Recensione POCO M8 5G: convince senza strafare
POCO negli ultimi anni ha chiarito bene la sua identità. Il brand lavora su smartphone molto concreti, con specifiche aggressive e prezzi che puntano dritti al rapporto qualità-prezzo. POCO M8 5G si inserisce esattamente in questa filosofia e, non a caso, nasce all’interno della nuova generazione condivisa con la serie Redmi, da cui eredita buona parte dell’impostazione tecnica e progettuale.
L’idea di fondo è semplice: offrire un dispositivo completo nella fascia medio-bassa, senza rinunciare agli elementi che oggi fanno davvero la differenza nell’uso quotidiano. A partire dal display, un AMOLED da 6,77 pollici con refresh rate fino a 120 Hz e una luminosità di picco molto elevata, pensato per essere sfruttato senza problemi anche all’aperto. Sotto la scocca troviamo lo Snapdragon 6 Gen 3 a 4 nm, affiancato da 8 GB di RAM e memoria UFS 2.2, con supporto all’espansione tramite microSD. La batteria da 5520 mAh promette autonomia abbondante, mentre la ricarica rapida arriva a 45W. Sul fronte fotografico, invece, POCO punta su un sensore principale da 50 MP con registrazione video in 4K.
Non manca nemmeno la dotazione “da tutti i giorni”, che spesso fa la differenza in questa fascia: certificazione IP65, lettore di impronte sotto al display, NFC, IR blaster e doppi speaker stereo con Dolby Atmos. Elementi che rendono chiaro il posizionamento del prodotto e il tipo di utente a cui si rivolge.
Il prezzo è un altro punto centrale. POCO M8 5G viene proposto a 269,90€ nella versione 8+256 GB e a 299,90€ nella 8+512 GB, ma al lancio scende rispettivamente a 229,99€ e 259,90€, con ulteriori promozioni dedicate sullo store ufficiale. Numeri che lo collocano in una zona molto competitiva, dove le alternative non mancano e ogni scelta progettuale pesa.
Da qui parte la recensione. L’obiettivo è capire se POCO M8 5G riesce davvero a mantenere l’equilibrio tra prestazioni, esperienza d’uso e prezzo, e se nel quotidiano si comporta come uno smartphone solido e affidabile o se emergono compromessi evidenti.

POCO M8 5G : Voto 8.3
POCO M8 5G è uno smartphone che convince per equilibrio. Non cerca l’effetto wow su un singolo aspetto, ma mette insieme schermo, autonomia, fluidità e praticità in modo molto coerente con il prezzo. È uno di quei telefoni che si apprezzano giorno dopo giorno, perché non stancano, non rallentano e non creano problemi inutili. Con le offerte di lancio, soprattutto sotto i 260 euro, diventa una proposta davvero centrata e facile da consigliare. Peccato solo per la mancanza della eSIM, che avrebbe reso il pacchetto ancora più moderno. Così com’è, resta comunque uno dei medio gamma 5G più completi e sensati della sua fascia, specialmente per chi vuole schermo grande, buona autonomia e un’esperienza fluida senza spendere troppo.
Pro
- Display AMOLED da 6,77” a 120 Hz molto luminoso e piacevole da usare
- Design sottile e leggero, tra i più comodi della fascia
- Autonomia solida con batteria da 5520 mAh
- Prestazioni equilibrate grazie a Snapdragon 6 Gen 3
- Audio stereo potente con Dolby Atmos
- Dotazione completa: NFC, IR blaster, impronta sotto al display, IP65
- Prezzo in promo molto competitivo, soprattutto nelle versioni lancio
Contro
- Assenza della eSIM, che nel 2026 pesa
- Software da ripulire inizialmente tra app e notifiche
- Always-On Display limitato
- Fotocamera buona di giorno, ma nella media di notte
- Zoom solo digitale, senza vera lente dedicata
Valutazione complessiva – POCO M8 5G
| Sezione | Voto | Valutazione |
|---|---|---|
| Confezione | 7,5 | ⭐⭐⭐⭐☆ |
| Design | 8,5 | ⭐⭐⭐⭐✨ |
| Display | 8,8 | ⭐⭐⭐⭐⭐ |
| Hardware | 8,2 | ⭐⭐⭐⭐☆ |
| Software | 7,6 | ⭐⭐⭐⭐☆ |
| Fotocamera | 7,8 | ⭐⭐⭐⭐☆ |
| Autonomia | 8,6 | ⭐⭐⭐⭐⭐ |
| Prezzo / Qualità | 8,7 | ⭐⭐⭐⭐⭐ |
| 🔥 VOTO FINALE | 8,3 | ⭐⭐⭐⭐✨ |
Confezione di vendita POCO M8 5G
La confezione di POCO M8 5G segue un’impostazione piuttosto classica per il brand, ma resta completa per l’uso immediato. All’interno troviamo lo smartphone già con pellicola protettiva preapplicata, un dettaglio sempre apprezzato perché permette di utilizzarlo da subito senza pensieri.
In dotazione c’è anche una custodia in silicone morbido, ben realizzata e piacevole al tatto. Protegge correttamente bordi e retro, anche se la scelta del colore nero penalizza un po’ l’estetica del dispositivo, andando a coprire il design e le finiture della scocca. Dal punto di vista pratico, però, svolge bene il suo lavoro.

Completano il contenuto il cavo dati USB, lo strumento per l’estrazione del carrellino SIM e la consueta manualistica. Non è presente il caricabatterie in confezione, una scelta ormai diffusa anche in questa fascia di prezzo (PS la nostra unità test ne è provvista).
In compenso, durante il periodo di lancio, POCO affianca alla vendita una serie di bundle promozionali che prevedono sconti del 50% sui caricabatterie compatibili da 67W, 90W e 120W.
Design e ergonomia POCO M8 5G
POCO M8 5G lavora molto su proporzioni ed ergonomia, ed è uno di quei telefoni che risultano riusciti soprattutto nell’uso quotidiano. Lo spessore è contenuto in 7,35 mm, mentre il peso si ferma a 178 grammi. Le dimensioni sono 164,0 × 75,42 mm, quindi parliamo di uno smartphone grande, ma ben bilanciato e mai scomodo, anche grazie al lavoro fatto sulle curve.

Il frontale è dominato da un display da 6,77 pollici, caratterizzato da una leggera curvatura sui due lati. Non è un edge estremo, ma quanto basta per rendere il telefono più elegante e migliorare la sensazione al tatto durante l’uso. Le cornici sono sottili e ben ottimizzate, con un’estetica pulita e moderna che valorizza il grande pannello e rende l’esperienza visiva più immersiva.

Sul retro, POCO ha scelto una soluzione semplice ma ben studiata. I materiali sono in plastica, ma la lavorazione è curata: la parte centrale opaca contrasta con i lati lucidi, creando un effetto a due superfici che spezza bene il design. La colorazione Green che abbiamo provato è probabilmente la più riuscita, con una tonalità particolare che cambia leggermente in base alla luce e mette in risalto la texture del pannello posteriore.

Per chi preferisce uno stile più sobrio, POCO M8 5G è disponibile anche nelle colorazioni Black e Silver, entrambe più classiche e meno appariscenti, ma comunque coerenti con il design del dispositivo.
L’isola fotocamera, posizionata al centro, contribuisce a dare ordine e simmetria al retro. All’interno troviamo due sensori, il flash LED e un elemento estetico aggiuntivo, inserito per mantenere l’equilibrio visivo del modulo senza lasciare spazi vuoti. Il risultato è un blocco fotocamere che si nota, ma che non risulta invadente né sbilanciato.

Dal punto di vista ergonomico, la scocca 3D-curved fa la differenza. I bordi arrotondati migliorano la presa e rendono l’uso prolungato meno affaticante, soprattutto considerando la dimensione del display. È uno smartphone che si impugna bene e che restituisce una sensazione di leggerezza superiore a quella che ci si aspetterebbe guardando solo le specifiche.
C’è anche attenzione alla resistenza quotidiana. La certificazione IP65 protegge da polvere e schizzi, mentre la Wet Touch Technology 2.0 permette di utilizzare il display anche con mani umide o in condizioni meno ideali. Non è un telefono “rugged”, ma è chiaramente pensato per essere usato senza troppe preoccupazioni.

La disposizione di porte e comandi è razionale. In basso troviamo USB-C, carrellino SIM e speaker principale. In alto sono presenti il secondo speaker, i microfoni e l’IR blaster, sempre comodo. Sul lato destro ci sono tasto di accensione e bilanciere del volume, mentre il lato sinistro resta pulito. Il lettore di impronte è integrato sotto al display, soluzione coerente con il posizionamento del prodotto.
POCO M8 5G riesce a combinare estetica e praticità in modo convincente. È sottile, leggero, ben proporzionato e con un design che, soprattutto nella versione Green, riesce a distinguersi senza forzature. Il grande display leggermente curvo e l’isola fotocamera centrale, ordinata e simmetrica, completano un’impostazione equilibrata, pensata per un utilizzo intenso e quotidiano.
Display POCO M8 5G
Il display è uno dei motivi per cui POCO M8 5G ha senso in questa fascia. Parliamo di un Flow AMOLED da 6,77 pollici con risoluzione 2392 × 1080, quindi un Full HD+ ben definito e adatto a tutto, dai social ai video. La superficie ampia, unita alle cornici contenute e alla leggera curvatura sui due lati, rende l’esperienza più immersiva. È il classico pannello che fa subito “categoria sopra”, soprattutto per chi arriva da modelli più economici.
La fluidità è garantita dal refresh rate fino a 120 Hz. Nel quotidiano si nota sempre: scroll più uniforme, animazioni più pulite e un feeling generale più rapido. Non è solo una voce in scheda tecnica. Su un display così grande, i 120 Hz sono uno di quei dettagli che cambiano davvero la percezione del telefono, anche solo navigando tra app e pagine web.
Altro punto forte è la luminosità. 800 nit tipici e picco fino a 3200 nit su una porzione del pannello significano una cosa: all’aperto si usa bene. In pieno sole resta leggibile e non costringe a “cercare l’ombra” per leggere una notifica o una mappa. È uno dei vantaggi più concreti di questo schermo, perché tanti telefoni sotto i 300 euro si fermano molto prima.
A livello di qualità visiva, il pannello supporta 12-bit, copertura DCI-P3 e una gestione del contrasto da AMOLED vera. I neri sono profondi, i colori sono pieni e lo schermo restituisce un’immagine convincente sia nei contenuti HDR “spinti” sia nella navigazione classica. Anche la lettura è piacevole, perché la definizione è buona e la resa resta stabile senza “impastare” i dettagli.

Sul fronte comfort c’è parecchio lavoro. La regolazione della luminosità è molto fine, con 16.000 livelli, e soprattutto c’è PWM dimming a 3840 Hz, quindi meno sfarfallio percepito quando si abbassa la luminosità. Tradotto: uso serale più rilassato e meno stress visivo per chi passa tante ore davanti allo schermo.
Touch e reattività sono promossi. C’è un campionamento fino a 240 Hz, con un valore “istantaneo” che può arrivare a 2560 Hz in modalità gaming. Anche al di fuori dei giochi, il pannello risponde bene a gesture e digitazione, senza incertezze.
Ci sono però un paio di note tipiche dell’ecosistema POCO/Xiaomi. L’Always-On Display non è “sempre sempre”: non resta attivo in modo continuo come su altri brand, e l’approccio è più limitato. È una scelta che si ritrova spesso in questa famiglia di prodotti, e chi usa molto l’AOD lo nota. In compenso, il lettore di impronte sotto al display è rapido e affidabile, e lo sblocco facciale fa il suo dovere per l’uso quotidiano.
Infine, sensori e gestione automatica sono centrali nell’esperienza display. Il sensore di luminosità lavora in modo coerente e permette di passare da interno a esterno senza continui aggiustamenti manuali. Il sensore di prossimità fa il suo lavoro nelle chiamate, evitando tocchi involontari quando il telefono è all’orecchio.
Un display che è uno dei capitoli più riusciti: grande, fluido, molto luminoso e con una resa che, per prezzo, è difficile da criticare. È uno schermo che fa godere contenuti e quotidianità, e che alza parecchio la percezione complessiva del telefono.
Scheda Tecnica – POCO M8 5G
Display
- Tipo: AMOLED
- Dimensione: 6,77 pollici
- Risoluzione: 2392 × 1080 (Full HD+)
- Refresh rate: 120 Hz
- Curvatura: leggera sui lati
- Luminosità tipica: 800 nit
- Picco luminosità: 3200 nit
- Touch sampling rate: fino a 240 Hz
Processore & Memoria
- SoC:Qualcomm Snapdragon 6 Gen 3 (4 nm)
- GPU: Adreno
- RAM: 8 GB LPDDR4X
- Storage:256 GB / 512 GB UFS 2.2
- Espansione memoria: microSD fino a 1 TB (slot ibrido)
- RAM estesa: sì (Virtual RAM fino a 16 GB)
Fotocamere
- Posteriore:
- Principale: 50 MP, f/1.8, Light Fusion 400
- Secondaria: 2 MP profondità
- Flash: LED
- Anteriore:
- 20 MP in punch-hole
- Video:
- Rear: fino a 4K @ 30 fps
- Front: 1080p @ 30 fps
Audio
- Speaker: Doppi stereo
- Tecnologie: Dolby Atmos, Hi-Res Audio certification
- Volume boost fino al 300%
Batteria & Ricarica
- Capacità: 5520 mAh
- Ricarica rapida: 45W
- Reverse wired charging: fino a 18W
Connettività
- Reti: 5G / 4G / 3G / 2G
- Wi-Fi: 802.11 a/b/g/n/ac (dual band)
- Bluetooth: 5.1
- GPS: sì
- NFC: sì
- USB: Type-C
- IR Blaster: sì
- eSIM: no
Sensori
- Impronta digitale: sotto al display (optical)
- Accelerometro
- Giroscopio
- Sensore di prossimità
- Sensore di luminosità
Dimensioni & Peso
- Dimensioni: 164,0 × 75,42 × 7,35 mm
- Peso:178 g
- Certificazione: IP65
Software
- Sistema operativo: Android 15 con HyperOS
- Interfaccia: personalizzazione Xiaomi/POCO
Colore
- Green, Black, Silver
Altro
- Slot: Dual nano SIM + microSD (ibrido)
Prestazioni e hardware POCO M8 5G
Sotto la scocca POCO M8 5G fa una scelta sensata per la fascia: Snapdragon 6 Gen 3 a 4 nm. È un salto netto rispetto a tante soluzioni più economiche ancora in circolazione, e nell’uso reale si sente. Il telefono risulta più pronto, più reattivo e più “pulito” nei passaggi tra app, soprattutto quando si alternano social, browser, streaming e messaggistica in modo continuo.
In Italia arrivano le configurazioni con 8 GB di RAM e 256 GB o 512 GB di memoria interna. La RAM è LPDDR4X e lo storage è UFS 2.2: non siamo su livelli top, ma è una base concreta per un medio gamma sotto i 300 euro. Le app si aprono velocemente, la gestione del multitasking è stabile e non si avverte quel classico effetto “rallenta appena lo riempi” che alcuni modelli economici hanno ancora.
C’è anche l’estensione memoria, con RAM virtuale che può portare il totale dichiarato fino a 16 GB. È utile in certe situazioni, ma non va confusa con RAM fisica. La parte che conta davvero è che 8 GB reali oggi permettono un utilizzo tranquillo, anche per chi usa tante app e tiene aperti più servizi in background.

Capitolo gaming: la GPU Adreno fa il suo lavoro e, con titoli leggeri o medi, l’esperienza è fluida e stabile. Nei giochi competitivi più diffusi, il telefono regge bene anche sessioni lunghe. Con i titoli più pesanti può servire abbassare qualche impostazione per mantenere una buona continuità. Durante carichi prolungati si nota un leggero aumento di temperatura, soprattutto nella zona alta vicino all’isola fotocamera, ma senza diventare fastidioso. È un comportamento normale per questa fascia e, soprattutto, non sembra portare a crolli improvvisi di prestazioni.
A livello di archiviazione c’è un punto molto pratico: il supporto alla microSD fino a 1 TB, tramite slot ibrido. Quindi si può scegliere tra doppia SIM o espansione memoria. Non è per tutti, ma per chi accumula foto, video e contenuti offline è ancora una funzione comodissima.
Chiudiamo con la connettività, perché anche qui la dotazione è completa per la fascia. C’è il 5G, Wi-Fi dual band 802.11ac, Bluetooth 5.1, NFC per pagamenti e l’IR blaster per controllare TV e climatizzatori. Il carrellino è nano SIM + slot ibrido (seconda nano SIM oppure microSD), quindi massima flessibilità in base a come si usa il telefono.
Qui però va detto chiaramente: manca la eSIM, e dispiace. Nel 2026 è una funzione sempre più comune anche fuori dalla fascia premium, ed è comodissima per chi viaggia, per chi vuole separare lavoro e privato senza incastri, o semplicemente per chi usa spesso operatori digitali. Con una eSIM, questo POCO sarebbe stato ancora più moderno e completo. Così, invece, si resta legati alla gestione “classica” con SIM fisiche e slot ibrido, che obbliga a scegliere tra seconda SIM e microSD.
POCO M8 5G è uno smartphone equilibrato. Non promette numeri da flagship, ma mette insieme un processore moderno, memoria adeguata, audio sopra la media per il prezzo e una connettività completa. Nel daily gira bene, nel multitasking non va in crisi e nel gaming offre un’esperienza più che valida, con l’unico vero rimpianto di una eSIM che qui avrebbe avuto molto senso.

Software POCO M8 5G
POCO M8 5G arriva con Xiaomi HyperOS basato su Android 15, quindi l’esperienza è quella classica dell’ecosistema POCO/Xiaomi. L’interfaccia è ricca, completa e pensata per offrire tantissime possibilità di personalizzazione, probabilmente tra le più elevate in assoluto in questa fascia di prezzo. È uno di quei telefoni che si possono davvero “modellare” secondo i propri gusti.
Le opzioni sono ovunque. Si possono cambiare temi, icone, font, animazioni, schermate di blocco e stile della home, e lo store dei temi è molto fornito. Ci sono tantissimi temi gratuiti, oltre a quelli a pagamento, e questo permette di stravolgere completamente l’aspetto del telefono senza installare launcher esterni o app di terze parti. È una caratteristica storica dei dispositivi POCO e Xiaomi, e anche qui resta uno dei punti di forza principali.

Nell’uso quotidiano il sistema si comporta bene. HyperOS è fluido, non mostra lag evidenti e regge senza problemi il multitasking, anche quando si tengono aperte più app. Gli 8 GB di RAM aiutano e si sente: il telefono resta reattivo e coerente anche dopo diverse ore di utilizzo.
Sul fronte delle funzioni moderne non manca nulla. C’è il supporto a Google Gemini, Circle to Search e ad altri strumenti intelligenti integrati nel sistema, che tornano utili in certe situazioni e rendono l’esperienza più attuale. L’integrazione con l’ecosistema Xiaomi è buona e coerente, soprattutto per chi utilizza già altri prodotti del brand.
Arriviamo però ai lati meno convincenti. Come spesso accade su POCO e Xiaomi, il software non è particolarmente “snello” al primo avvio. La presenza di App Mall e di diverse app preinstallate porta con sé notifiche e suggerimenti non sempre graditi. Nulla di irrisolvibile, perché molte app si possono disinstallare e le notifiche si possono limitare, ma è un passaggio obbligato se si vuole un’esperienza più pulita.
Sul tema aggiornamenti, POCO M8 5G è coperto per il lungo periodo. Il supporto previsto è di 4 anni di aggiornamenti di sistema e patch di sicurezza, un dato importante in questa fascia di prezzo e che dà una certa tranquillità a chi pensa di tenere il telefono più a lungo.
Lato software POCO M8 5G offre tanto. È fluido, estremamente personalizzabile e ricco di funzioni. Richiede un po’ di lavoro iniziale per eliminare il superfluo, ma una volta sistemato restituisce un’esperienza completa e solida, in linea con quello che ci si aspetta da un POCO moderno.
Fotocamera POCO M8 5G
POCO M8 5G ha un comparto fotografico semplice, ma costruito con un’idea chiara: una principale che fa quasi tutto e un secondo sensore di supporto. Dietro troviamo la camera 50 MP con sensore Light Fusion 400 e apertura f/1.8, affiancata da un 2 MP per la profondità. Il resto del modulo segue anche una scelta estetica: l’isola, che sembra “più ricca” a colpo d’occhio, in realtà mantiene la simmetria con elementi dedicati e il flash LED, senza trasformarsi in un vero sistema multi-camera.

Nella pratica, la principale da 50 MP è quella su cui si punta sempre. Con buona luce scatta bene, con un dettaglio convincente e colori vivaci, tipici POCO, ma senza diventare caricaturali. La resa è pulita, l’HDR lavora in modo credibile e, nelle scene comuni, si portano a casa foto pronte per social e condivisione senza doverci perdere tempo.
Quando la luce cala, il comportamento resta quello tipico della categoria. Si riesce a tirare fuori lo scatto, ma serve una mano più ferma e qualche attenzione in più. In certe condizioni l’immagine tende a perdere un po’ di “vita” e a diventare più piatta, con meno contrasto e dettagli più morbidi. Qui aiuta la modalità notte, che in molte situazioni riesce a recuperare luminosità e definizione, soprattutto su soggetti fermi e scene con illuminazione urbana.
Non c’è una lente dedicata allo zoom, quindi tutto passa dal digitale. Per un uso rapido va bene, ma è importante restare realistici: lo zoom spinto porta via nitidezza e il dettaglio cala man mano che si sale. Per la fascia prezzo è un comportamento normale, e chi usa spesso lo zoom “serio” deve guardare ad altri segmenti.
Il sensore da 2 MP entra in gioco soprattutto nei ritratti. È un supporto, non una camera che cambia l’esperienza, ma con buona luce aiuta a separare meglio il soggetto dallo sfondo e rende lo sfocato più credibile. Non sempre è perfetto, ma in questa fascia è già positivo che il ritratto sia sfruttabile senza troppi artefatti.
Davanti c’è una selfie cam da 20 MP che ci piace, perché offre un livello di dettaglio sopra la media per la categoria. In buona luce scatta bene, con pelle naturale se non si esagera con i filtri, ed è adatta anche per videochiamate e contenuti social. Con poca luce la qualità scende, ma resta dentro un livello coerente con il prezzo.
Capitolo video: la camera posteriore arriva fino al 4K a 30 fps, dettaglio non banale in questa fascia. Con luce favorevole il risultato è buono e il dettaglio è valido. A mano libera, però, si nota che la stabilità dipende molto da come si riprende. Per clip veloci va benissimo, ma chi crea contenuti in modo più costante apprezza sempre un minimo di supporto, anche solo una presa più ferma o un accessorio semplice.
A completare il pacchetto ci sono diverse funzioni AI dentro galleria e fotocamera, utili per sistemare uno scatto al volo: ritocchi, rimozioni, correzioni rapide. Sono comode perché evitano app esterne, ma vanno usate con criterio per non ottenere risultati troppo “spinti”.

Foto e video sono quindi coerenti con la fascia. La 50 MP è la protagonista e, con buona luce, convince. Di notte resta più limitato, lo zoom è quello che è, ma selfie e 4K aggiungono valore. È un comparto affidabile per tutti i giorni, senza promesse impossibili.
Autonomia e ricarica
Su POCO M8 5G l’autonomia è uno dei punti forti, perché la base è centrata: batteria da 5520 mAh e piattaforma a 4 nm che lavora bene lato consumi. Sulla carta qualcuno potrebbe storcere il naso vedendo un numero più basso rispetto a modelli passati con batterie più grandi, ma qui la scelta è chiaramente legata al progetto: con questo taglio di batteria il telefono riesce a mantenere uno spessore molto ridotto, restando tra i più sottili della famiglia. E soprattutto, nella pratica, non si paga davvero pegno.
Nel nostro uso reale, con la classica giornata “piena”, dalle 7:00 alle 21:00, il telefono arriva senza problemi a sera. Dentro ci finisce di tutto: notifiche costanti, social, un po’ di foto, navigazione, chiamate, streaming e qualche momento di gaming. La cosa positiva è la costanza: non ci sono cali improvvisi o comportamenti strani quando si spinge su rete mobile e luminosità, e questo fa la differenza perché rende l’autonomia prevedibile.
Con un utilizzo più tranquillo, quindi Wi-Fi più presente e luminosità gestita in modo meno aggressivo, è facile arrivare oltre la giornata e avvicinarsi al giorno e mezzo. Non è un “due giorni garantiti” per tutti, ma è uno di quei telefoni che si scelgono anche per non dover vivere con il power bank in tasca.
La ricarica rapida arriva a 45W. Non è la potenza più estrema sul mercato, ma è quella giusta per questa fascia: in pratica permette di recuperare velocemente una buona percentuale e di rimettersi in carreggiata anche con una carica breve prima di uscire. È una ricarica concreta, utile, e soprattutto coerente con la batteria da 5520 mAh.

C’è anche la reverse charging cablata fino a 18W, che torna utile nelle emergenze: cuffie, smartwatch o persino un altro telefono possono ricevere un po’ di energia al volo. Non è una funzione da usare ogni giorno, ma è una di quelle “in più” che fa comodo sapere di avere.
Audio e multimedialità
Su POCO M8 5G la parte multimediale è uno dei tasselli più riusciti, anche perché il telefono nasce chiaramente per intrattenimento: schermo grande, 120 Hz e un comparto audio che non è il solito “mono tanto per”. Qui troviamo doppi altoparlanti stereo con supporto Dolby Atmos e certificazione Hi-Res Audio, quindi l’obiettivo è offrire un’esperienza più coinvolgente quando si guardano video, si gioca o si ascolta musica senza cuffie.
Nell’uso reale gli speaker spingono parecchio e il volume è alto. Il volume boost fino al 300% è una funzione concreta quando ci si trova in ambienti rumorosi, ad esempio in cucina, in ufficio o all’aperto. Si sente davvero di più, e questo aiuta anche per chiamate in vivavoce e contenuti rapidi.
Come spesso succede, però, quando si va “a fondo scala” si paga qualcosa sulla qualità. A volumi estremi il suono perde un po’ di corpo e tende a diventare più leggero, con bassi meno presenti e una timbrica meno equilibrata. Restando uno o due step sotto il massimo, invece, l’audio è più piacevole e coerente.
Buono anche il comportamento in chiamata. L’audio in capsula è chiaro, con una voce ben intelligibile anche in ambienti non perfettamente silenziosi. Il vivavoce è potente e sfrutta bene il doppio speaker, mentre i microfoni fanno un buon lavoro nella gestione del rumore, rendendo le conversazioni comprensibili dall’altra parte.

Sul fronte ricezione, POCO M8 5G si comporta in modo affidabile. Il segnale resta stabile sia in 4G sia in 5G, e negli spostamenti non si notano agganci lenti o perdite improvvise. Anche il passaggio tra celle e reti diverse avviene senza incertezze, aspetto importante per chi usa molto il telefono in mobilità o per lavoro.
Audio e parte telefonica sono promossi. POCO M8 5G offre un’esperienza completa: buono per l’intrattenimento, affidabile nelle chiamate e solido nella ricezione. Tutti elementi che, messi insieme, rendono l’uso quotidiano più piacevole e senza sorprese.
Prezzo e offerte di lancio
Il posizionamento di POCO M8 5G è chiaro: stare sotto i 300 euro con una scheda tecnica che, soprattutto su display e autonomia, guarda decisamente più in alto. Ed è proprio qui che il prezzo diventa parte integrante del giudizio, perché questo è uno di quei telefoni che cambiano faccia a seconda della promo.
In Italia arrivano due tagli:
- 8+256 GB: prezzo consigliato 269,90€, in offerta lancio a 229,99€
- 8+512 GB: prezzo consigliato 299,90€, in offerta lancio a 259,90€
La differenza tra le due versioni è interessante, perché con circa 30 euro in più si passa a 512 GB, e oggi non è un upgrade banale. Per chi scatta tante foto, registra video in 4K o installa giochi pesanti, la versione più capiente è quella che ha più senso, anche in ottica di durata nel tempo.
Durante il lancio, però, c’è un altro elemento che pesa: su mi.com sono previste promo aggiuntive fino al 14/01, con un approccio pratico. In pratica, con l’acquisto si ottiene un codice sconto del 50% sui caricabatterie 67W, 90W e 120W. È una formula che compensa in parte l’assenza del caricatore in confezione e permette di scegliere un alimentatore più potente a prezzo ridotto, anche per altri dispositivi.
In più, su entrambi i modelli è previsto anche uno sconto immediato dedicato, che rende l’offerta di lancio ancora più interessante rispetto al listino.
Confronto con la concorrenza
Nel panorama sotto i 300 euro, POCO M8 5G non è solo. Ci sono alternative che puntano su equilibri simili, e il confronto aiuta a capire dove si posiziona:
- Motorola spesso propone dispositivi nella stessa fascia con un approccio più “pulito” sul software e una tradizione consolidata sul fronte telefonico. Alcuni modelli della serie Moto G (soprattutto nelle varianti con 5G) offrono un’esperienza Android molto lineare, buona autonomia e ricezione solida, pur rinunciando a specifiche come ricariche particolarmente rapide.
- Xiaomi – Serie Redmi: qui si gioca davvero la partita più diretta. I modelli della gamma Redmi, soprattutto quelli etichettati “Note”, tendono ad avere valori simili su display, batteria e performance, e spesso aggiungono qualche extra su fotocamere o elaborazione immagini. Il software è molto vicino a quello di POCO, perché condividono la stessa base HyperOS e molte funzioni intelligenti.
Nel complesso, se l’obiettivo è avere un telefono completo sotto i 300 euro con focus su schermo, autonomia e connettività 5G, M8 5G è tra le proposte più bilanciate, soprattutto con le promo lancio attive.

Valutazioni finali POCO M8 5G
POCO M8 5G fa capire bene dove sta andando la serie M. Non è più solo una questione di prezzo aggressivo. Qui c’è la volontà di offrire un’esperienza completa, curata nei punti che contano davvero ogni giorno. Appena lo si prende in mano, infatti, il lavoro su spessore e forme si sente subito. Il telefono è sottile, leggero e comodo, e questo lo rende più piacevole da usare rispetto a tanti concorrenti più “mattoncini”.
Poi c’è il display, che è uno dei suoi veri assi. Grande, AMOLED, fluido a 120 Hz e molto luminoso. È il classico componente che alza la percezione del prodotto, perché lo si guarda e lo si tocca in continuazione. Anche le prestazioni sono quelle giuste per la fascia: Snapdragon 6 Gen 3 è equilibrato, regge bene il daily e permette di giocare senza drammi, a patto di restare con aspettative realistiche sui titoli più pesanti.
L’autonomia è un altro punto forte. La batteria da 5520 mAh funziona, e nel nostro utilizzo “pieno” dalle 7:00 alle 21:00 non ci ha mai messo in difficoltà. La ricarica a 45W è pratica e sufficiente per gestire anche giornate intense. E in più c’è una dotazione che, sotto i 300 euro, fa ancora la differenza: NFC, IR blaster, audio stereo con spinta importante e una protezione IP65 che aggiunge tranquillità.

Dall’altra parte, i limiti sono quelli che ci si aspetta da POCO in questa fascia. Il software è fluido, ma va ripulito un minimo tra app e notifiche. L’Always-On non è completo. E soprattutto resta il vero rimpianto: manca la eSIM, e nel 2026 è una mancanza che pesa perché è comoda e sempre più diffusa anche fuori dal premium.
Quindi sì, il succo è questo: se il prezzo è quello giusto, POCO M8 5G diventa una scelta molto intelligente. In promo, soprattutto, entra di diritto tra i migliori acquisti 5G per rapporto qualità-prezzo, perché mette insieme design, schermo, autonomia e prestazioni in modo davvero equilibrato.
























































