Svizzera verso una legge anti-privacy: Proton sposta i server in UE
La legge svizzera sulla privacy online potrebbe rivoluzionare il rapporto tra cittadini, imprese e tecnologie digitali. Il governo elvetico ha proposto un decreto che obbligherebbe i fornitori di servizi con più di 5.000 utenti a raccogliere un documento di identità, conservare i dati per sei mesi e, in alcuni casi, disattivare la crittografia.
Perché la legge svizzera sulla privacy online fa discutere
Secondo le autorità, l’obiettivo è garantire più sicurezza. Il provvedimento non richiede l’approvazione del Parlamento e potrebbe entrare in vigore in tempi rapidi. Questo ha sollevato forti preoccupazioni tra associazioni e difensori della libertà digitale, in Svizzera e nel resto del mondo.
La Svizzera è sempre stata considerata un porto sicuro per i dati, anche per via della sua tradizione bancaria improntata alla riservatezza. Molte aziende di VPN, email cifrate e cloud sicuri hanno scelto proprio questo Paese per la propria sede, approfittando di norme storicamente più liberali. Con la nuova legge, però, lo scenario potrebbe cambiare.
Proton abbandona la Svizzera
Tra le prime reazioni c’è quella di Proton, società nota per Proton Mail e Proton VPN. Il 23 luglio l’azienda ha annunciato che trasferirà gran parte delle sue infrastrutture fuori dalla Svizzera, investendo oltre 117 milioni di dollari nell’Unione Europea. L’obiettivo dichiarato è contribuire alla creazione di un “EuroStack sovrano”, una rete di servizi digitali indipendenti e sicuri.
Secondo Proton, la legge svizzera sulla privacy online introduce una forma di sorveglianza di massa incompatibile con la missione aziendale. Da qui la decisione di puntare sull’Europa, nonostante la Svizzera non faccia parte dell’UE.
Conseguenze per utenti e imprese
La legge non toccherebbe solo aziende come Proton. In pratica, ridurrebbe l’anonimato online per milioni di utenti, anche al di fuori dei confini svizzeri. Gli effetti si vedrebbero su cittadini, professionisti e imprese che usano VPN o cloud per proteggere i propri dati.
Gli esperti sottolineano che, invece di rafforzare la sicurezza, il decreto rischia di spingere molti utenti verso mercati paralleli o fornitori esteri. Questo indebolirebbe la competitività del settore tecnologico svizzero e ridurrebbe la fiducia in un Paese finora considerato modello di riservatezza.
Conclusioni
La legge svizzera sulla privacy online rappresenta un punto di svolta. Potrebbe trasformare un Paese simbolo della discrezione in un territorio percepito come ostile per chi cerca sicurezza digitale. Il caso Proton dimostra che senza regole equilibrate anche le aziende leader preferiscono andarsene. Se il governo non rivedrà la proposta, la Svizzera rischia di perdere il ruolo centrale che ha sempre avuto nel mondo della privacy digitale.