Pixel 10: come liberare tutta la RAM disattivando l’AI Core
Chi sceglie il nuovo Pixel 10 sa di non avere a disposizione la stessa scheda tecnica dei modelli Pro e Pro XL. Una delle differenze principali riguarda la RAM: sul modello base è pari a 12 GB, contro i 16 GB delle varianti superiori.
Quello che molti non sanno è che non tutta questa memoria è realmente disponibile. Google ha infatti deciso di destinare 3,5 GB alla Tensor TPU, il chip che gestisce le funzioni di intelligenza artificiale on-device.
Perché Google riserva RAM all’AI
La Tensor TPU è l’unità di calcolo dedicata all’IA integrata nei Pixel. Serve per rendere più rapidi i processi legati alle foto, alle traduzioni in tempo reale e a tutte quelle funzioni “smart” che hanno reso famosa la gamma.
Il problema? Quella porzione di memoria è “bloccata” e non può essere usata dal sistema per le app tradizionali. Questo significa che, su 12 GB, l’utente ne ha effettivamente meno di 9 a disposizione.
Come recuperare la RAM occupata
C’è però un modo per riappropriarsi di quei 3,5 GB di RAM. Si tratta di un piccolo trucco nelle impostazioni:
- Aprire Impostazioni.
- Toccare App e poi Tutte le app.
- Premere i tre puntini in alto a destra e scegliere Mostra sistema.
- Cercare AI Core.
- Disattivare il servizio.
Con questa modifica, il sistema operativo può usare tutti i 12 GB di RAM.
Il compromesso: più memoria, meno AI
Naturalmente non è un’operazione “gratis”. Disattivando l’AI Core, le funzioni che sfruttano la Tensor TPU diventano più lente o limitate. Ad esempio, strumenti come la Gomma Magica per le foto o le traduzioni istantanee potrebbero impiegare più tempo.
La buona notizia è che la scelta è reversibile. Basta ripetere lo stesso procedimento e riattivare l’AI Core per tornare alle impostazioni originali.
Per molti utenti che usano il telefono soprattutto per multitasking, giochi o app pesanti, sacrificare un po’ di velocità nelle funzioni AI può essere un compromesso accettabile.
Un Pixel 10 più flessibile
Questa opzione nascosta rende il Pixel 10 più flessibile. L’utente può decidere se privilegiare la potenza “bruta”, con tutta la RAM a disposizione, oppure mantenere l’esperienza AI al massimo delle prestazioni.
In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è sempre più centrale, è interessante vedere come Google lasci comunque spazio a chi vuole gestire le risorse a modo proprio.