Huawei P40 Pro+ nel 2025: un top di gamma senza tempo – Recensione a lungo termine
Ci sono smartphone che passano, e poi ci sono quelli che lasciano il segno. Huawei P40 Pro+ appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Presentato nel marzo del 2020 al prezzo di 1.399 euro, in un periodo in cui il brand cinese stava ancora dominando il mercato europeo, questo dispositivo era l’apice dell’innovazione Huawei, il manifesto di ciò che poteva fare senza limiti… e purtroppo anche l’ultimo vero top di gamma globale prima che le sanzioni americane ne cambiassero il destino.
Al momento del lancio, la scheda tecnica del P40 Pro+ faceva impallidire gran parte della concorrenza. Zoom ottico 10x, design in ceramica, cinque fotocamere posteriori, un display avvolgente e prestazioni da primo della classe. Ma tutto questo è passato quasi in secondo piano per via dell’assenza dei servizi Google, una mancanza che all’epoca pesava enormemente, soprattutto in Europa.
In quel contesto difficile, il P40 Pro+ non ha mai avuto davvero lo spazio che meritava.
Eppure, oggi nel 2025, con un po’ di passione e smanettamento, quel potenziale inespresso può essere finalmente recuperato. È ciò che ho fatto io: ho ripreso il dispositivo, ci ho installato HarmonyOS e, con una configurazione un po’ laboriosa, sono riuscito a ripristinare anche i servizi Google in modo stabile e funzionante.
E così, a distanza di cinque anni, posso dire che questo Huawei è tornato a nuova vita. Ma non solo: in certi ambiti, è ancora sorprendentemente attuale, tanto da non far rimpiangere certi modelli ben più recenti. Una vera perla per chi sa dove mettere le mani.

Huawei P40 Pro+ nel 2025 : Voto 8.5
Huawei P40 Pro+ è uno di quegli smartphone che dimostrano quanto un buon progetto possa durare nel tempo. A distanza di cinque anni, riesce ancora a offrire un’esperienza d’uso completa, concreta e in alcuni casi persino superiore a quella di molti smartphone moderni. Nonostante l’assenza iniziale dei servizi Google, oggi – con qualche configurazione – può diventare un compagno di tutti i giorni veloce, affidabile e soprattutto unico nel suo genere. Fotocamere da riferimento, materiali premium, autonomia solida, software fluido e personalizzabile: non è uno smartphone per tutti, ma per chi sa apprezzarne il valore, è ancora una scelta sorprendentemente attuale e soddisfacente. Un pezzo di storia tecnologica che merita più di una seconda possibilità.
Pro
- Fotocamere eccellenti e versatili
- Materiali e design ancora top
- HarmonyOS maturo e piacevole
- Servizi Google funzionanti perfettamente
- Batteria longeva e ricarica veloce
Contro
- Serve pazienza per configurarlo
- Chip non adatto a gaming spinto
- Niente aggiornamenti ufficiali globali
- Alcune app bancarie possono fare i capricci
- Niente eSIM e no microSD standard
Design e materiali: la qualità che resiste
Quando lo prendi in mano ti accorgi subito che non è un prodotto qualsiasi. La finitura in ceramica nanocristallina, lucida ma mai scivolosa, dà quel tocco premium che ancora oggi pochi riescono a replicare. Non si tratta di vetro temperato o plastica lucida: qui Huawei ha scelto un materiale resistente ai graffi, bello da vedere e piacevole al tatto. È disponibile in due colorazioni eleganti e sobrie: White Ceramic e Black Ceramic.

Il frame laterale è in acciaio inossidabile lucidato, solido, senza giochi. I tasti sono ben assemblati, con una pressione secca e precisa. Nessuna vibrazione fuori posto, nessun rumore anomalo. Tutto, anche dopo anni, trasmette solidità.

Le dimensioni sono 158.2 x 72.6 x 9 mm, con un peso importante di 226 grammi: sì, si sente, ma è ben distribuito. La sensazione in mano è quella di un oggetto costruito con cura maniacale. Non scivola, non scricchiola, non delude.

Il pannello frontale è dominato da un display curvo su tutti i lati, il cosiddetto “Quad-Curve Overflow Display”, con cornici ridottissime e vetro anteriore in Gorilla Glass. La doppia fotocamera frontale è inserita in un foro ovale nell’angolo in alto a sinistra: visibile ma ben integrata, e comunque utile per offrire anche il riconoscimento facciale 3D, non solo il classico 2D via fotocamera.

Ancora oggi, a vederlo accanto a un top gamma moderno, non sfigura affatto. Anzi: conserva un’identità estetica forte e riconoscibile, cosa sempre più rara.
Display Huawei P40 Pro+
Acora un piacere da vedere e toccare
Parliamo di un display OLED da 6,58 pollici, con risoluzione 2640 × 1200 pixel e una densità di 441 ppi. È un pannello HDR10, con supporto al refresh rate a 90 Hz e una frequenza di campionamento del tocco a 240 Hz. Numeri alla mano, ci troviamo di fronte a uno schermo ancora molto valido, anche nel 2025.
Il formato è un 19.8:9, leggermente allungato, che si adatta bene sia alla visione di contenuti multimediali, sia alla lettura di testi e pagine web. La curvatura “quad-curve” sui bordi laterali e superiori è qualcosa che oggi si vede raramente: contribuisce a un effetto visivo elegante e immersivo, senza interferire troppo con i tocchi accidentali, perché la gestione del palm rejection è stata sempre molto accurata.

I colori sono ricchi ma naturali, ben bilanciati già di fabbrica. C’è un’ottima gestione del contrasto e la luminosità massima, sebbene non arrivi ai picchi di certi pannelli moderni, è comunque più che sufficiente per garantire leggibilità anche sotto la luce diretta del sole.
Il refresh rate a 90 Hz assicura una fluidità che, nell’uso quotidiano, è ancora più che soddisfacente. Certo, chi è abituato ai 120 Hz noterà una leggera differenza, ma non è qualcosa che incide davvero sull’esperienza. E se lo confronti con smartphone mid-range recenti, il pannello del P40 Pro+ si difende ancora egregiamente.
Prestazioni Huawei P40 Pro+
Scheda tecnica Huawei P40 Pro+ (2020)
- Display: 6,58″ OLED, 2640 × 1200 pixel, 90 Hz, HDR10
- CPU: Huawei Kirin 990 5G, octa-core (7nm+)
- GPU: Mali-G76 MP16
- RAM: 8 GB LPDDR4X
- Storage: 512 GB UFS 3.0, espandibile via Nano Memory
-
Fotocamere posteriori:
- 50 MP principale (f/1.9, OIS, RYYB)
- 40 MP ultra-wide (f/1.8, Cine Camera)
- 8 MP tele 3x (f/2.4, OIS)
- 8 MP periscopica 10x (f/4.4, OIS)
- ToF 3D per profondità
- Fotocamera frontale: 32 MP + sensore IR 3D
- Batteria: 4.200 mAh, ricarica 40W cablata / 40W wireless / 27W inversa
- Connettività: 5G SA/NSA, Wi-Fi 6, Bluetooth 5.1, NFC, USB-C
- Sicurezza: Impronta sotto al display + riconoscimento facciale 3D
- Materiali: Scocca in ceramica, frame in acciaio inox
- Dimensioni e peso: 158.2 × 72.6 × 9 mm – 226 g
- Sistema operativo: HarmonyOS con GMS installati manualmente
- Colori: White Ceramic, Black Ceramic
- Prezzo di lancio: 1.399 € (marzo 2020)
A bordo troviamo il Kirin 990 5G, un SoC octa-core realizzato a 7 nm+ con tecnologia EUV. La CPU è composta da:
- 2 core Cortex-A76 ad alte prestazioni @ 2.86 GHz
- 2 core Cortex-A76 a media potenza @ 2.36 GHz
- 4 core Cortex-A55 ad alta efficienza @ 1.95 GHz
Il comparto grafico è affidato a una Mali-G76 MP16, che all’epoca garantiva prestazioni eccellenti anche per il gaming. Oggi ovviamente mostra qualche limite nei titoli più recenti, ma per l’uso quotidiano è ancora molto fluido e reattivo.
Il P40 Pro+ monta 8 GB di RAM LPDDR4X, più che sufficienti per garantire multitasking e reattività in ogni contesto, e 512 GB di storage UFS 3.0, veloce e abbondante, espandibile tramite Nano Memory Card Huawei (non microSD standard).

Il modem integrato supporta 5G SA/NSA, Wi-Fi 6, Bluetooth 5.1 con BLE e aptX HD, e NFC. Il sensore di impronte è ottico sotto al display e risulta ancora oggi preciso e veloce. Completa il tutto il supporto allo sblocco facciale 3D grazie alla fotocamera infrarossi anteriore: una rarità, e una comodità non da poco.
Nell’uso quotidiano il telefono non mostra segni di invecchiamento: social, app bancarie, messaggistica, streaming e gestione file girano lisci. L’interfaccia HarmonyOS è ottimizzata bene anche per questo hardware. Certo, non è un mostro da benchmark nel 2025, ma resta piacevolissimo da usare.
HarmonyOS + Servizi Google: missione compiuta
Questa è stata la vera sfida: rendere il P40 Pro+ un telefono quotidiano completo, e ci sono riuscito.
Dopo vari tentativi, patch, app non ufficiali, strumenti da PC e un po’ di pazienza, sono riuscito a ripristinare tutti i servizi Google in modo stabile. Niente GSpace, cloni o workaround temporanei: ho seguito una procedura ben definita, trovata su Reddit, per installare i GMS nativi, integrati direttamente nel sistema, senza compromettere la fluidità o l’esperienza utente.

Maps, Gmail, Play Store, YouTube, Drive, Google Pay, Wallet, Assistant: tutto c’è e tutto funziona.
Anche le notifiche push sono stabili, il backup su cloud Google va regolarmente, e posso accedere con il mio account principale senza problemi. Alcune app più “sensibili” — tipo quelle bancarie — inizialmente si rifiutavano di avviarsi, ma con qualche permesso ben settato e l’utilizzo di MagiskHide o equivalenti, sono riuscito a farle girare tutte. Android Auto richiede qualche passaggio in più ma è operativo anche lui, segno che il lavoro fatto ha restituito un sistema completo sotto ogni punto di vista.

E poi c’è HarmonyOS, il sistema operativo proprietario di Huawei. Qui siamo su una versione avanzata e stabile, con interfaccia elegante, animazioni fluide e una gestione delle risorse eccellente. L’integrazione tra app, widget dinamici e quick app è uno dei punti di forza dell’esperienza: la schermata home è pulita, ma viva. Il multitasking a finestre funziona benissimo, anche su uno schermo non enorme come questo.
L’ottimizzazione è curata: consumo in standby ridotto al minimo, gestione intelligente della RAM, notifiche ben gestite. Tutto quello che mancava nei primi tempi di EMUI post-Google è stato recuperato con una visione più ampia. Persino l’AppGallery, seppur ancora lontana da uno store completo, oggi può essere usata per molte app essenziali, e il motore di ricerca Petal Search copre bene le lacune rimanenti, soprattutto per APK aggiornati.
In breve, una volta configurato per bene, il P40 Pro+ con HarmonyOS e GMS ti restituisce un’esperienza Android a tutti gli effetti, ma con una marcia in più in termini di reattività, coerenza estetica e originalità.
Fotocamere: ancora oggi fa scuola
Il comparto fotografico del P40 Pro+ è stato il vero punto di rottura nel 2020, e cinque anni dopo resta un riferimento per chi cerca qualità pura, flessibilità e controllo. Huawei aveva scelto di puntare in alto, e i numeri lo confermano: cinque fotocamere posteriori, tutte attive, tutte ottimizzate per un uso reale.
Configurazione posteriore completa:
- Sensore principale Ultra Vision da 50 MP, f/1.9, stabilizzato (1/1.28″, RYYB)
- Ultra-wide da 40 MP, f/1.8 (Cine Camera, ideale anche per video)
- Teleobiettivo da 8 MP con zoom ottico 10x, f/4.4, OIS, periscopico
- Teleobiettivo secondario da 8 MP con zoom ottico 3x, f/2.4, OIS
- Sensore ToF 3D, per mappatura della profondità

Questa configurazione consente uno zoom continuo e fluido da 0,6x a 100x, con qualità elevatissima fino ai 10x reali. Ed è proprio lo zoom ottico a impressionare ancora oggi: dettagli, stabilizzazione, resa cromatica e contrasto sono incredibilmente convincenti. Anche a confronto con top gamma moderni, il P40 Pro+ riesce a mantenere nitidezza e stabilità dove altri già mostrano segni di cedimento.
Il sensore principale, con struttura RYYB (invece del classico RGGB), raccoglie più luce e restituisce scatti luminosi, equilibrati, con poca rumore anche in ambienti interni o in condizioni difficili. La modalità notturna è tra le più naturali mai viste su uno smartphone: non esaspera, non satura, ma illumina senza snaturare.
L’ultra-wide da 40 MP è un altro piccolo miracolo: non solo perfetto per le foto panoramiche, ma anche per i video. È lo stesso sensore usato sulla Cine Camera della serie Mate, con una gestione della luce morbida e cinematografica, utile per vlog e riprese dinamiche.
Il comparto video permette di registrare in 4K fino a 60fps, con stabilizzazione ottica su tutti i sensori principali, audio stereo e modalità HDR attiva. È possibile anche registrare con zoom ottico attivo fino a 10x senza grosse perdite. I video notturni, pur senza arrivare ai livelli di alcuni recenti Pixel o iPhone, sono ampiamente soddisfacenti, soprattutto considerando l’età del sensore.
Fotocamera frontale:
- 32 MP f/2.2, supportata da sensore IR 3D
Anche lato selfie non manca nulla: dettagli, modalità ritratto efficaci, riconoscimento facciale sicuro e preciso, e anche qui, video in 4K di buona qualità. Il sensore IR migliora lo sblocco facciale anche in pieno buio, mantenendo sicurezza e rapidità.
App fotocamera: completa e reattiva
L’app proprietaria Huawei è ricchissima di modalità: Pro, Notte, Apertura, Ritratto, Scatto RAW, Super Macro, HDR, AI Master, Video Dual View, e tutte sono ancora funzionali. La messa a fuoco è precisa, la velocità di scatto eccellente, il bilanciamento automatico valido, ma c’è anche ampio margine di personalizzazione per chi ama la fotografia manuale.
Il tempo ha solo raffinato l’esperienza. Non serve una GCam, non servono app di terze parti. La qualità c’è, ed è integrata nativamente.
Batteria e autonomia Huawei P40 Pro+
Nessun cedimento
Dopo cinque anni, la batteria da 4.200 mAh regge ancora benissimo. Con uso medio arrivo a sera senza problemi, con uso intenso mi porto comunque a casa la giornata. E con la ricarica rapida da 40W cablata e 40W wireless, i tempi sono più che accettabili. C’è anche la ricarica inversa da 27W, utile per cuffie o altri dispositivi compatibili.

Non ho mai dovuto portare con me un power bank, e la gestione energetica di HarmonyOS è intelligente: se lasci il telefono in standby, consuma pochissimo. Anche con le Google Apps attive.
Connettività e sensori Huawei P40 Pro+
Tutto il necessario, con pochi compromessi
Manca l’eSIM, ok, ma per il resto, non c’è nulla da rimpiangere. Il 5G funziona (se la rete lo supporta), il Wi-Fi è stabile e veloce, Bluetooth impeccabile, NFC presente e utilizzabile. Anche Android Auto, con qualche piccolo trucco, riesce a funzionare senza grossi problemi.
Il sensore impronte sotto il display è ancora veloce e preciso, e lo sblocco con il volto 3D è una comodità che pochi offrono anche oggi.
Quanto è ancora attuale nel 2025?
Guardandolo oggi, nel 2025, il P40 Pro+ continua a stupire per quanto riesce ancora a offrire. E non è una semplice frase nostalgica. È davvero uno smartphone che, in alcuni ambiti, regge il confronto con i top gamma attuali. Anzi, per costruzione e comparto fotografico, riesce perfino a superarli.
La ceramica posteriore, il frame in acciaio, il display curvo su quattro lati: basta toccarlo per accorgersi della differenza rispetto a tanti prodotti moderni dove il vetro e l’alluminio sembrano ormai tutti uguali. Il P40 Pro+ invece ha personalità, stile, consistenza. È un oggetto premium, e lo trasmette ogni volta che lo si prende in mano.
Dal punto di vista tecnico, certo, il Kirin 990 5G non è un processore di nuova generazione, ma nell’uso quotidiano regala ancora un’esperienza fluida, reattiva e affidabile. L’ottimizzazione di HarmonyOS lo tiene agile, mentre i 512 GB di memoria interna e gli 8 GB di RAM sono più che adeguati per le esigenze del 2025. Non sarà lo smartphone ideale per chi gioca a titoli ultra pesanti, ma per l’uso reale di ogni giorno — social, lavoro, foto, streaming, navigazione — è ancora una macchina perfetta.
Il comparto fotografico, poi, è la vera chiave della sua attualità. Le immagini che escono dal sensore principale sono dettagliate e naturali, il tele periscopico 10x continua a essere un riferimento, e persino la modalità notturna regge il confronto con smartphone attuali venduti anche oltre i mille euro. È il classico caso in cui la tecnologia era avanti rispetto ai tempi, e oggi si sta semplicemente riscoprendo.
E poi c’è la parte software. Con HarmonyOS aggiornato e i servizi Google pienamente operativi, il telefono torna a essere completo. Nessuna limitazione reale, nessuna app indispensabile che manchi all’appello. Funzionano Gmail, Maps, Drive, YouTube, notifiche push, backup, app bancarie, e persino Android Auto con qualche accorgimento.
Sì, manca l’eSIM. Sì, il supporto ufficiale si è fermato da tempo. Ma quando lo si usa quotidianamente, tutto questo sparisce. Resta solo un dispositivo solido, maturo, ancora pienamente usabile nel 2025. E che oggi, se acquistato sul mercato dell’usato o ricondizionato, costa spesso meno di uno smartphone di fascia media, pur offrendo prestazioni, materiali e fotocamere da vero top gamma.

Non è per tutti, certo. Serve un po’ di pazienza, di voglia di “smanettare”. Ma è proprio questa la sua bellezza: chi lo sceglie oggi lo fa consapevolmente, e viene ricompensato con un’esperienza unica. Non è un telefono “per caso”. È un oggetto pensato, scelto, curato. E per chi ama la tecnologia, tutto questo ha un valore enorme.
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