Sony dischi PlayStation: denuncia in Messico
I dischi PlayStation diventano anche una questione politica: due parlamentari messicani preparano una denuncia antitrust contro Sony. Temono che lo stop al formato fisico, previsto da gennaio 2028, possa ridurre la concorrenza e rafforzare troppo il PlayStation Store.
Sony dischi PlayStation: ora la situazione entra in politica
Lo stop ai nuovi giochi PlayStation su disco continua a generare reazioni: questa volta la protesta arriva dal Messico. La deputata federale Iraís Reyes e il senatore Luis Donaldo Colosio vogliono presentare una denuncia contro Sony Interactive Entertainment.
I due politici chiedono un’indagine alla Commissione Nazionale Antimonopolio messicana. L’obiettivo è verificare possibili effetti negativi sulla concorrenza.
La denuncia sarà presentata come cittadini e consumatori di videogiochi. Non esiste quindi, almeno per ora, una decisione delle autorità contro Sony.
Sony dischi PlayStation: cosa succede in Messico
Sony interromperà la produzione dei dischi per i nuovi giochi PlayStation da gennaio 2028.
La scelta riguarderà sia i titoli pubblicati direttamente da Sony sia quelli degli altri editori: i giochi usciti prima della scadenza potranno ancora essere venduti su disco. Il passaggio segue una crescita ormai evidente degli acquisti digitali: nel 2025, circa l’80% delle vendite complete su PlayStation è avvenuto tramite download.
La quota digitale è quindi dominante. Eliminare del tutto il formato fisico, però, cambia anche il rapporto tra Sony, negozi e consumatori.
Il timore: meno scelta per acquistare
Secondo Iraís Reyes, chi possiede una PlayStation rischia di perdere la possibilità di scegliere dove comprare un nuovo gioco: oggi un titolo fisico può essere acquistato in diversi negozi. Inoltre, ogni rivenditore può proporre prezzi, promozioni e offerte differenti.
Con il solo formato digitale, il peso del PlayStation Store aumenterebbe. Di conseguenza, Sony controllerebbe una parte molto più ampia della distribuzione.
La denuncia chiederà quindi di verificare se questa concentrazione possa danneggiare consumatori e attività commerciali.
Si tratta ancora di un’ipotesi da esaminare. La presentazione della denuncia non dimostra, da sola, l’esistenza di una pratica monopolistica.
Dischi PlayStation e mercato dell’usato
La scomparsa dei dischi colpirebbe anche il mercato dell’usato: un gioco digitale, infatti, non può essere rivenduto o scambiato come una copia fisica. I giocatori perderebbero quindi uno strumento utile per ridurre i costi. Non potrebbero neppure prestare liberamente un titolo o recuperare parte della spesa.
Anche i negozi specializzati subirebbero conseguenze. In Messico, i parlamentari citano catene come Liverpool, Sanborns e GamePlanet.
Queste attività non potrebbero più competere sulla vendita dei nuovi giochi PlayStation. Inoltre, verrebbe meno una parte importante del mercato di permute e seconda mano.
Il nodo della proprietà digitale
Luis Donaldo Colosio solleva anche il problema della proprietà: con un acquisto digitale, l’utente ottiene in genere una licenza d’uso. L’accesso dipende quindi dall’account, dai server e dalle condizioni stabilite dalla piattaforma. Il disco, invece, può essere conservato, ceduto o rivenduto.
Anche il formato fisico contiene licenze e regole d’uso. Eppure, offre maggiore libertà nella gestione della singola copia.
Per questo motivo, il passaggio esclusivo al digitale preoccupa molti giocatori. La questione non riguarda solo il collezionismo, ma anche controllo e conservazione degli acquisti.
Sony dischi PlayStation: ora decide l’autorità
La Commissione Nazionale Antimonopolio dovrà prima ricevere la denuncia. In seguito potrà valutare se esistono gli elementi per avviare un’indagine.
Non è quindi certo che Sony affronti un procedimento formale. Inoltre, la società potrebbe difendere la scelta come una normale decisione commerciale.
Il digitale permette di ridurre produzione, trasporto e gestione delle copie. Allo stesso tempo, però, elimina un canale alternativo al negozio controllato dalla piattaforma.
La vicenda messicana sarà quindi importante: potrebbe chiarire fino a che punto un produttore può controllare hardware, distribuzione e vendita dei contenuti.
Per i giocatori, la questione resta molto concreta. Senza dischi diminuiscono scelta, offerte, usato e possibilità di scambio.