The Boys 5 divide i fan prima del gran finale
Il penultimo episodio di The Boys 5 prepara il gran finale, ma lascia sensazioni contrastanti: la serie porta in scena una morte pesante, il ritorno di alcuni personaggi di Gen V e un Homelander sempre più fuori controllo. Secondo molti, il problema non è il “filler”, ma una costruzione emotiva arrivata troppo tardi. Frenchie e Kimiko hanno il momento più doloroso, mentre Butcher e Hughie tornano al centro del racconto. Il finale ora dovrà chiudere molte linee narrative senza far sembrare tutto affrettato.
La quinta stagione di The Boys arriva al penultimo episodio con il peso enorme di una stagione finale da chiudere: l’episodio, intitolato “The Frenchman, The Female, And The Man Called Mother’s Milk”, prova a mettere ordine tra potere assoluto, vendetta, ritorni attesi e addii dolorosi, però non tutto sembra funzionare con la stessa forza.
La reazione di molti fan è stata piuttosto severa: il punto non è tanto accusare la puntata di essere un episodio riempitivo, quanto contestare alla stagione di non aver dato abbastanza profondità ai personaggi nel momento giusto. La serie ha avuto tempo per costruire meglio certi passaggi, ma ora sembra voler recuperare in corsa.
Il risultato è un episodio pieno di eventi importanti, ma non sempre capace di farli pesare come dovrebbe.
The Boys 5 e il problema del ritmo
Negli ultimi giorni si è parlato molto del ritmo della stagione finale: Eric Kripke ha già difeso la scelta di non costruire una grande battaglia in ogni episodio, spiegando che certi momenti funzionano solo se i personaggi vengono sviluppati.
Il ragionamento ha senso: Una stagione finale non può essere solo esplosioni, sangue e colpi di scena, deve anche dare spazio alle relazioni, ai rimorsi e ai percorsi personali.
Il problema, però, è che questa costruzione sembra arrivare tardi: The Boys ha provato a dare più spazio a Mother’s Milk, Frenchie, Kimiko, Butcher e Hughie, ma alcune dinamiche avevano bisogno di più respiro già nelle puntate precedenti.
Per questo anche le scene più forti rischiano di non colpire come previsto: non perché manchi l’evento, ma perché manca una preparazione emotiva abbastanza solida.
The Boys 5: Homelander domina, ma senza vero salto
L’episodio parte da un presupposto enorme: il mondo è ormai sempre più nelle mani di Homelander. Dopo aver ottenuto il V1, il personaggio si muove con una sensazione di superiorità ancora più pericolosa.
La serie mostra subito la sua brutalità, ma secondo molti l’episodio non sfrutta fino in fondo questa nuova condizione: Homelander è più potente, più libero e più instabile, eppure la puntata procede spesso come un capitolo abbastanza tradizionale.
C’è la volontà di far percepire un nuovo ordine, ma non sempre la minaccia cresce davvero sullo schermo. Alcune decisioni, come il modo in cui gestisce Soldier Boy o The Deep, sembrano più funzionali alla trama che realmente esplosive.
Resta comunque un Homelander centrale, ormai vicino a una dimensione quasi religiosa del potere,E questo prepara un finale potenzialmente molto violento.
Frenchie e Kimiko: l’addio più doloroso
Il momento più pesante dell’episodio riguarda Frenchie: Homelander lo trova mentre sta cercando Sister Sage, capisce che sta solo guadagnando tempo per proteggere Kimiko e Sage, e lo uccide.
È una morte importante, perché Frenchie è uno dei volti storici del gruppo, però la scena viene raccontata con una freddezza che divide. Da una parte può funzionare proprio perché arriva in modo improvviso e secco, dall’altra, rischia di sembrare meno potente del previsto.
Il rapporto tra Frenchie e Kimiko avrebbe potuto avere una chiusura più devastante: la loro storia è durata a lungo, tra avvicinamenti, distanza e indecisioni. Però, secondo la recensione originale, la serie ha tirato troppo questa dinamica e ora la morte fatica a lasciare il colpo emotivo atteso.
Kimiko, invece, resta il personaggio che sente davvero il peso dell’addio. E questo potrebbe diventare decisivo nel finale, soprattutto dopo il suo tentativo estremo di ottenere poteri simili a quelli di Soldier Boy.
The Boys 5 riporta in scena Gen V
L’altro grande momento dell’episodio è il ritorno di Marie Moreau e Jordan Li, direttamente da Gen V. La loro presenza era stata preparata più volte, ma qui finalmente entrano in scena in modo esplicito.
Il confronto con Annie January funziona perché mette davanti due figure femminili segnate da istituzioni violente, manipolazioni e lutti personali. Marie le restituisce una frase sul rapporto tra speranza e ingenuità, creando un parallelo interessante.
È una delle parti più promettenti della puntata, però lascia anche una sensazione di occasione non sfruttata fino in fondo. Il legame tra Annie e Marie avrebbe potuto diventare uno dei fili emotivi più forti della stagione.
Invece arriva a ridosso del finale, quando resta poco spazio per trasformarlo in qualcosa di davvero centrale.
Butcher e Hughie ritrovano il loro legame
La puntata prova anche a rimettere al centro Butcher e Hughie. I due finiscono dentro un confronto psicologico orchestrato da Synapse, che obbliga soprattutto Butcher a guardare alcune ferite del passato.
Torna anche Joe Kessler, ancora legato ai sensi di colpa e alla parte più oscura del personaggio. Il problema è che questa linea narrativa rischia di ripetere concetti già visti: Butcher è segnato, violento, pieno di colpa, ma Hughie continua a scegliere di credere in lui.
Il rapporto tra i due resta uno dei motori storici di The Boys, però nella stagione finale avrebbe meritato una gestione più incisiva, meno circolare.
Quando i due arrivano al rifugio, Frenchie è già morto, e così la puntata chiude più sull’urgenza del lutto che su un vero rilancio verso il finale.
Un penultimo episodio che doveva fare di più
Il penultimo episodio di The Boys contiene tutti gli elementi giusti: Homelander al massimo del potere, una morte importante, il ritorno di Gen V, Kimiko pronta a reagire, Butcher e Hughie di nuovo uniti.
Eppure qualcosa resta sospeso: la sensazione è che la serie stia provando a caricare emotivamente il finale, ma dopo aver perso troppo tempo in passaggi meno incisivi.
Ora l’ultimo episodio dovrà fare un lavoro enorme: dovrà chiudere il conflitto con Homelander, dare senso alla morte di Frenchie, usare bene Marie e Jordan, risolvere Kimiko, Butcher, Hughie, Annie, MM, Soldier Boy e Sister Sage.
Non è impossibile: The Boys ha ancora personaggi forti e un’identità riconoscibile, però il margine è stretto. Se il finale funzionerà, questa puntata potrà sembrare una tappa necessaria. Se invece non chiuderà con forza, resterà il simbolo di una stagione arrivata all’addio con troppe cose ancora da sistemare.