Galaxy Z Flip7 vs Razr 60 Ultra: il re del design sfida il campione del software
Due approcci diversi al concetto di flip phone
Nel 2025 i pieghevoli sono finalmente maturi. Compatti, potenti, più sottili e con schermi esterni realmente usabili. Due su tutti: Samsung Galaxy Z Flip7 e Motorola Razr 60 Ultra, due filosofie distinte. Uno punta sulla continuità software, l’altro sull’estetica raffinata e sull’ergonomia.
Flip7 è la naturale evoluzione di una serie che ormai ha preso ritmo. Razr 60 Ultra invece vuole far colpo con materiali inediti, personalizzazione e uno stile che non passa inosservato. In Italia costano entrambi attorno ai 1.299 euro, ma è il modo in cui li userete che farà la differenza.

Razr 60 Ultra: costruzione da top, con gusto
Quando lo tieni in mano, Razr 60 Ultra ti fa dire: “ecco come dev’essere un pieghevole”. È sottile, leggero, ma soprattutto raffinato. L’edizione con cover in legno o quella in Alcantara sono qualcosa che non si era mai visto. La cerniera si sente solida e il movimento di apertura è fluido ma fermo.
Il display esterno è un pOLED da 4 pollici con refresh rate a 165 Hz, quindi scorrere tra le app è un piacere. Ma è soprattutto l’integrazione estetica a fare la differenza: chiuso sembra un gioiello tech. E a schermo spento… lo guardano tutti.
Pro:
- Design ricercato, materiali unici
- Schermo esterno grande, utile e fluido
- Sottile e comodo in tasca
Contro:
- Meno resistente a graffi e cadute
- IP48, non totalmente impermeabile
- Un po’ più largo da chiuso
Galaxy Z Flip7: più solido, meno d’impatto
Samsung fa le cose in stile “business as usual”: nessun colpo di scena, ma tanta affidabilità. Z Flip7 migliora ancora nel peso, nella cerniera e nella robustezza generale. La cornice in Armor Aluminum protegge bene, e l’IPX8 lo rende più sicuro contro i liquidi.
Lo schermo esterno è da 4,1 pollici, ma meno “espanso” rispetto a quello di Motorola. È più utile con FlexWindow, ma meno personalizzabile. Di fatto è pensato per fare meno ma bene.
Pro:
- Costruzione molto solida
- IPX8 per l’acqua
- Design tecnico e discreto
Contro:
- Meno originale
- Schermo esterno più piccolo
- Design più industriale

Prestazioni e fluidità
Razr 60 Ultra monta lo Snapdragon 8 Gen 3 Elite Edition con fino a 16 GB di RAM e 1 TB di memoria. Una vera bestia che non si scompone nemmeno sotto stress. Lo schermo interno è un pOLED da 6,9 pollici a 165 Hz, ultra fluido.
Z Flip7 usa il nuovo Exynos 2500 a 3 nm: più efficiente del passato, con 12 GB di RAM e fino a 512 GB di memoria. Lo schermo pieghevole è un AMOLED da 6,9 pollici a 120 Hz, quindi meno fluido sulla carta ma ottimo nei fatti.
Razr è più scattante, soprattutto nei giochi. Ma Flip7 è più stabile e coerente nell’esperienza quotidiana.
Fotocamera e multimedia
Qui si gioca in casa Samsung. Flip7 ha due sensori da 50 e 12 MP, lavora bene con l’AI e il suo ISP è il migliore tra i due. Le foto in notturna e i video sono più affidabili. Lato audio, ha un suono stereo più definito.
Razr 60 Ultra risponde con due moduli da 50 MP, uno standard e uno ultrawide. Le foto sono ottime con buona luce, ma in notturna cala. In compenso il sensore selfie da 50 MP è una bomba, anche per vlog e videochiamate.
Batteria e autonomia
Razr vince facile. Ha 4.700 mAh, contro i 4.300 mAh del Flip7. Ma soprattutto supporta la ricarica a 68 W, che in 40 minuti porta al 100%. Samsung si ferma a 25 W cablata e 15 W wireless. Un divario che si sente.
Nel nostro test stress 7:00–21:00:
- Razr 60 Ultra arriva con il 22% residuo
- Z Flip7 chiude con un 12%

Software e aggiornamenti: dominio Samsung
Qui non c’è partita. Samsung offre 7 anni di aggiornamenti su Flip7, con Android 16 e One UI 8. L’integrazione con Galaxy AI, DeX, Link a Windows, e persino Gemini Live lo rende un ecosistema completo.
Motorola monta Android 15, è quasi stock ma non riceverà più di 3 major update. Moto AI è utile (Catch Me Up è intelligente), ma meno evoluto. A lungo andare, Flip7 sarà molto più longevo e sempre aggiornato.
Esperienza d’uso: estetica o sostanza?
La verità è che Flip7 e Razr 60 Ultra non parlano la stessa lingua. Nonostante condividano la stessa idea di pieghevole compatto, ognuno lo interpreta a modo suo. Ed è proprio nell’uso quotidiano che emergono le differenze più nette, quelle che non leggi nella scheda tecnica ma senti a pelle.
Razr 60 Ultra punta tutto sul piacere sensoriale. Il touch morbido dell’Alcantara, la consistenza del legno naturale, il click secco della cerniera quando si chiude. È uno smartphone che vuole piacere e farsi notare, che trasforma un gesto banale come aprire il telefono in qualcosa di fisico, quasi analogico. Il display esterno da 4 pollici è grande, fluido, pienamente funzionale: ci rispondi ai messaggi, scatti foto, navighi. Non è un gadget, è un mini-telefono nel telefono. L’interfaccia è semplice, con qualche limite qua e là, ma per chi ama l’estetica e l’immediatezza, è un’esperienza centrata.
Galaxy Z Flip7 è l’opposto: poco scenografico, molto concreto. Il design è più tecnico, meno vezzoso. Ma poi lo apri, ed entra in gioco la vera arma di Samsung: il software. Con One UI 8, Galaxy AI, e tutti i servizi connessi, ti sembra di avere un mini PC in tasca. Il Flex Mode ti fa girare video da fermo, Gemini ti trascrive una call, DeX ti trasforma il telefono in desktop. E tutto questo con 7 anni di aggiornamenti garantiti. L’estetica non è il focus, ma ogni funzione è stabile, utile, integrata con il resto dell’ecosistema.
Il punto è questo:
– Razr 60 Ultra è per chi vuole un oggetto bello da usare e da mostrare, che comunica personalità.
– Galaxy Z Flip7 è per chi usa davvero lo smartphone come uno strumento, che cerca continuità, supporto e funzioni avanzate.
Li metti affiancati sul tavolo e sembra che parlino due linguaggi diversi. Ma alla fine, entrambi sanno come farsi amare, basta capire qual è il tuo.