ASUS ProArt e Adobe: tutto quello visto al NAB 2026

ASUS ProArt e Adobe: tutto quello visto al NAB 2026

ASUS ProArt è arrivato al NAB Show 2026 con un messaggio preciso. Mettere insieme monitor certificati per Adobe Premiere Pro, portatili per creator, PC con accelerazione AI, workstation e infrastruttura per studi e produzioni più complesse. Il risultato è una proposta ampia, che parte dal creator singolo. E sale fino agli ambienti professionali dove post-produzione, rendering e gestione dei dati devono convivere senza colli di bottiglia.

La novità più forte riguarda la collaborazione con Adobe: i monitor ProArt sono stati ufficialmente validati per l’editing HDR in Premiere, un passaggio importante per chi lavora con flussi colore delicati e ha bisogno di coerenza tra preview, montaggio e output finale. In fiera vengono mostrati in particolare ProArt Display PA279CRV e ProArt Display OLED PA27UCDMR, entrambi pensati per workflow HDR con grande attenzione alla precisione cromatica. ASUS ha legato inoltre questa partnership anche a una promozione dedicata, con tre mesi di prova di Adobe Creative Cloud su alcuni prodotti selezionati della gamma ProArt.

ASUS ProArt alza il livello dei monitor

ASUS ProArt e Adobe: tutto quello visto al NAB 2026
ASUS ProArt e Adobe: tutto quello visto al NAB 2026

Dentro lo stand c’è spazio anche per una gamma display molto più larga. Oltre ai modelli certificati per Premiere, ASUS ha portato al NAB il nuovo ProArt Display OLED PA27USD con refresh rate fino a 240 Hz e connettività 12G-SDI, il PA32USD con doppia porta 12G-SDI, e il PA279CDV, un monitor 4K QD-OLED con luminosità fino a 1000 nit e refresh rate a 120 Hz. È una linea che prova a coprire esigenze molto diverse: dal color grading alla produzione video, fino alle situazioni in cui servono connessioni professionali e maggiore flessibilità sul set o in studio.

ASUS ProArt e Adobe: tutto quello visto al NAB 2026
ASUS ProArt e Adobe: tutto quello visto al NAB 2026

C’è poi una parte più scenografica ma interessante anche sul piano tecnico: la serie ProArt Cinema, con il PQ099 FHD da 81 pollici e il PQ07U 4K HDR da 135 pollici. Sono soluzioni pensate per visualizzazione su larga scala e valutazione delle immagini in contesti più strutturati, dove luminosità, contrasto e impatto visivo contano più del classico monitor da scrivania. Sempre in quest’area rientra anche la collaborazione con Panaro, che ha portato alla PA27USD Rugged Case Edition, una versione con custodia rinforzata realizzata in Italia e studiata per chi deve trasportare il display in ambienti di lavoro dinamici.

ASUS ProArt spinge sui workflow AI

L’altro asse del progetto è quello dei flussi di lavoro basati sull’intelligenza artificiale. ASUS ha mostrato come il percorso creativo possa partire dalla selezione dei clip, passare dall’editing e arrivare alla generazione assistita, tutto dentro un ecosistema coordinato. In questo schema trovano posto i PC Powered by ASUS con GPU ProArt GeForce RTX 5090, pensati per pipeline AI in ambiente ComfyUI, iterazioni guidate dalla voce e visualizzazione in tempo reale con accelerazione NVIDIA. L’idea è chiara: ridurre i passaggi e mantenere velocità, controllo e fedeltà del colore lungo tutta la produzione.

ASUS ProArt e Adobe: tutto quello visto al NAB 2026
ASUS ProArt e Adobe: tutto quello visto al NAB 2026

In questo contesto ASUS ha presentato anche tre sistemi custom “Powered by ASUS” costruiti da ProArt, Puget e Falcon Northwest, tutti basati su scheda madre ProArt Z890-Creator WiFi e schede grafiche ProArt GeForce RTX 5090, 5080 e 5070 Ti. Le demo sono orientate a tre scenari distinti, tra interior design, avatar digitali interattivi e visualizzazione AI in tempo reale. A questo si aggiunge la nuova ProArt B850-Creator WiFi Neo, scheda madre pensata per creator che vogliono memoria DDR5, PCIe e connettività moderna con doppia Ethernet 5G e WiFi 7.

Laptop ProArt, GoPro e creator mobili

ASUS ProArt e Adobe: tutto quello visto al NAB 2026
ASUS ProArt e Adobe: tutto quello visto al NAB 2026

ASUS ha sfruttato il NAB anche per allargare il discorso ai creator che lavorano in mobilità. La linea ProArt GoPro Edition nasce per chi gira contenuti d’azione, video in 8K o clip 360°. E abbina hardware ad alte prestazioni a un’impostazione più vicina al mondo GoPro anche nel design e negli accessori. Il pacchetto comprende una custodia dedicata, una confezione da collezione con inserti personalizzabili. E l’integrazione con ASUS StoryCube, indicata come prima app a supportare il riconoscimento AI dei contenuti a 360° per ordinare le scene prima del montaggio.

Accanto a questo, ASUS ha messo in vetrina anche ProArt P16, con processore AMD Ryzen AI e GPU NVIDIA GeForce RTX 5090, oltre a display OLED ASUS Lumina Pro con luminosità fino a 1600 nit. ProArt PX13 e la stessa versione GoPro Edition arrivano invece fino a processori AMD Ryzen AI Max+ e 128 GB di memoria unificata, mentre il futuro ProArt PZ14 punta su Snapdragon X2 Elite AI, fino a 80 TOPS e supporto a ASUS Pen 3.0. È un portafoglio che prova a coprire sia il montaggio mobile avanzato sia le attività creative supportate dall’AI direttamente in locale.

Monitor Adobe Premiere e incontri per i professionisti

L’accordo tra ASUS e Adobe non si ferma ai prodotti in esposizione. Durante il NAB, Adobe ha messo in evidenza la nuova Adobe Premiere Color Mode nel proprio spazio dedicato. Con sessioni pratiche in cui i partecipanti possono vedere il comportamento dei monitor ProArt in ambiente HDR. Allo stesso tempo, i display ASUS vengono mostrati anche in altri momenti della manifestazione. E in appuntamenti successivi, con presenza prevista pure in eventi come Adobe MAX e IBC. In parallelo, durante la Post Production World Conference, vengono portati in evidenza anche modelli come PA27JCV 5K, PA32QCV 6K e PA32UCDMR-K, con attenzione particolare alla coerenza colore anche in ambito Mac grazie a modalità dedicate come M Model-P3.

Sul fronte formazione e approfondimento, ASUS ha portato avanti anche i ProArt Masters Talks, con interventi di figure provenienti da Adobe, GoPro, NVIDIA, ASUS Design Center. E con la presenza di Vincent Teoh di HDTVTest. Tra i temi annunciati ci sono l’adattamento dell’HDR su schermi molto diversi tra loro, i flussi di lavoro video in Premiere, la calibrazione e gli strumenti AI per i creator. Per chi segue questo segmento, è un segnale chiaro del posizionamento di ProArt. Non solo hardware, ma anche ecosistema, formazione e dialogo diretto con chi lavora davvero sulle immagini.

Workstation, server e storage per produzioni più grandi

Per la parte finale della proposta ASUS guarda invece agli studi e alle produzioni che devono salire di scala. Qui entrano in gioco le workstation ExpertCenter Pro ET500I W8-D ed ET700I W7, pensate per editing video 8K, rendering in tempo reale e produzione virtuale. Il modello ET700I W7 si basa su processori Intel Xeon W-3400 e W-2400, chipset Intel W790, memoria DDR5 ECC. E supporto fino a due GPU NVIDIA RTX, con un’impostazione che punta a stabilità e carichi professionali continui.

ASUS ProArt e Adobe: tutto quello visto al NAB 2026
ASUS ProArt e Adobe: tutto quello visto al NAB 2026

Per l’infrastruttura pura, ASUS ha portato poi il server ESC8000-E12P con supporto fino a 8 GPU, processori Intel Xeon 6. E compatibilità con soluzioni come NVIDIA RTX PRO 6000 Blackwell Server Edition, RTX PRO 4500 Blackwell Server Edition e NVIDIA H200 NVL. Al suo fianco c’è la piattaforma storage VS320D-RS12U, con design a doppio controller attivo-attivo e scalabilità fino a 10 PB. In pratica, ASUS sta cercando di presentarsi non solo come fornitore di monitor o notebook per creator. Ma come interlocutore capace di coprire anche l’ultimo tratto, quello dove servono server, GPU, storage e continuità operativa.

Nel complesso, la presenza di ASUS ProArt al NAB Show 2026 è costruita bene perché unisce due piani che oggi vanno insieme. Da una parte la precisione del colore e il dialogo stretto con Adobe Premiere. Dall’altra l’accelerazione AI applicata a notebook, desktop e infrastruttura. Per creator, editor e studi professionali, il senso della proposta sta proprio qui. Avere una filiera più coerente, dal girato alla post-produzione, fino alla gestione dei progetti più pesanti.

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