Google Gemini arriva sui Galaxy Watch: ora anche i modelli più vecchi
L’espansione di Google Gemini su Wear OS prende forma
Google Gemini ha debuttato ufficialmente sulla nuova serie Samsung Galaxy Watch8, ma la vera notizia è l’estensione dell’assistente AI anche ai modelli precedenti. Come promesso all’inizio del 2025, Google ha iniziato il rollout di Gemini AI su altri smartwatch Samsung che eseguono Wear OS 4 o versioni più recenti.
La diffusione dell’assistente potenziato dall’intelligenza artificiale rappresenta una delle novità software più attese per il mondo dei wearable. Con Gemini, Google intende sostituire gradualmente il vecchio Google Assistant, offrendo risposte più contestuali e funzioni conversazionali avanzate.
L’unico requisito tecnico per l’installazione di Gemini AI è la presenza della nuova interfaccia One UI 8 Watch. Questo dettaglio rende disponibile la funzione solo su alcuni Galaxy Watch aggiornati, ma l’elenco è destinato ad allungarsi presto.
Quali Galaxy Watch ricevono Google Gemini?
Attualmente, Google Gemini è già scaricabile dal Play Store anche sui modelli precedenti della serie Galaxy Watch, ma non è ancora attivo su tutti. L’app, infatti, si installa, ma non sostituisce immediatamente Google Assistant se lo smartwatch non è aggiornato alla One UI 8 Watch.
Secondo le segnalazioni di SamMobile, i primi dispositivi interessati sono:
- Samsung Galaxy Watch5
- Samsung Galaxy Watch5 Pro
Entrambi hanno ricevuto la beta di One UI 8 Watch, che include le nuove API necessarie per far funzionare Gemini AI come assistente principale. L’espansione è in corso anche per i dispositivi Galaxy Watch6 e Galaxy Watch7, che dovrebbero ricevere l’aggiornamento in tempi brevi.
Nel frattempo, gli utenti possono comunque installare manualmente l’app Gemini tramite Play Store, anche se non sarà ancora attiva senza la UI aggiornata.
Le differenze tra Gemini e Google Assistant
Google Gemini rappresenta un salto generazionale rispetto al classico Google Assistant. È progettato per gestire interazioni più complesse, offrire risposte contestuali, e supportare comandi multistep. Inoltre, Gemini può comprendere meglio il contesto dell’utente e apprendere nel tempo, rendendolo uno strumento utile anche sugli smartwatch.
Una delle differenze più evidenti sta nell’interfaccia: Gemini AI utilizza schede grafiche più ricche, suggerimenti dinamici e, nel caso dei telefoni, anche supporto per immagini e documenti. Sui wearable, queste funzioni sono adattate al piccolo display, ma il vantaggio in termini di reattività e flessibilità conversazionale è evidente.
Va sottolineato che, almeno per ora, Gemini non disattiva automaticamente Assistant. Su alcuni dispositivi potrebbero convivere temporaneamente entrambi gli assistenti, fino a quando Google completerà la transizione definitiva. È probabile che nelle prossime versioni del sistema, Gemini diventerà l’assistente predefinito, eliminando ogni ambiguità.
Una mossa strategica per Samsung e Google
Il debutto di Google Gemini anche sui modelli meno recenti dei Galaxy Watch rafforza la partnership tra Samsung e Google in ambito Wear OS. Dopo anni di software ibrido, Samsung ha ormai abbracciato completamente l’ecosistema Google, contribuendo a rilanciare il sistema operativo per smartwatch.
L’adozione di Gemini AI segna un ulteriore passo in questa direzione. Portare le funzioni AI anche su dispositivi di qualche anno fa è una mossa strategica, che permette a Samsung di mantenere alto l’interesse per i modelli già in circolazione. Allo stesso tempo, Google consolida la sua presenza sui wearable, garantendo continuità nell’evoluzione dell’assistente virtuale.
Gli aggiornamenti attesi nei prossimi mesi, come l’arrivo della One UI 8 anche su Watch6 e Watch7, daranno ulteriore impulso a questa trasformazione. L’obiettivo finale è chiaro: fare di Gemini l’assistente standard su tutti i dispositivi Wear OS, lasciandosi definitivamente alle spalle la generazione Assistant.