Dreame smartphone: fotocamera rimovibile da 1″ e lusso fino a 15.000 dollari

Dreame è un nome che fino a poco tempo fa evocava aspirapolvere robot e scopa elettrica. Oggi, invece, si parla di smartphone di lussoaction camerasmart ring e persino veicoli elettrici. La trasformazione del brand è rapida e sorprendente. Ma nulla di ciò che Dreame ha annunciato finora colpisce quanto la sua nuova linea di telefoni: da un lato un sistema con modulo fotografico rimovibile da 1″ e connettività wireless, dall’altro una serie Aurora che sfida il concetto stesso di smartphone di lusso con prezzi fino a 15.000 dollari.

Non si tratta di due prodotti simili con fasce di prezzo diverse. Sono due filosofie completamente separate, rivolte a utenti agli antipodi. Entrambe, però, condividono lo stesso cervello: il nuovo chip AI Chixiao 01, sviluppato internamente da Dreame.

Modulo fotocamera da 1″ con Wi-Fi: libertà di inquadratura senza precedenti

La prima linea di Dreame smartphone punta su un’idea tecnica concreta e molto pratica. Il sistema prevede un modulo fotocamera rimovibile che integra un sensore da 1 pollice, una dimensione fisicamente superiore a quella della stragrande maggioranza dei sensori montati su smartphone, anche flagship. Un sensore più grande cattura più luce, garantisce un maggiore dinamismo nelle scene ad alto contrasto e produce una separazione soggetto-sfondo più naturale.

L’idea del modulo fotografico separato non è inedita. Sony aveva esplorato questo territorio con le sue fotocamere a obiettivo, dispositivi ottici compatti collegabili allo smartphone via Bluetooth o Wi-Fi. Quello che distingue la soluzione Dreame dai tentativi precedenti è però la modalità operativa: il modulo funziona in wireless completo, senza necessità di contatto fisico con il telefono per scattare o registrare.

Questo dettaglio cambia radicalmente le possibilità creative. Il modulo può essere posizionato separatamente rispetto allo smartphone, permettendo di inquadrare soggetti da angolazioni altrimenti impossibili. Si può usare come camera A mentre lo schermo del telefono funge da monitor e controllo remoto, oppure come camera B per riprese secondarie in video senza dover usare un secondo dispositivo. Per creator, videomaker e fotografi amatoriali, si tratta di una versatilità reale, non di marketing.

Serie Aurora: orologio sul retro, oro, gioielli e manifattura artigianale

La serie Aurora è un’altra storia. Qui Dreame abbandona completamente il linguaggio del tech e si avvicina a quello della haute horlogerie e della gioielleria di alta gamma. I prezzi parlano chiaro: tra 70.000 e 100.000 CNY, ovvero circa 10.000-15.000 dollari a seconda dei materiali e del grado di lavorazione manuale.

Ogni dispositivo della serie Aurora nasce dall’intreccio tra tecnologia digitale e tecniche manifatturiere tradizionali. Le finiture includono intarsi in oroelementi in pietra preziosa e decorazioni realizzate a mano da artigiani. Il livello di personalizzazione è estremo: i design mostrati finora sono molto diversi tra loro, il che suggerisce una produzione su misura o quasi.

Tra i concept più spettacolari c’è un modello che integra un orologio meccanico sul retro, visibile attraverso un fondello trasparente. È esattamente il tipo di estetica che brand storici come Ulysse Nardin avevano esplorato in passato, e che oggi viene portata avanti anche da Caviar, il celebre atelier russo specializzato in personalizzazioni ultra-lusso di iPhone e altri smartphone top di gamma con oro, titanio, diamanti e motivi tematici. Dreame non si limita però a decorare dispositivi di altri brand: costruisce il proprio hardware da zero e lo riveste con la stessa cura artigianale, il che rappresenta un livello di ambizione nettamente superiore. Il confronto con Vertu è inevitabile, ma con la serie Aurora il brand cinese sembra voler superare anche quel riferimento storico per esclusività e qualità percepita.

Chip Chixiao 01: 200 TOPS di potenza AI sviluppata internamente

Entrambe le linee di Dreame smartphone montano il chip proprietario Chixiao 01, progettato internamente dal brand. Il dato che cattura immediatamente l’attenzione è la potenza di calcolo dichiarata: 200 TOPS (Trillion Operations Per Second), la metrica standard per misurare le capacità di elaborazione AI di un processore.

Per dare un riferimento concreto, lo Snapdragon X2 Elite di Qualcomm — uno dei chip più potenti attualmente disponibili sul mercato PC e mobile — raggiunge 80 TOPS. Il Chixiao 01 dichiara di superarlo di 2,5 volte. Se le prestazioni reali confermeranno anche solo in parte questi numeri, si tratterà di un chip straordinariamente capace per applicazioni di intelligenza artificiale locale, elaborazione fotografica computazionale e inferenza in tempo reale.

Sviluppare un chip proprietario richiede investimenti enormi e competenze ingegneristiche di altissimo livello. Il fatto che Dreame abbia percorso questa strada fin dal primo prodotto smartphone indica una strategia di lungo periodo, non un ingresso improvvisato nel mercato.

Dreame oltre le pulizie: una trasformazione che ridefinisce il brand

Guardare l’insieme delle mosse recenti di Dreame aiuta a capire la direzione che il brand sta prendendo. In meno di un anno, l’azienda ha annunciato smartphone, action camerasmart ring con funzioni ECG e AI, e veicoli elettrici. È un’espansione che ricorda la traiettoria di Xiaomi, partita dagli smartphone per arrivare a televisori, scooter, auto e dispositivi per la casa intelligente.

La differenza sostanziale è che Dreame sceglie di entrare in certi segmenti non competendo sul prezzo, ma sull’innovazione tecnica e sull’esclusività. La combinazione tra un modulo fotografico wireless da 1 pollice e una serie luxury con manifattura artigianale non ha precedenti diretti nel panorama attuale. Nemmeno Caviar, che pure ha reso celebre la personalizzazione estrema degli smartphone, si è mai spinto a sviluppare un hardware proprietario con chip AI interno da abbinare a finiture in oro e pietre preziose. Quella di Dreame è quindi una proposta genuinamente nuova, che unisce ingegneria d’avanguardia e artigianato tradizionale in un unico ecosistema. Che entrambe le linee trovino il mercato che meritano dipenderà dall’esecuzione reale dei prodotti finiti.

Le premesse, almeno sulla carta, sono tra le più originali degli ultimi anni.

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