Nintendo bloccò Amazon ai tempi di Wii e DS
Questa è una storia emersa in queste ore che racconta bene quanto fossero tesi alcuni equilibri del mercato retail americano negli anni di Nintendo DS e Wii: a parlarne è stato Reggie Fils-Aimé, ex presidente di Nintendo of America, spiegando che la società decise di interrompere la vendita dei propri prodotti su Amazon dopo richieste economiche considerate incompatibili con la legge e con i rapporti costruiti con gli altri rivenditori.
Secondo quanto ricostruito da diversi report, il contesto era quello della forte espansione di Amazon nel mercato videoludico americano. In quel periodo il gruppo voleva spingere molto sui prezzi, arrivando a posizionarsi persino sotto Walmart. Per farlo, avrebbe chiesto a Nintendo un livello di supporto finanziario che Fils-Aimé ha definito “osceno”, proprio perché pensato per garantire il prezzo più basso sul mercato.
Perché Nintendo disse no ad Amazon
Il punto più delicato della vicenda sta nella risposta di Reggie. L’ex numero uno di Nintendo of America ha raccontato di aver detto chiaramente a un dirigente Amazon che quella richiesta era illegale e che non avrebbe potuto accettarla. La posizione di Nintendo, quindi, non venne presentata come una semplice divergenza commerciale, ma come una scelta necessaria per non compromettere i rapporti con gli altri partner della distribuzione e per non entrare in una zona grigia sul piano normativo.
Da lì, sempre secondo queste ricostruzioni, Nintendo avrebbe smesso di vendere su Amazon. È un dettaglio interessante perché per anni la presenza di hardware Nintendo sul marketplace americano è stata molto meno lineare rispetto a quella di altri brand, e questa vicenda aiuta a leggere meglio quel passato.
Una storia retail che dice molto anche oggi
La parte più utile di questa storia non è solo il tono forte della rivelazione, ma quello che racconta sul rapporto tra produttori e grandi piattaforme. Già allora Amazon puntava a usare il prezzo come leva principale per conquistare quote nel settore gaming; Nintendo, invece, difendeva una logica più rigida nei confronti dei rivenditori e della propria rete commerciale.
Questa frattura, però, non è rimasta definitiva. Le ricostruzioni più recenti spiegano infatti che i rapporti tra le due aziende si sono poi ricuciti nel tempo. E che oggi i prodotti Nintendo sono tornati a essere presenti su Amazon, anche in vista della nuova fase commerciale legata a Switch 2.
Una storia molto attuale
Nel complesso, la vicenda è interessante perché mostra un lato meno visibile dell’industria. Quello in cui prezzo, distribuzione e rapporti di forza tra retailer e produttori pesano quasi quanto i prodotti stessi. E il fatto che a raccontarla oggi sia proprio Reggie Fils-Aimé la rende ancora più significativa. Perché arriva da uno dei dirigenti che hanno guidato Nintendo nella sua fase più forte sul mercato americano.