Polyarc dice addio: “Il nostro lavoro è finito”

Polyarc dice addio: “Il nostro lavoro è finito”

Dopo quasi 12 anni di attività, Polyarc chiude definitivamente. Lo studio di Seattle conosciuto soprattutto per la serie VR Moss ha annunciato la fine dello sviluppo e salutato il proprio team. La chiusura arriva dopo mesi difficili e si inserisce in un 2026 particolarmente duro per il settore della realtà virtuale.

Un altro nome importante della realtà virtuale lascia il settore. Polyarc, lo studio che ha creato Moss e il suo seguito, ha annunciato ufficialmente la chiusura dopo quasi dodici anni.

La comunicazione è arrivata attraverso il profilo LinkedIn dell’azienda. Il messaggio lascia poco spazio alle interpretazioni: lo sviluppo attivo termina e i membri del team stanno salutando colleghi e community.

Polyarc chiude dopo quasi 12 anni

Nel messaggio pubblicato su LinkedIn, lo studio descrive la propria storia come una lunga esperienza fatta di emozioni e sviluppo di videogiochi. Dopo quasi dodici anni, però, “il nostro lavoro è ora finito”, scrive Polyarc nel suo saluto.

Lo studio ringrazia inoltre tutte le persone che hanno contribuito ai suoi progetti. L’obiettivo, spiegano gli sviluppatori, è sempre stato sorprendere e divertire chi giocava alle loro produzioni.

La chiusura mette quindi fine a una realtà strettamente legata alla crescita della VR moderna.

Moss ha reso Polyarc uno studio riconoscibile

Polyarc è diventata conosciuta soprattutto grazie a Moss, una delle produzioni più rappresentative della realtà virtuale degli ultimi anni.

Il gioco ha costruito la propria identità attorno a Quill, un piccolo topo protagonista di un’avventura pensata specificamente per sfruttare prospettiva e interazione della VR. Il successo ha portato successivamente allo sviluppo di un secondo capitolo.

Per molti giocatori, Moss rappresentava esattamente il tipo di esperienza che poteva distinguere la realtà virtuale dai videogiochi tradizionali. Non puntava soltanto sull’effetto sorpresa tecnologico, ma cercava di utilizzare il visore come parte integrante del gameplay.

L’ultima uscita è stata The Forgotten Relic

L’ultimo progetto pubblicato dallo studio è Moss: The Forgotten Relic, arrivato a luglio.

Il titolo aveva un significato particolare perché portava per la prima volta i due principali giochi della serie Moss anche su schermi tradizionali. Polyarc cercava quindi di ampliare il pubblico oltre quello strettamente legato ai visori VR.

Alla luce della chiusura, The Forgotten Relic diventa ora l’ultima pubblicazione dello studio.

I problemi erano iniziati già a marzo

La situazione di Polyarc era diventata complicata diversi mesi prima dell’annuncio definitivo.

A marzo lo studio aveva già affrontato una serie di licenziamenti. Il ridimensionamento era arrivato dopo il mancato finanziamento di un progetto, successivamente cancellato.

Secondo i dati riportati sulla pagina LinkedIn della società, Polyarc aveva una forza lavoro compresa tra 11 e 50 persone.

Il nuovo annuncio conferma quindi che i problemi economici non sono stati superati e che lo studio non è riuscito a trovare una strada sostenibile per continuare lo sviluppo.

Polyarc aiuta i dipendenti a trovare un nuovo lavoro

Nel messaggio di chiusura è stato condiviso anche un reverse recruiting spreadsheet.

Il documento raccoglie informazioni e contatti di alcuni dipendenti interessati dalla chiusura, con l’obiettivo di facilitare il contatto con altri studi alla ricerca di personale.

È una pratica diventata purtroppo sempre più comune nell’industria videoludica. Negli ultimi anni numerose aziende hanno utilizzato strumenti simili dopo licenziamenti o chiusure complete.

Per Polyarc rappresenta almeno un ultimo tentativo di sostenere le persone che hanno contribuito ai suoi giochi.

La crisi della realtà virtuale ha già colpito diversi studi nel 2026

La chiusura di Polyarc assume ancora più peso se inserita nel contesto attuale della realtà virtuale.

All’inizio del 2026, Meta ha tagliato circa 1.500 posti nella divisione Reality Labs. Poco dopo sono arrivate anche le chiusure complete di tre studi: Armature, Sanzaru e Twisted Pixel.

Camouflaj, altra realtà legata allo sviluppo VR, è stata invece ridotta fino a una squadra molto più piccola.

Sono segnali difficili da ignorare. Aziende che per anni hanno investito molto nella realtà virtuale stanno riducendo team e risorse, mentre nuovi settori attirano capitali e attenzione.

Meta sta spostando l’attenzione verso AI e smart glasses

Il cambio di priorità appare particolarmente evidente proprio nel caso di Meta.

L’azienda ha progressivamente ridimensionato parte delle proprie attività legate alla VR, mentre aumenta gli investimenti in intelligenza artificiale e smart glasses.

Nel materiale viene ricordato anche il ritiro dalla vendita dei visori Quest destinati al mercato commerciale. Non significa che Meta abbia abbandonato completamente la realtà virtuale, ma è evidente che alcune priorità stanno cambiando.

E quando un’azienda delle dimensioni di Meta riduce gli investimenti in un settore, l’intero ecosistema ne risente.

Anche nDreams ha subito tagli pesanti

Polyarc non è nemmeno l’unica società indipendente colpita quest’anno.

A marzo nDreams ha licenziato 78 dipendenti e chiuso due studi. Anche in questo caso parliamo di un’azienda fortemente associata alla produzione di contenuti VR.

La sequenza di chiusure e ridimensionamenti sta quindi diventando difficile da liquidare come una serie di episodi isolati.

Il mercato VR continua a esistere e mantiene una community molto attiva, ma per molti sviluppatori costruire un business sostenibile sembra essere diventato sempre più difficile.

Polyarc aveva ancora grandi progetti

La chiusura pesa ancora di più ricordando le ambizioni dichiarate soltanto pochi anni fa.

Polyarc aveva annunciato l’intenzione di sviluppare un gioco multiplayer competitivo in realtà virtuale, un progetto che lo studio sosteneva di voler realizzare fin dalla propria fondazione nel 2015.

Quella direzione non ha però avuto il tempo di trasformarsi nel nuovo capitolo della storia dello studio.

Il catalogo esistente continuerà invece a essere disponibile per l’acquisto, compresi i due Moss e The Forgotten Relic.

Polyarc chiude, ma Moss resta uno dei simboli della VR

La frase scelta dallo studio per il proprio addio è semplice e piuttosto definitiva: “il nostro lavoro è finito”.

Per chi ha seguito la crescita della realtà virtuale negli ultimi anni, Polyarc non era però uno sviluppatore qualsiasi. Moss rappresentava uno degli esempi più convincenti di come un gioco potesse utilizzare la VR senza trasformarla in una semplice dimostrazione tecnologica.

La chiusura dello studio arriva ora in un momento nel quale l’intero settore sta attraversando una fase difficile. Tagli, progetti cancellati e investimenti spostati verso AI e dispositivi indossabili stanno cambiando rapidamente il panorama.

Polyarc lascia quindi una piccola ma importante eredità. Moss continuerà a esistere, ma lo studio che gli ha dato vita non ci sarà più.

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