Malware su Steam: 21enne ruba 220 mila dollari

Malware su Steam: 21enne ruba 220 mila dollari

Un caso di un malware su Steam avrebbe permesso di sottrarre circa 220.000 dollari in criptovalute. L’FBI ha arrestato un ragazzo di 21 anni, accusato di aver diffuso otto giochi infetti insieme ad alcuni complici.

L’FBI ha arrestato un uomo di 21 anni residente in Florida: l’accusa riguarda una presunta operazione informatica attiva per circa due anni.

Il gruppo avrebbe nascosto software dannoso dentro alcuni videogiochi per PC. Una volta installati, i titoli raccoglievano password e altri dati presenti sul computer.

Le informazioni venivano poi usate per accedere ai portafogli di criptovalute. Il valore totale del denaro sottratto sarebbe vicino ai 220.000 dollari.

Malware su Steam nascosto in otto giochi

Secondo l’atto d’accusa, il sospettato avrebbe collaborato con diverse persone. Il gruppo avrebbe inserito il malware in otto videogiochi.

La piattaforma usata per ogni singola operazione non viene indicata in modo diretto. Diversi giochi coinvolti, però, erano disponibili su Steam fino a pochi mesi fa.

Tra i titoli citati troviamo Lunara, PirateFi, BlockBlasters e Lampy. Quest’ultimo sarebbe diventato pericoloso soltanto dopo un aggiornamento.

Questo dettaglio rende il caso ancora più delicato. Un gioco può infatti apparire sicuro al momento del download, per poi ricevere codice dannoso in seguito.

I giochi interessati sono stati rimossi da Steam all’inizio dell’anno. Nello stesso periodo, l’FBI aveva annunciato un’indagine sulla diffusione di malware attraverso la piattaforma.

Come avveniva il furto delle criptovalute

Il malware analizzava il computer della vittima alla ricerca di password: questi dati permettevano al gruppo di entrare negli account e nei wallet digitali.

L’obiettivo principale erano gli utenti con grandi quantità di criptovalute. Secondo gli investigatori, i sospettati non sceglievano quindi le vittime in modo casuale.

Il gruppo avrebbe usato bot per individuare persone considerate interessanti. I giochi infetti venivano poi promossi attraverso i social network.

La strategia univa quindi un prodotto apparentemente normale a una campagna mirata. La vittima installava il gioco senza conoscere il rischio.

A quel punto il malware poteva raccogliere le credenziali. Il furto avveniva in seguito, quando i criminali accedevano ai portafogli digitali.

I Bitcoin hanno portato gli investigatori al sospettato

L’FBI avrebbe identificato il giovane seguendo il percorso del denaro rubato. Parte dei Bitcoin era stata convertita in carte regalo.

Queste carte venivano usate soprattutto per pagare ordini su Uber Eats. Gli acquisti hanno lasciato una traccia utile agli investigatori.

Il collegamento tra Bitcoin, gift card e consegne di cibo avrebbe permesso di risalire al sospettato. Un passaggio quotidiano ha quindi contribuito a chiudere il cerchio.

Il ragazzo resta accusato di aver partecipato all’operazione. Sarà il procedimento giudiziario a stabilire le responsabilità definitive.

Malware su Steam: il rischio dei piccoli giochi

Ogni anno arrivano migliaia di nuovi giochi sulle piattaforme digitali. Molti vengono creati da piccoli studi oppure da singoli sviluppatori.

Questa crescita rende più difficile controllare ogni titolo e ogni aggiornamento. Il rischio aumenta quando un gioco cambia dopo la pubblicazione.

Anche gli strumenti di intelligenza artificiale possono accelerare lo sviluppo. Oggi è possibile creare progetti giocabili in tempi molto brevi.

Questo non significa che i piccoli giochi siano pericolosi. La quantità crescente di pubblicazioni richiede però controlli più rapidi e precisi.

Valve dovrà migliorare gli strumenti usati per analizzare file, aggiornamenti e comportamenti sospetti. Il controllo iniziale, da solo, potrebbe non bastare.

Come ridurre il rischio sul proprio PC

Prima di installare un gioco poco conosciuto conviene controllare sviluppatore, recensioni e data di pubblicazione. Anche una ricerca sui social può far emergere segnalazioni sospette.

È utile diffidare dai titoli promossi con messaggi aggressivi oppure offerte poco credibili. Un numero elevato di commenti identici può indicare l’uso di bot.

Il sistema operativo e il software di sicurezza devono restare aggiornati. Inoltre, le password dei wallet non dovrebbero essere salvate in chiaro nel browser.

Per le criptovalute più importanti è preferibile usare un portafoglio hardware. L’autenticazione a due fattori aggiunge un altro livello di protezione agli account.

Chi ha installato uno dei giochi citati dovrebbe rimuoverlo. Conviene poi eseguire una scansione completa e cambiare le password da un dispositivo sicuro.

Il caso mostra quanto un gioco possa diventare un veicolo efficace per il malware. Anche un download effettuato da una piattaforma conosciuta richiede attenzione.

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