Ferrari Luce divide tutti: elettrica firmata Jony Ive
Ferrari Luce è la prima elettrica della storia Ferrari e sta facendo discutere soprattutto per il design. Il progetto nasce dal lavoro tra LoveFrom, studio fondato da Jony Ive e Marc Newson, e il Centro Stile Ferrari. Le reazioni sono forti: Montezemolo critica duramente la scelta, mentre John Elkann difende l’approccio come coraggioso. Le immagini della vettura sono di proprietà Ferrari e sono state rilasciate ufficialmente da Ferrari.
Ferrari Luce è la prima auto elettrica della storia di Ferrari e, ancora prima di parlare di prestazioni, ha acceso il dibattito sul design. Il motivo è semplice: non assomiglia alle Rosse che il pubblico conosce, né alle Ferrari più iconiche del passato.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Centro Stile Ferrari, guidato da Flavio Manzoni, e LoveFrom, il collettivo creativo fondato nel 2019 da Jony Ive e Marc Newson a San Francisco. Ive è noto per aver dato forma ad alcuni prodotti simbolo di Apple, tra cui iPhone, iPad e MacBook.
Ferrari ha scelto una strada radicale. Con Ferrari Luce, l’obiettivo non era ripetere una formula già vista, ma creare un oggetto diverso, pensato per accompagnare il passaggio alla propulsione elettrica senza limitarsi a cambiare motore.
Ferrari Luce, un design che rompe con la tradizione
Ferrari Luce non prova a nascondere la sua natura elettrica dietro linee già familiari. Il design punta su superfici levigate, forme pulite e una ricerca visiva lontana dal linguaggio più classico di Maranello.
Secondo il materiale fornito, Ferrari ha lasciato ai designer una libertà progettuale ampia. L’idea era costruire un’identità precisa, anche attraverso una forma più dirompente rispetto al passato.
La collaborazione con LoveFrom ha permesso di guardare oltre il car design tradizionale. Non solo linee da auto sportiva, quindi, ma anche una ricerca su semplificazione, superfici chiuse e coerenza tra forma e funzione.
Nella fase successiva, LoveFrom ha lavorato insieme al Ferrari Design Studio. Il concept originale è stato sviluppato rispettando vincoli architetturali, requisiti omologativi e obiettivi funzionali di una sportiva stradale prodotta in serie.
È proprio qui che il progetto diventa interessante anche per chi segue il mondo tech. Ferrari Luce sembra un punto d’incontro tra design automobilistico, cultura del prodotto digitale e nuova mobilità elettrica.
Montezemolo attacca, Elkann difende la scelta
Le reazioni sono state immediate. Online e sui social, Ferrari Luce ha diviso pubblico, appassionati e osservatori. Il design della prima Ferrari elettrica non lascia indifferenti, e alcune critiche arrivano da nomi pesanti.
Luca Cordero di Montezemolo, che ha guidato Ferrari per anni, ha espresso un giudizio molto duro. Il senso della sua posizione è netto: secondo lui il rischio è danneggiare il mito Ferrari, fino a mettere in discussione la presenza del Cavallino Rampante su quella vettura.
Anche Carlo Calenda, ex ferrarista, ha criticato il progetto, definendolo un’offesa per chi ha lavorato in azienda. Inoltre, alcune letture internazionali parlano di design polarizzante e di possibile rottura con i gusti dei puristi.
Sul fronte opposto, John Elkann difende il lavoro svolto con LoveFrom. Il presidente di Ferrari descrive la collaborazione come un esercizio non semplice, ma utile per stimolare l’azienda e portarla fuori dalla zona più prevedibile.
Elkann spiega anche un concetto importante: l’obiettivo non era creare semplicemente l’auto più bella, ma la Ferrari più performante possibile, usando il design come strumento funzionale. È una frase che aiuta a leggere il progetto oltre la sola estetica.
Ferrari Luce vuole parlare a nuovi clienti
Con Ferrari Luce, Maranello sembra voler raggiungere anche chi non avrebbe mai pensato di comprare una Ferrari. Elkann lo dice in modo diretto: il modello potrebbe avvicinare un pubblico nuovo al marchio.
La prima elettrica Ferrari, quindi, non è solo un passaggio tecnico. È anche una scelta di posizionamento. L’auto deve restare Ferrari, ma allo stesso tempo deve aprire un capitolo diverso.
La presenza di Jony Ive rende il progetto ancora più simbolico. Per anni si è parlato di una possibile Apple Car mai arrivata sul mercato. Ora, in modo quasi paradossale, una parte di quella sensibilità progettuale entra nel mondo Ferrari.
Il riferimento ad Apple non va letto come una fusione tra i due mondi. Ferrari resta Ferrari. Però la firma di LoveFrom porta dentro la vettura un linguaggio più vicino al design di prodotto, alla riduzione delle forme e alla ricerca di superfici essenziali.
Resta il fatto che una Ferrari non può essere solo un oggetto bello da guardare. Deve emozionare, convincere su strada e mantenere il rapporto con la storia del marchio. È qui che Luce dovrà dimostrare se la scelta radicale avrà un senso anche oltre il dibattito iniziale.
Specifiche tecniche Ferrari Luce disponibili
| Voce | Informazioni disponibili |
|---|---|
| Modello | Ferrari Luce |
| Tipologia | Prima Ferrari elettrica |
| Propulsione | Elettrica a batteria |
| Progetto design | LoveFrom con Centro Stile Ferrari |
| Figure coinvolte | Jony Ive, Marc Newson, Flavio Manzoni |
| Produzione | Auto sportiva stradale prodotta in serie |
| Obiettivo progettuale | Massima coerenza tra design, performance, architettura e omologazione |
| Linguaggio estetico | Forme levigate, superfici semplificate, figure chiuse |
| Immagini | Di proprietà Ferrari e rilasciate ufficialmente da Ferrari |
Il tema principale, oggi, resta il design. Ferrari Luce nasce per rompere una continuità estetica e accompagnare la prima elettrica di Maranello con una forma nuova. È una scelta rischiosa, perché tocca un marchio con un’identità fortissima.
Le critiche di Montezemolo e le parole di Elkann raccontano bene la tensione del momento. Da una parte c’è la difesa del mito Ferrari. Dall’altra c’è la volontà di portare il marchio verso clienti nuovi e verso una mobilità elettrica che non può essere ignorata.
Ferrari Luce, quindi, non è solo la prima Rossa a batteria. È un test culturale per capire quanto Ferrari possa cambiare senza perdere se stessa.








