Google multata dall’UE per pratiche pubblicitarie

Google multata dall’UE per pratiche pubblicitarie

La Commissione Europea ha inflitto una nuova multa a Google dopo un’indagine durata quattro anni sul settore adtech. A differenza del passato, però, la sanzione non raggiunge i miliardi. La scelta riflette un cambiamento nella strategia regolatoria europea: meno enfasi sulle cifre record, più attenzione a fermare pratiche anti-concorrenziali.

L’indagine era partita da un reclamo del European Publishers Council, che accusava Google di favorire i propri servizi pubblicitari a discapito dei rivali. Un comportamento che ha sollevato interrogativi sulla trasparenza del mercato e sull’impatto della pubblicità digitale in Europa.

Una strategia diversa da parte dell’UE

La nuova commissaria antitrust, Teresa Ribera, adotta un approccio diverso rispetto alla sua predecessora Margrethe Vestager. Se in passato le big tech venivano colpite con multe miliardarie, oggi la priorità sembra essere modificare i comportamenti aziendali più che punirli a posteriori.

Secondo le fonti, l’obiettivo è chiaro: non solo dissuadere, ma ottenere un cambiamento concreto e duraturo nelle pratiche di Google e delle altre big tech. Una linea che potrebbe portare a regole più efficaci e a una maggiore tutela per la concorrenza in Europa.

Precedenti miliardi persi di Google con l’UE

Non è certo la prima volta che Google incappa nelle maglie della regolamentazione europea. Nel 2018 fu colpita da una multa record di 4,3 miliardi di euro per l’uso di Android per consolidare la propria posizione dominante. Un anno prima, nel 2017, era arrivata un’altra multa da 2,42 miliardi di euro, legata al servizio di comparazione prezzi usato per penalizzare i concorrenti.

Queste cifre riflettono quanto la dipendenza da Google sia radicata. Servizi come ricerca, posta elettronica e intrattenimento sono gratuiti, ma lo scambio è chiaro: pubblicità mirata in cambio dei nostri dati. Nel 2024, infatti, Google ha guadagnato 264,6 miliardi di dollari dalla pubblicità, pari al 75,6% delle entrate totali.

Questa nuova multa UE a Google segna un cambio di rotta. Non più solo maxi-sanzioni, ma un focus sulla regolamentazione preventiva. Resta da vedere se questa strategia porterà a un mercato più equilibrato e trasparente o se, senza cifre eclatanti, le grandi aziende continueranno a spingersi oltre i limiti.

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