Spotify Prompted Playlist: ora anche sui podcast
La funzione Prompted Playlist di Spotify cambia passo e smette di guardare solo alla musica. Da oggi, infatti, la funzione si estende anche ai podcast, con l’obiettivo di rendere più semplice la scoperta di nuovi episodi e nuovi show partendo da una richiesta scritta in linguaggio naturale. In pratica, l’utente può dire a Spotify che cosa vuole ascoltare e lasciare al sistema il compito di costruire una playlist tematica dedicata ai podcast.
La logica resta molto simile a quella già vista per la musica: la funzione Prompted Playlist era stata lanciata in beta prima in Nuova Zelanda, poi era arrivata a gennaio negli Stati Uniti e in Canada, e nelle settimane successive si era estesa anche ad altri mercati anglofoni. Ora Spotify aggiunge un secondo blocco di contenuti molto importante, cioè il mondo podcast, che negli ultimi anni è diventato uno dei pilastri della piattaforma.
Spotify Prompted Playlist amplia la scoperta dei podcast
Secondo Spotify, questa nuova versione usa una combinazione di tre fattori per creare la selezione finale: il prompt testuale scritto dall’utente, la sua cronologia di ascolto e anche segnali in tempo reale legati a trend, classifiche e a ciò che sta succedendo nel mondo. Questo significa che la playlist non prova solo a seguire i gusti personali, ma anche a restare agganciata ai temi del momento.
Gli esempi fatti da Spotify spiegano bene la direzione: si può chiedere una playlist podcast “tutta su scienza e innovazione” oppure una raccolta dedicata alle notizie di intrattenimento più importanti degli ultimi giorni. L’idea, quindi, non è solo trovare un titolo preciso, ma costruire un percorso di ascolto su un argomento, su un interesse o anche su un mood specifico.
Come funziona la funzione Prompted Playlist di Spotify
L’accesso alla funzione resta legato al pulsante Create nell’app Spotify. Da lì si seleziona Prompted Playlist, si inserisce il prompt desiderato e il sistema genera la playlist. Una volta creata, la raccolta può essere modificata, rifinita con un nuovo prompt oppure aggiornata nel tempo. Per la versione musicale Spotify aveva già introdotto anche il refresh giornaliero o settimanale, e la struttura generale della funzione resta la stessa.
C’è però un limite importante: almeno per ora, la funzione Prompted Playlist per i podcast è disponibile solo in inglese e solo per gli utenti Premium. Il rollout parte in Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda e Svezia.
Perché questa funzione può essere utile
Per Spotify questa è una mossa abbastanza logica. La scoperta musicale è già molto sviluppata dentro la piattaforma, mentre sui podcast l’esperienza può risultare più dispersiva, soprattutto per chi non segue già show ben precisi. Una funzione che costruisce una playlist podcast su richiesta può ridurre questo attrito. E rendere più semplice entrare in nuovi argomenti senza dover cercare episodio per episodio.
La funzione si sta trasformando in qualcosa di più ampio rispetto a un semplice generatore di playlist musicali. Con l’arrivo dei podcast, Spotify prova a usare lo stesso linguaggio dell’AI per coprire due aree centrali della propria piattaforma: musica e spoken audio. Adesso resta da capire quanto bene funzionerà fuori dai primi mercati. E soprattutto, quanto questa funzione riuscirà davvero a migliorare la scoperta dei podcast nel quotidiano.