una gestione più strutturata delle spedizioni online extra UE.

Per chi compra online, il cambiamento può non essere visibile subito in modo netto. Da oggi, infatti, entra in funzione solo la misura europea. La tassa italiana, almeno per il momento, resta congelata.

La distinzione è importante. Il dazio europeo riguarda un intervento a livello comunitario. Il contributo italiano, invece, avrebbe aggiunto altri 2 euro sulle spedizioni sotto i 150 euro. Se fossero partiti insieme, molti acquisti avrebbero potuto subire un doppio prelievo.

La tassa italiana da 2 euro slitta a ottobre

Il contributo nazionale era stato inserito nella legge di bilancio ed era già stato rinviato nei mesi scorsi. Ora viene spostato a inizio ottobre. Il governo avrà quindi tre mesi per decidere se confermarlo, modificarlo o eliminarlo.

La decisione arriva dopo le pressioni del settore logistico. Confetra aveva chiesto la cancellazione della tassa italiana, sostenendo che la misura stava già spostando una parte dei traffici verso altri Paesi europei.

Il motivo è pratico. Gli operatori possono far arrivare le merci in un altro Stato dell’Unione Europea e poi trasferirle su strada verso l’Italia. In questo modo sfruttano le regole del mercato unico ed evitano il contributo nazionale.

Per le aziende italiane della logistica, uno scenario simile avrebbe conseguenze concrete. Meno pacchi in ingresso diretto in Italia significano meno attività doganali, meno lavoro operativo e ricavi inferiori. Inoltre, secondo le stime di Confetra, anche l’Erario potrebbe perdere entrate.

La confederazione indica un saldo negativo di 25,5 milioni di euro nel periodo luglio-novembre, rispetto allo scenario in cui la tassa nazionale venisse cancellata. È una stima che fotografa il rischio economico collegato allo spostamento dei flussi logistici.

E-commerce extra UE, logistica e rischio doppia imposizione

Il tema non riguarda solo il prezzo finale pagato dall’utente. Dietro i mini pacchi extra UE c’è una questione più ampia, legata alla gestione doganale dell’e-commerce e alla concorrenza tra Paesi europei.

Nel 2025, secondo la Commissione, le importazioni collegate all’e-commerce hanno raggiunto quasi 5,9 miliardi di articoli. Numeri di questa dimensione spiegano perché l’Unione Europea sia intervenuta con un prelievo dedicato.

Resta però il problema della tassa italiana. Le regole doganali rientrano nelle competenze dell’Unione Europea, non dei singoli Stati membri. Per questo il contributo nazionale era stato contestato fin dall’inizio. Ora che il dazio comunitario è attivo, la misura italiana rischierebbe di affiancarsi a un intervento pensato per lo stesso fenomeno.

Di conseguenza, dal 1° ottobre potrebbe tornare il rischio di una doppia imposizione sugli stessi acquisti. Se il contributo italiano entrerà in vigore senza modifiche, i mini pacchi extra UE potrebbero subire sia il prelievo europeo sia quello nazionale.

Se invece il governo sceglierà di cancellarlo, serviranno nuove coperture per sostituire le entrate già previste dalla legge di bilancio. Anche questa parte resta aperta e potrebbe diventare centrale nelle prossime settimane.

Cosa deve sapere chi compra da Temu, Shein e AliExpress

Per il consumatore, la novità immediata è il dazio europeo da 3 euro sui mini pacchi extra UE. La tassa italiana da 2 euro non si applica subito e viene rinviata a ottobre.

Nel breve periodo, quindi, chi acquista da piattaforme fuori dall’Unione Europea dovrà considerare solo la misura comunitaria. Nei prossimi mesi, però, il governo dovrà decidere cosa fare con il contributo nazionale.

La partita resta delicata. Da una parte c’è la volontà di gestire il boom delle importazioni e-commerce. Dall’altra c’è il rischio di penalizzare la logistica italiana, spingendo i pacchi verso altri Paesi UE prima dell’arrivo sul mercato nazionale. Per ora il rinvio evita la doppia imposizione, ma il tema tornerà con forza prima di ottobre.

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